PADOVA ISTITUISCA ASILI NIDO GRATUITI

Leggiamo sul Gazzettino che tra le priorità del 2020 dell’Assessore al Sociale (ovviamente al primo posto restano gli immigrati) ci sarebbero finalmente le giovani famiglie in difficoltà. Speriamo che oltre ai buoni propositi ci siano anche obiettivi concreti, dato che in questi 2 anni e mezzo è stato fatto poco o nulla su questo importantissimo tema. Un primo fondamentale passo in questa direzione sarebbe l’istituzione di ASILI NIDO COMUNALI GRATUITI. Un’iniziativa in grado di incidere non solo sulla natalità ma anche sull’occupazione femminile e di contribuire persino alla riduzione dell’abbandono scolastico e del bullismo. Il Comune di San Lazzaro di Savena alle porte di Bologna, quello di Spresiano in Provincia di Treviso, quello di Mantova e svariati altri in Lombardia, sono la dimostrazione pratica che, se c’è la volontà, si può fare. Padova diventi apripista tra i capoluoghi veneti e un modello di riferimento per le città medio-grandi in Italia. Noi ci crediamo fermamente e continueremo a sostenere questa proposta a tutti i livelli.

CHE IMPRESA FARE IMPRESA!

Un commerciante con reddito lordo di 50mila euro versa allo Stato oltre 33mila euro tra tasse e contributi, oltre il 60% dei propri profitti. Una vera e propria RAPINA DI STATO che ci colloca al primo posto in Europa per carico fiscale sulle imprese rispetto ad una media del 41%. Negli ultimi 3 anni nel nostro Paese hanno chiuso oltre 3 milioni di Partite IVA e il 25% dei lavoratori autonomi ancora in attività vive al di sotto della soglia di povertà calcolata dall’Istat. Di fronte a questi numeri i palliativi messi in atto dal governo non servono a nulla. L’Italia ha bisogno di uno shock fiscale e burocratico senza precedenti. La tanto discussa FLAT TAX al 15% per famiglie e imprese va proprio in questa direzione: semplificazione, efficienza, progressività garantita da un sistema di detrazioni/deduzioni fiscali e no tax area per i redditi più bassi, meno evasione ed elusione fiscale, aumento del gettito. Ripartiamo da qui!

IL REGALO DI NATALE DEL GOVERNO: ALTRE POLTRONE!

Il Ministro Fioramonti si è dimesso in questi giorni lamentando la mancanza di fondi per l’Istruzione e il Premier Conte, come risposta, anziché trovare nuove risorse da destinare alle scuole che cadono a pezzi, magari riducendo gli sprechi della politica, ha nominato 2 nuovi Ministri. 2 al posto di 1. Nel frattempo nel principale partito di governo, quello che si autoproclamava il più onesto di tutti, scoppia la bagarre sui rimborsi mai corrisposti dai Parlamentari. Coerenza, credibilità e buonsenso pari a zero. #dimissionisubito

LA DEMOCRAZIA DELLE SARDINE

“Matteo Salvini e tutto il Centrodestra non hanno alcun diritto di ascolto. Le persone non devono ascoltare i loro comizi e infatti noi glielo impediamo! Dicono cose senza senso solo per diffondere odio e intolleranza. Noi siamo per l’accoglienza, per l’unione, per l’apertura agli altri. Noi dobbiamo essere ascoltati, non loro”. Parole illiberali, per non dire liberticide, pronunciate alcuni giorni fa dal leader delle sardine Mattia Santori nel corso della trasmissione “Otto e Mezzo” su LA7 e riscontrabili anche nel manifesto del movimento. Un nuovo modello di censura che anziché tappare la bocca di chi parla, mira a tappare le orecchie di chi vorrebbe ascoltare. Un modus operandi fortemente antidemocratico, basato sulla presunzione di avere la verità in tasca. Non una libera forma di opposizione ma una vera e propria imposizione ideologica. La dittatura del pensiero unico. Chi sono dunque i veri fascisti dei giorni nostri?

SOLIDARIETÀ AD ELEONORA MOSCO

Esprimiamo la nostra solidarietà alla Consigliera Comunale ed amica Eleonora Mosco per le gravi minacce e gli insulti ricevuti in queste ore dai fan del cantante Fabri Fibra, che si conferma essere un pessimo esempio di musica e di vita. La violenza verso una donna, anche se verbale, va sempre condannata! Auspichiamo che la Magistratura intervenga quanto prima e che l’Amministrazione Comunale rivaluti l’esibizione di Capodanno del rapper in Prato della Valle. I valori sociali non sono negoziabili e non possono essere sacrificati per meri interessi economici.

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