LE SETTE VITE DELLA GATTA DI SANT’ANDREA

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La Gatta di Sant’Andrea, popolarmente denominata “la gatta”, è un monumento di origine medievale che si trova nel piccolo sagrato della chiesa di Sant’Andrea a Padova.

Nel 1209 gli abitanti della contrada di Sant’Andrea si distinsero in una decisiva battaglia contro Aldobrandino I d’Este e riuscirono a portare in città come bottino di guerra un rozzo leone in pietra a beffa del marchese d’Este. Il podestà di Padova, Jacopo de Viallardi da Vercelli, concesse quindi di innalzarlo su una colonna di epoca romana nei pressi della chiesa di Sant’Andrea, nel punto tradizionalmente considerato il più elevato della città (circa 18 metri sul livello del mare), a memoria della vittoria. Alcuni anni più tardi, nel 1212, con la riconciliazione tra il Comune di Padova e Rinaldo d’Este, il leone fu riconsegnato ai legittimi proprietari. Quel simbolo di vittoria però era entrato nel cuore dei padovani che decisero di far realizzare una copia della statua originale, ma di maggiori dimensioni, da uno scultore locale, tale “magister Daniel” come si legge sul basamento. Secondo la tradizione popolare è proprio in seguito a questo scambio che la statua prende il nome di “Gatta di Sant’Andrea”: il maestro Daniel, infatti, sarebbe rimasto così deluso dal risultato finale che avrebbe soprannominato lui stesso la sua opera “gatta”. Un’altra versione vuole invece che il nomignolo di “gatta” fosse stato dato dai padovani stessi alla scultura originale come scherno agli avversari estensi sconfitti.

“Davanti alla chiesa sta una rozza colonna sopra di cui v’è un leone. Questo è un Trofeo, posto qui nell’anno 1209, in memoria d’altro simile acquistato da’ Padovani in una vittoria riportata sopra Aldobrandino, ed Azzone II. Marchesi d’Este: fu qui posto ad onore del popolo della contrada, il quale in questo fatto molto si distinse. Nella base di questo leone si legge M.C.C.VIII. Magister Daniel fecit.”

(Pietro Brandolese, Pitture, sculture, architetture ed altre cose notabili di Padova, 1795)

Nel 1797, in seguito al Trattato di Campoformio e all’invasione napoleonica, la statua fu distrutta in quanto assomigliava troppo ad un leone marciano, simbolo di Venezia.

Una nuova Gatta di Sant’Andrea con le fattezze dell’originale venne commissionata allo scultore Felice Chiereghin. Il risultato venne aspramente criticato dallo storico e critico d’arte Pietro Selvatico:

“Vi fu surrogato l’attuale, debole opera del debolissimo scultore Felice Chiereghin.”

Ridanneggiata nel 1914 fu ripristinata dalla scultore Antonio Penello.

Restaurata l’ultima volta nel 1989, è stata colpita da mezzi in manovra in più occasioni. Il 23 settembre 2013, alla terza importante collisione, il monumento è crollato al suolo frantumandosi.

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Il restauro e la ricostruzione del monumento si è svolto nel corso del 2014 con lo stanziamento di 43.340 euro, già riversati dall’azienda assicurativa, da parte del settore edilizia monumentale del Comune di Padova. La copia settecentesca di Felice Chiereghin restaurata, è stata collocata a Palazzo Moroni, mentre il monumento a Sant’Andrea è stato ricomposto il 19 marzo 2015, ponendo sulla sommità l’ennesima copia del leone estense.

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