CARO RENZI, SIAMO STANCHI DI PAGARE PER LA GUERRA D’ETIOPIA! ECCO LA NOSTRA PROPOSTA.

Lo scorso 24 dicembre abbiamo lanciato un appello al Governo chiedendo di eliminare quanto prima la lunga serie di balzelli inutili che gravano sul costo del carburante così da avvantaggiare non solo gli automobilisti ma anche i piccoli trasportatori, gli autonoleggiatori, i tassisti e gli agenti di commercio per i quali il carburante costituisce una delle principali voci di costo per l’esercizio della propria attività. Rispetto ai Paesi che confinano con noi, infatti, paghiamo la benzina il 14,4% più dei francesi, il 18,9% più degli sloveni e addirittura il 30,7% più degli austriaci. L’ammontare delle accise è cresciuto nei decenni per far fronte ad emergenze di vario tipo come guerre, terremoti, alluvioni, ammanchi nelle casse dello Stato, il guaio è che, terminata l’emergenza, l’accisa è rimasta, diventando non solo anacronistica ma addirittura grottesca. Ecco il dettaglio:

  • 0,000981 euro per il finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936;
  • 0,00723 euro per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
  • 0,00516 euro per la ricostruzione post disastro del Vajont del 1963;
  • 0,00516 euro per la ricostruzione post alluvione di Firenze del 1966;
  • 0,00516 euro per la ricostruzione post terremoto del Belice del 1968;
  • 0,0511 euro per la ricostruzione post terremoto del Friuli del 1976;
  • 0,0387 euro per la ricostruzione post terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • 0,106 euro per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
  • 0,0114 euro per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
  • 0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
  • 0,005 euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • 0,0051 euro per far fronte al terremoto dell’Aquila del 2009;
  • 0,0073 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • 0,04 euro per far fronte all’arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
  • 0,0089 euro per far fronte all’alluvione in Liguria e Toscana nel novembre 2011;
  • 0,082 euro (0,113 sul diesel) per il decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011;
  • 0,02 euro per far fronte ai terremoti dell’Emilia del 2012;
  • Più altri vari ritocchi all’insù negli ultimi 3 anni.

Il totale è 0,41 euro che, con l’aggiunta dell’IVA al 22%, sale a 0,50 euro. Pensate sia finita qui? Purtroppo no. Si aggiunge anche l’imposta di fabbricazione sui carburanti così si arriva a circa 0,89 euro per la benzina e 0,75 euro per il gasolio. INCREDIBILE! Associazioni di consumatori, persone comuni, politici si sono battuti nel tempo per l’abolizione di queste obsolete e, in alcuni casi, ridicole accise, ma senza successo. Come è possibile che nel 2016 continuiamo a pagare per una guerra combattuta 80 anni fa? È evidente che i soldi servono per foraggiare altro. Per questo ci rivolgiamo nuovamente ai signori di Roma e chiediamo di abolire le accise più vecchie di 20 anni e di esentare le restanti dall’IVA. In questo modo risparmieremmo circa 0,33 euro al litro e porteremmo il prezzo del carburante al di sotto della soglia di 1 euro. In media 16,50 euro a pieno. Considerando 2 pieni al mese, si arriverebbe a 396 euro all’anno. Insomma, una bella cifra che senz’altro potremmo impiegare meglio. Se anche tu sei stanco di questa truffa legalizzata e vuoi sostenere la nostra proposta, clicca “mi piace” e CONDIVIDI sul tuo profilo Facebook!

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