VENEZIA, IN VAPORETTO COL NIQAB

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Sui social gira questa foto, scattata, a quanto pare, ieri pomeriggio su un vaporetto a Venezia. Un’immagine che indigna e spaventa non poco, soprattutto dopo i drammatici attentati di Bruxelles della mattinata. Lo scorso 24 agosto il Consiglio Comunale di Padova ha discusso, votato ed approvato una mia mozione a tutela dei diritti delle donne e del rispetto della legalità, con specifico riferimento all’utilizzo del velo islamico. In Italia, le leggi in materia di ordine pubblico e sicurezza sanciscono in modo inequivocabile che ogni persona debba essere identificabile. È specificatamente “vietato l’uso di caschi protettivi o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo” (Legge 152/75). La cultura o la religione di un popolo vanno rispettate ma non possono in alcun modo contravvenire all’ordinamento dello Stato, in special modo in un momento di allerta massima come questo. Sono per l’integrazione, ma questa deve necessariamente passare per l’osservanza delle regole della nostra comunità. Regole che vanno rispettate da tutti. Vi invito, dunque, a segnalare alle Forze dell’Ordine chiunque si muova all’interno del territorio comunale / nazionale con il volto coperto. Siamo in guerra. Il nemico è in casa. Proteggerci è un dovere morale. Cosa ne pensate?

Elisabetta Beggio

LA STRAGE TOCCHERÀ DAVVERO ANCHE A NOI?

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“La strage toccherà davvero anche a noi, la prossima volta toccherà davvero a noi? Oh, sì. Non ne ho il minimo dubbio. Non l’ho mai avuto. E aggiungo: non ci hanno ancora attaccato in quanto avevano bisogno della landing-zone, della testa di ponte, del comodo avamposto che si chiama Italia. Comodo geograficamente perché è il più vicino al Medio Oriente e all’Africa cioè ai Paesi che forniscono il grosso della truppa. Comodo strategicamente perché a quella truppa offriamo buonismo e collaborazionismo, coglioneria e viltà. Ma presto si scateneranno. Molti italiani non ci credono ancora. Si comportano come i bambini per cui la parola Morte non ha alcun significato. O come gli scriteriati cui la morte sembra una disgrazia che riguarda gli altri e basta. Nel caso peggiore, una disgrazia che li colpirà per ultimi. Peggio: credono che per scansarla basti fare i furbi cioè leccarle i piedi.”

(Oriana Fallaci intervista sé stessa – L’Apocalisse, 2004)

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