PARCO O PRATO?

Ecco un’immagine del rendering dell’ultimissimo progetto del futuro parco Tito Livio. Tanto cemento, poco verde, nessun albero. Fortuna che sarebbe dovuto essere un nuovo “polmone verde” per il centro storico! Le criticità sono evidenti: in primo luogo, la totale mancanza di ombra renderà le futuristiche panchine del tutto inutilizzate nei mesi estivi; in secondo, la mancanza di recinzione e relativi varchi di accesso rischia di trasformare il “parco”, specialmente nelle ore serali e notturne, in una nuova area di spaccio, destinata a degradarsi in breve tempo.

BASTA!

Dopo l’efferata rapina di martedì sera alla gioielleria di via Tiziano Aspetti, non si ferma la lunga scia di furti e spaccate ai danni di bar e negozi di Padova, l’ultima la scorsa notte alla filiale Led World di Corso del Popolo. Esprimiamo la nostra vicinanza agli esercenti esasperati e preoccupati per la criminalità dilagante. È evidente che non si tratti solo di “percezione” come qualcuno vorrebbe farci credere ma di una emergenza reale ed acclarata che ha costretto interi rioni ad assumere vigilantes privati o ad organizzare ronde notturne per poter vivere più serenamente. I padovani, che ogni anno versano al Comune milioni di euro di tasse, non vanno lasciati soli ma sostenuti e tutelati. Giordani ammetta la sua inadeguatezza e conferisca la delega alla sicurezza ad un esperto. Ora più che mai servono competenza e pugno di ferro, non buonismo e feste multietniche.

STRANA IDEA DI INTEGRAZIONE

Ogni mese un autista o un controllore di BusItalia finisce al pronto soccorso per aver svolto il proprio dovere. Le aggressioni meno gravi e gli episodi di violenza verbale sarebbero addirittura quotidiani. È questo il modello di sicurezza e integrazione di Giordani e Lorenzoni?

LE NOSTRE PROPOSTE CONTRO L’ESTREMISMO ISLAMICO

Da anni gridiamo le nostre ragioni e difendiamo con forza l’eredità di Oriana Fallaci, profeta inascoltata. Continueremo a farlo, dai social alle piazze. Ecco alcune proposte di buonsenso per cercare di arginare la minaccia jihadista:

1. Emanare leggi speciali contro l’integralismo islamico con pene severe e certe.
2. Effettuare controlli capillari in tutte le realtà islamiche presenti sul territorio italiano ed europeo.
3. Realizzare un censimento dei luoghi di culto islamico (moschee regolari ed abusive, centri culturali islamici) e il relativo registro pubblico.
4. Creare un albo degli Imam con sottoscrizione di un protocollo di trasparenza.
5. Imporre l‘uso della lingua italiana nelle moschee.
6. Vietare l’uso del velo integrale islamico (burqa e niqab) nei luoghi pubblici e/o aperti al pubblico con una legge ad hoc o inserendo una specifica alla legge 152/75.
7. Difendere i confini esterni e monitorare quelli interni all’Unione Europea, fermando i continui e incontrollati flussi migratori (solo il 5% ha diritto allo stato di rifugiato) che alimentano caos, insicurezza ed illegalità con un blocco navale al largo delle coste della Libia.
8. tutelare e valorizzare le nostre radici giudaico-cristiane, fondamento stesso della nostra civiltà.

Questi sono solo alcuni punti fondamentali ma l’elenco potrebbe continuare ancora. Quando si sveglieranno i nostri governanti? Quando capiranno che ci è stata dichiarata guerra, che siamo in guerra e che alla guerra bisogna combattere, difendersi?

PADOVA ISTITUISCA ASILI NIDO GRATUITI

Leggiamo sul Gazzettino che tra le priorità del 2020 dell’Assessore al Sociale (ovviamente al primo posto restano gli immigrati) ci sarebbero finalmente le giovani famiglie in difficoltà. Speriamo che oltre ai buoni propositi ci siano anche obiettivi concreti, dato che in questi 2 anni e mezzo è stato fatto poco o nulla su questo importantissimo tema. Un primo fondamentale passo in questa direzione sarebbe l’istituzione di ASILI NIDO COMUNALI GRATUITI. Un’iniziativa in grado di incidere non solo sulla natalità ma anche sull’occupazione femminile e di contribuire persino alla riduzione dell’abbandono scolastico e del bullismo. Il Comune di San Lazzaro di Savena alle porte di Bologna, quello di Spresiano in Provincia di Treviso, quello di Mantova e svariati altri in Lombardia, sono la dimostrazione pratica che, se c’è la volontà, si può fare. Padova diventi apripista tra i capoluoghi veneti e un modello di riferimento per le città medio-grandi in Italia. Noi ci crediamo fermamente e continueremo a sostenere questa proposta a tutti i livelli.

CHE IMPRESA FARE IMPRESA!

Un commerciante con reddito lordo di 50mila euro versa allo Stato oltre 33mila euro tra tasse e contributi, oltre il 60% dei propri profitti. Una vera e propria RAPINA DI STATO che ci colloca al primo posto in Europa per carico fiscale sulle imprese rispetto ad una media del 41%. Negli ultimi 3 anni nel nostro Paese hanno chiuso oltre 3 milioni di Partite IVA e il 25% dei lavoratori autonomi ancora in attività vive al di sotto della soglia di povertà calcolata dall’Istat. Di fronte a questi numeri i palliativi messi in atto dal governo non servono a nulla. L’Italia ha bisogno di uno shock fiscale e burocratico senza precedenti. La tanto discussa FLAT TAX al 15% per famiglie e imprese va proprio in questa direzione: semplificazione, efficienza, progressività garantita da un sistema di detrazioni/deduzioni fiscali e no tax area per i redditi più bassi, meno evasione ed elusione fiscale, aumento del gettito. Ripartiamo da qui!

IL REGALO DI NATALE DEL GOVERNO: ALTRE POLTRONE!

Il Ministro Fioramonti si è dimesso in questi giorni lamentando la mancanza di fondi per l’Istruzione e il Premier Conte, come risposta, anziché trovare nuove risorse da destinare alle scuole che cadono a pezzi, magari riducendo gli sprechi della politica, ha nominato 2 nuovi Ministri. 2 al posto di 1. Nel frattempo nel principale partito di governo, quello che si autoproclamava il più onesto di tutti, scoppia la bagarre sui rimborsi mai corrisposti dai Parlamentari. Coerenza, credibilità e buonsenso pari a zero. #dimissionisubito

LA DEMOCRAZIA DELLE SARDINE

“Matteo Salvini e tutto il Centrodestra non hanno alcun diritto di ascolto. Le persone non devono ascoltare i loro comizi e infatti noi glielo impediamo! Dicono cose senza senso solo per diffondere odio e intolleranza. Noi siamo per l’accoglienza, per l’unione, per l’apertura agli altri. Noi dobbiamo essere ascoltati, non loro”. Parole illiberali, per non dire liberticide, pronunciate alcuni giorni fa dal leader delle sardine Mattia Santori nel corso della trasmissione “Otto e Mezzo” su LA7 e riscontrabili anche nel manifesto del movimento. Un nuovo modello di censura che anziché tappare la bocca di chi parla, mira a tappare le orecchie di chi vorrebbe ascoltare. Un modus operandi fortemente antidemocratico, basato sulla presunzione di avere la verità in tasca. Non una libera forma di opposizione ma una vera e propria imposizione ideologica. La dittatura del pensiero unico. Chi sono dunque i veri fascisti dei giorni nostri?

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