IL PONTE DELLA MORTE

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Oggi tratteremo un luogo della città che non molti padovani conoscono con il suo vero nome, il “ponte della morte”, un toponimo a dir poco inquietante, legato alle misteriose vicende che vi sono avvenute nel corso dei secoli.

Ci troviamo tra Riviera Ruzzante e Riviera del Businello lungo il canale Santa Chiara, a pochi passi dalla chiesetta di San Daniele, in uno degli angoli più suggestivi del centro storico.

Il ponte in questione, costruito per la prima volta nel 1246 in legno, nel corso dei secoli ha subito numerose variazioni e restauri. Attualmente, presenta una struttura molto semplice: unica arcata in mattoni e parapetti bassi in porfido grigio.

All’apparenza non c’è nulla di strano in quel ponticello che allunga via Rudena verso via Umberto I e che si inserisce così armoniosamente nell’architettura medievale circostante. Eppure, osservando con maggior attenzione, quel che di insolito vi si può notare è il passo lesto dei passanti che vi transitano, più frettoloso, diverso da quello di un normale pedone in ritardo per un appuntamento. Lo sguardo diffidente che gli rivolgono certi anziani padovani, quelli che la loro città la conoscono come il palmo della mano, oppure le mani delle anziane signore, che accennano il segno della croce non appena il primo piede ne tocca i sampietrini.

Vi starete chiedendo il perché di questi insoliti comportamenti e soprattutto quali siano le origini di tale denominazione.

L’origine del nome “ponte della morte” è piuttosto incerta e sono tre le ipotesi che si sono tramandate nel corso dei secoli.

La prima ipotesi deriva da una leggenda secondo la quale nei pressi di questo ponte vi era una casa tetra e squadrata, che aveva più le sembianze di una fortezza che di uno dei caseggiati slanciati ed eleganti che in quel periodo sorgevano lungo le acque del canale. Era una casa di tolleranza, che apriva le sue porte di notte a chi volesse abbandonarsi ai piaceri della carne. Tra i più assidui frequentatori del bordello, vi erano tre malviventi che col calare delle tenebre aggredivano e derubavano i passanti e molestavano le donne. Il Consiglio Cittadino decise allora di muovere loro battaglia riuscendo ad arrestare i tre assassini, che si erano asserragliati nell’edificio, grazie all’intervento delle truppe regolari per poi impiccarli subito dopo sul ponte che acquisì quindi questo macabro nome.

La seconda ipotesi, collega l’attribuzione del nome “ponte della morte” ad un tragico fatto di cronaca avvenuto nel giugno del 1422 quando sotto il peso della folla assiepata, pare, per una processione, il ponte crollò e decine di persone morirono annegate.

Infine, la terza ed ultima ipotesi, meno suggestiva delle altre, è che il “ponte della morte” si chiamasse così semplicemente perché a ridosso dell’antico cimitero di San Daniele, sul retro dell’omonima chiesa, oggi non più esistente.

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Ma le leggende legate a quel piccolo lembo di strada sopra l’acqua non finiscono qui: alcuni affermano che ancora oggi, certe notti, sotto al ponte si scorgano tre sagome scure, tre ombre, a ricordare l’eterna presenza dei fantasmi dei tre assassini impiccati. Altri ancora sentono abbaiare furiosamente un cane o suonare le campane della Chiesa di San Daniele “a morto” con un lungo rintocco, dai toni bassi, lugubri e lamentosi…peccato che…le cinque campane della Chiesa di San Daniele non abbiano questo suono.

Quale sia la verità su questo luogo misterioso probabilmente non lo scopriremo mai con certezza, ma vi consigliamo comunque di farci un giretto e far scoprire ad amici e parenti la leggenda che lo avvolge.

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Una risposta a "IL PONTE DELLA MORTE"

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  1. grazie della vs. info.
    per anni ho frequentato da giovane l’oratorio della chiesa di san daniele e le suore canossiane a fianco oppure si passava parte del pomeriggio seduti a cavalcioni a parlare tra amici non ho mai saputo drl perché questo nome.

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