CITTÀ METROPOLITANA: a Sibilla il responso…

Leggo e sento parlare da qualche giorno di strane fusioni.
Di Province che dovrebbero sparire, di Città che dovrebbero assorbirne altre. Non sono una politica e cerco di interpretare le varie voci.
L’opinione che mi sto facendo è questa: Padova è da sempre un polo cui tutta l’Italia, e non solo, guarda come un termometro economico. La faccenda è annosa e capisco la necessità di abbassare le spese, ma non si può agire come parrucchieri impazziti e tagliare senza criterio. Qui non si tratta di mero campanilismo, si tratta di valutare l’insieme dei fattori.

PADOVA E VENEZIA: DUE PERLE PREZIOSE MA DIVERSE
Dal punto di vista storico/culturale è evidente che Venezia ha un potenziale ineguagliabile. Padova e la sua provincia però sono una potenza sul piano economico; il tessuto di piccole e medie imprese, seppur in forte difficoltà, è da sempre un propellente, un modello, un laboratorio di ricerca e innovazione. Intervenire con un’azione di smembramento in un sistema che produce una gran fetta del PIL italiano mi sembra che implichi quantomeno un punto fermo: interpellare i diretti interessati, ovvero i cittadini. Il governo pretende una delibera, il consiglio ha partorito una dichiarazione d’intenti; pochino per rivoluzionare la struttura operativa della zona nella quale nasce vero Made in Italy conosciuto ed esportato in tutto il mondo.

QUESTIONE DI PRIORITÀ
Il nostro Paese deve assolutamente rilanciare il turismo (abbiamo un patrimonio inestimabile) ma è sull’economia reale che si dovrebbe puntare per far ripartire il motore.
Se di accorpamento si deve proprio parlare, dovrebbe essere semmai Padova ad inglobare Venezia. E non lo dico da padovana, ma da persona che cerca la logica nelle cose.
Non credo poi che 72 ore siano “abbastanza” per decidere qualcosa che influirà sul nostro futuro in modo pesantissimo. Qualcuno suggerisce un referendum: credo sia doveroso da parte di chi ci amministra.

VOX POPULI: QUANDO?
Ridisegnare la nuova geografia delle Province implica spartizione di poltrone, incarichi di vario titolo e denaro… Molto denaro.
La trasparenza è un obbligo morale, non un dovere ritualizzato, e noi cittadini dobbiamo pretenderla e pretendere di esprimere la nostra opinione.
Il domani dei nostri figli dipende anche da questa contesa faccenda. Padovani, che ne pensate?

Elisabetta

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