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Movimento del Buonsenso – Padova

"Demoliamo i luoghi comuni e le generalizzazioni: ognuno può contribuire a cambiare le cose."

DONAZIONI PER IL TERREMOTO IN CENTRO ITALIA

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In seguito al violento sisma di magnitudo 6.0, che ha colpito il cuore del Paese, Protezione Civile, Croce Rossa Italiana e Regione Veneto hanno attivato le seguenti iniziative di solidarietà:

– È possibile donare 2 euro inviando un sms da cellulare o effettuando una chiamata da rete fissa al NUMERO SOLIDALE 45500. I fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori telefonici aderenti, senza alcun ricarico, al Dipartimento della Protezione Civile che provvederà a destinarli alle Regioni colpite dal sisma.

– È possibile donare attraverso l’IBAN: IT38R0760103000000000900050. BENEFICIARIO: “Associazione italiana della Croce Rossa”. CAUSALE: “Poste Italiane con Croce Rossa Italiana – Terremoto Centro Italia”. Per ulteriori informazioni visita il sito ufficiale www.cri.it oppure chiama il numero dedicato 06 5510 o invia una mail ad aiuti@cri.it

– Anche la Regione Veneto ha attivato un conto corrente per raccogliere contributi. IBAN: IT33L0200802017000104429532. BENEFICIARIO: “Regione del Veneto”. CAUSALE: “Emergenza sisma Centro Italia”.

PER CHI RESTA,
PER CHI HA PERSO TUTTO,
PER CHI DEVE RICOSTRUIRE DOPO IL TERREMOTO.

#AIUTIAMOLI

COSA FARE IN CASO DI TERREMOTO

Solidarietà agli abitanti delle zone colpite dal violento terremoto di questa notte e una preghiera per le vittime finora accertate. Un ringraziamento speciale inoltre ai numerosi soccorritori e volontari che stanno portando aiuto a chi ha più bisogno. Eventi drammatici come questo non sono certamente prevedibili, tuttavia si conoscono bene le aree sismiche più a rischio ed è lì che occorre concentrare gli sforzi per mettere in sicurezza gli edifici e sensibilizzare la popolazione. Alleghiamo questa utile infografica della Croce Rossa Italiana in cui è spiegato cosa fare in caso di terremoto.

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RICORDI…

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Esattamente 3 anni fa, alle 22:30, i bar di Piazza dei Signori abbassavano simbolicamente le serrande e restavano in silenzio per tre minuti in segno di protesta contro l’assurda ordinanza Zanonato che imponeva il coprifuoco a mezzanotte. Un’iniziativa del Movimento del Buonsenso a cui si è aggiunta una raccolta di oltre 6.000 firme. Ricordo bene il giorno in cui mi sono presentata a palazzo Moroni con il malloppo, per depositarlo anche nelle mani dell’allora Sindaco, il quale nemmeno ha avuto la decenza di ricevermi. Ebbene, oggi la situazione è completamente cambiata, grazie all’introduzione dell’innovativa patente a punti per i bar e all’ordinanza del Sindaco Bitonci che fissa alle 2:00 la chiusura dei locali del centro storico. Un risultato di buonsenso a cui siamo felici di aver contribuito, guidati dalla certezza che una città viva è decisamente più sicura. #addiocoprifuoco

CASA DON GALLO: BASTA DEGRADO! NOI STIAMO CON I RESIDENTI.

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Rissa tra immigrati alla “Casa dei Diritti Don Gallo” in via Tommaseo. L’ennesima di una lunga serie che ha portato i residenti e i commercianti della zona all’esasperazione. Come se non bastasse, la situazione igienico-sanitaria è allarmante. Il retro della villetta, occupata 2 anni e mezzo fa dall’Associazione Razzismo Stop per ospitare i richiedenti asilo, è diventato una vera e propria discarica a cielo aperto con montagne di spazzatura, topi e puzza. La Casa poi è senz’acqua, con tutte le immaginabili conseguenze anche per l’uso dei bagni. L’assenza di energia elettrica, invece, è stata compensata con rumorosi generatori, posizionati uno accanto all’altro sempre sul retro. Per non parlare degli schiamazzi notturni, la musica a tutto volume e le attività illegali che avvengono all’interno. Lo scorso venerdì notte, infatti, mentre raccoglievano le testimonianze di alcuni “profughi”, nel tentativo di ricostruire la dinamica della zuffa, i poliziotti hanno notato un immigrato che cercava di allontanarsi furtivamente. Un atteggiamento sospetto che ha spinto gli agenti ad effettuare la perquisizione. Amoako Ernest Hevor, 34enne originario del Togo, nascondeva in tasca, un sacchettino di nylon con 32 grammi di marijuana. Strano eh? L’immigrato è stato prontamente arrestato per detenzione a scopo di spaccio di droga. Ieri mattina è stato condotto in tribunale per la direttissima. Il processo è stato rinviato a settembre ma Hevor dovrà fare i bagagli. Il giudice gli ha infatti rifilato il divieto di dimora a Padova. A ciò si aggiungono altri episodi inaccettabili come l’aggressione ad una vicina, pesantemente strattonata. Infine, come non notare l’enorme quantità di biciclette di dubbia provenienza presenti in giardino. Una situazione di enorme degrado alla quale non ci si deve assolutamente rassegnare. Un’altra pesante eredità che crea gravi problemi al quartiere e che nessuno finora ha saputo o voluto risolvere. Ora, il Comune intende acquistare lo stabile, sgomberarlo, ristrutturarlo e farne un ostello della gioventù. Dopo la chiusura della Prandina e del campo nomadi abusivo di via Bassette, il Sindaco, Massimo Bitonci, punta a ripristinare il decoro e la legalità anche in via Tommaseo! Finché saremo alla guida della città, situazioni indecenti di questo tipo non saranno più tollerate! Ordine e sicurezza sono priorità imprescindibili.

Elisabetta Beggio
Presidente Movimento del Buonsenso – Padova
Consigliera Comunale – Lista Bitonci Sindaco

REGOLE PER I CICLISTI

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Nessuna ostilità dell’Amministrazione verso i ciclisti, come sostengono i soliti chiacchieroni in malafede. Soltanto una campagna informativa per sensibilizzare la cittadinanza al rispetto delle regole previste dal Codice della Strada. L’obiettivo è garantire una civile convivenza sulle strade tra amanti della due ruote, pedoni e automobilisti. Dai dati raccolti è emerso infatti che troppo spesso i ciclisti sono causa di sinistri, per la spavalderia con la quale conducono il mezzo. Ecco che si è reso necessario un impegno importante di sensibilizzazione e, successivamente, di accertamento volto a prevenire gli incidenti e a rendere più sicura la mobilità cittadina.

SULLO SGOMBERO DEL CAMPO ROM DI VIA BASSETTE LE SOLITE POLEMICHE STRUMENTALI

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Ruspe in azione! Finalmente, dopo anni di immobilismo, è stato sgomberato il campo rom di via Bassette, l’ultimo abusivo presente in città. Completata la demolizione, l’area, che in questi anni si era trasformata in una vera e propria discarica a cielo aperto, sarà ripulita e resa inaccessibile. Gli occupanti erano circa un centinaio. La maggior parte di loro proveniva da fuori città ed è stata allontanata dalle Forze dell’Ordine. I 18 bambini residenti a Padova e le loro famiglie, invece, sono stati tutelati come impone la legge e sistemati provvisoriamente in alcuni alloggi di emergenza, grazie anche alla collaborazione di alcune associazioni cittadine. A chi polemizza sulla nuova e, sottolineo, temporanea collocazione dei nomadi, ricordo che questa Amministrazione, a pochi mesi dal suo insediamento, ha rivoluzionato i criteri di assegnazione delle case popolari introducendo il principio dell’anzianità di residenza e dunque favorendo chi vive a Padova da più tempo. Il nuovo regolamento prevede, infatti, l’attribuzione d’ufficio di 8 punti in più a chi risiede in città da 20 anni, 4 punti in più a chi abita nel Comune da 15 anni e 2 punti a coloro che risiedono da almeno 10 anni. Ed ecco il risultato (i numeri parlano chiaro!): in risposta al bando Erp (Edilizia residenziale pubblica) 2015, sono giunte 1.578 domande. Di queste, 188 sono state escluse per varie irregolarità. E, delle 1.390 accolte, ne sono state finora esaudite 280 (dato aggiornato al primo trimestre 2016). Il 63,9% (179) è cittadino italiano, mentre il restante 36,1% (101) è straniero. Insomma, un trend diametralmente opposto rispetto a quello del 2012, quando il sindaco era Flavio Zanonato e l’assessore alla Casa era Gianni Di Masi. Allora, infatti, vennero presentate 1.959 domande, di cui 242 vennero escluse. E, tra le 1.717 accolte, ne furono esaudite 241. Soltanto il 39,4% (95) era italiano, mentre il restante 60,6% era straniero. Dunque basta polemiche sterili e strumentali! Lo slogan “prima i padovani” è una realtà. Il Sindaco ha fatto quanto era in suo potere per spazzare via un indecente covo di degrado e criminalità nel cuore di Mortise, esattamente come promesso in campagna elettorale. Un plauso quindi per questa scelta coraggiosa e di buonsenso che ha ripristinato decoro e legalità in un quartiere troppo a lungo ignorato. Avanti così!

Elisabetta Beggio
Presidente Movimento del Buonsenso – Padova
Consigliera Comunale – Lista Bitonci Sindaco

NON ABBANDONARE IL TUO MIGLIORE AMICO, LUI NON LO FAREBBE.

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Buongiorno a tutti! Vi presento Peggy, una dolcissima bassotta a pelo lungo che da anni fa parte della mia famiglia, e vi invito a leggere con attenzione e condividere questo post.

Ogni anno, a fine estate, il bollettino degli animali abbandonati conferma la drammaticità di un fenomeno che non accenna a diminuire. Si stima infatti che il 25-30% dei casi di abbandono si verifichi proprio nel periodo estivo (oltre 60mila). E se per noi la parola vacanze ha un suono meraviglioso, per loro, spesso, è una vera condanna. Tante sono le vittime innocenti della crudeltà dei padroni, cani e gatti soprattutto, anche se il fenomeno non riguarda solo loro ma pure uccellini, pesci, tartarughe, criceti e pappagalli. Quegli amici che, insomma, popolano le nostre case tutto l’anno, ma che d’estate diventato un problema o una seccatura. Così finiscono per strada, da soli, senza saper dove andare. La maggior parte (80% circa) rischia di morire sotto una macchina o ancor peggio di stenti, di caldo, di dolore per l’abbandono da parte di coloro che avrebbero dovuto amarli e proteggerli. Chi si libera di un animale commette un reato ai sensi dell’art. 727 del Codice Penale e può essere punito con l’arresto fino ad un anno o con un’ammenda fino a 10.000 euro. Per questo, chiunque assista ad un caso di abbandono non deve voltarsi dall’altra parte ma denunciare i colpevoli alle autorità competenti: Carabinieri (112), Polizia di Stato (113), Corpo Forestale dello Stato (1515), Polizie Locali (049-8205100 per quanto riguarda il Comune di Padova). Comunichiamo, inoltre, il numero 334-1051030 per segnalare, tramite sms, i casi di abbandono in autostrada, specificando località, ora di avvistamento, direzione di marcia e, se possibile, la razza o il colore del cane. Più di 1000 volontari sono pronti ad intervenire in tutta Italia fino al 4 settembre. Ricordiamo altresì che oltre a essere un reato, l’abbandono porta anche a un dispendio di denaro pubblico che ricade sull’intera collettività: considerando che per ogni cane ospitato in canile i comuni pagano circa 1.000 euro all’anno, e nei canili italiani ci sono circa 200.000 quattro zampe, la cifra totale è davvero esorbitante. Gli animali non sono giocattoli, sono esseri viventi con necessità e bisogni, che vanno accolti e rispettati in modo consapevole e responsabile. Sono fedeli compagni di vita che abbiamo scelto volontariamente di far entrare nelle nostre famiglie. Le vacanze estive non possono essere una scusa per disfarsene. È una questione di civiltà. In Italia e all’estero esistono numerose strutture in grado di ospitarli per brevi periodi o località turistiche che offrono servizi ad hoc per portarli con sé. Non solo, ci sono sempre più giovani che offrono servizi di Dog Sitting. L’abbandono è un atto infame e disumano che va condannato con forza, senza se e senza ma. ‪#‎Noinonliabbandoniamo‬ e voi?

ALTRO CHE FUGA DALLA GUERRA! SUI FINTI PROFUGHI AVEVAMO RAGIONE NOI!

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I dati raccolti dalla Commissione prefettizia di Padova confermano quanto ribadiamo da sempre: su 3.600 richieste d’asilo presentate dal 16 marzo 2015 ad oggi, soltanto 108 sono state ritenute idonee. In altre parole i veri profughi sono solo il 3% del totale. Il 97% rimanente è formato dai cosiddetti migranti economici o da clandestini che non hanno dunque alcun diritto allo status di rifugiati. E mentre alcune associazioni cittadine, che preferiamo non nominare per non alimentare inutili polemiche, manifestano contro la Prefettura per gli eccessivi rifiuti, noi esprimiamo la nostra soddisfazione per lo scrupoloso lavoro di verifica e selezione della Commissione. Ma che fine hanno fatto i 3.492 migranti che non hanno ricevuto il permesso di soggiorno? 144 hanno ottenuto la protezione sussidiaria, 540 quella umanitaria. E i restanti 2.808? Alcuni hanno fatto ricorso, rigorosamente a spese dello Stato italiano, e vivono in una sorta di “limbo”, accolti e ospitati nelle varie strutture, fino alla sentenza della Corte d’Appello di Venezia. Gli altri, invece, sono fuggiti, diventando dei veri e propri fantasmi. Dove siano, cosa facciano, di cosa vivano non è dato saperlo. Esattamente come non è dato sapere il loro passato, la loro fedina penale nello Stato di provenienza. Insomma, potrebbero essere avanzi di galera o bravissime persone ma nessuno lo sa. Altri fantasmi che si sommano agli oltre 10.000 già presenti in Veneto. Questa situazione è paradossale e inaccettabile: non solo per la nostra sicurezza, ma anche per i diritti dei veri profughi. Le politiche migratorie e di accoglienza targate Renzi-Alfano e, aggiungerei, Merkel sono fallite. Occorre cambiare rotta quanto prima, per questo auspichiamo che il Governo inauguri una ferrea politica di espulsioni e respingimenti. Stop all’immigrazione incontrollata!

PADRE JACQUES, IL PRETE MESSO IN GINOCCHIO E SGOZZATO

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Si allarga la scia di odio e sangue in Europa. La guerra è qui, tra noi, su un treno, allo stadio, al tavolo di un ristorante, sul lungomare o in una chiesetta di campagna. Il nemico veste i nostri panni, abita nei nostri quartieri, parla la nostra lingua. Quanto accaduto ieri mattina a Saint-Etienne-du-Rouvray in Normandia, dove un prete è stato sgozzato in chiesa mentre celebrava la messa, conferma, per l’ennesima volta, la gravità della minaccia islamica. Una barbarie inedita in Occidente. Un nuovo martirio per mano dell’ISIS. E mentre l’Europa, la Chiesa e la maggior parte della Stampa bandiscono la parola “guerra” e considerano l’Islam come una religione di pace e amore, decine di innocenti muoiono con una cadenza sempre più sfrenata. È finito il tempo della parole e delle preghiere. Occorre reagire, combattere, difendersi. Da tempo noi ribadiamo inascoltati le nostre proposte e soluzioni. Continueremo a farlo, con sempre maggior forza, dai social alle piazze. Oriana Fallaci purtroppo non c’è più, ma noi continueremo a gridare: SVEGLIA, OCCIDENTE, SVEGLIA!

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