Aurora

PROGETTO AURORA – UN FUTURO POSSIBILE

Il lavoro in Italia sembra fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni…
Ma a Padova, un gruppo di persone composto da studenti universitari, piccoli imprenditori e commercianti, ha messo a punto un sistema semplice e funzionale per creare opportunità di LAVORO. Proprio così!
La disoccupazione giovanile tra i 15 e i 25 anni è al 38% e, in generale, all’8%.
La mancanza di prospettive per il futuro e la forte pressione fiscale stanno paralizzando lo sviluppo del nostro Paese. E in molti scappano all’estero.
Il tema del giorno continua ad essere la “questione lavoro” ma tanto i politici quanto i tecnici, sembrano non trovare la soluzione.
Dal confronto tra persone diverse per età, estrazione sociale, cultura e professione, che condividono le difficoltà di programmare il domani e vivere il presente, è nata l’idea del VOUCHER ARTIGIANALE/IMPRENDITORIALE.

CHE COS’E’ UN VOUCHER

Il Voucher è uno strumento di pagamento che già esiste. (Legge n. 33 – 12 aprile 2009). Viene acquistato presso tabaccherie e sportelli Inps per pagare prestazioni d’opera occasionali. Il suo costo è 10 euro: 7,50 vanno al prestatore d’opera, 1,70 corrispondono a versamento Inps, 0,70 a versamento Inail e il rimanente equivale al costo puro del Voucher.
Il governo l’ha istituito per regolarizzare situazioni ambigue come il lavoro di colf o badanti.

Il VOUCHER IMPRENDITORIALE/ARTIGIANALE, per come l’abbiamo concepito, mette una persona nelle condizioni di essere datore di lavoro di se stesso.
In pratica, lo acquisto per pagare la mia prestazione d’opera. Se mi trovo nelle condizione dover di accettare lavori occasionali, perché disoccupato, esodato o cassintegrato (che potrebbero essermi pagati in nero), lo utilizzo per lavorare e per essere in regola sotto il profilo fiscale.

Ma il suo potenziale ENORME lo esprime se impiegato nell’ambito del Made in Italy: abbigliamento, accessori ecc.

VANTAGGI PER GIOVANI E FAMIGLIE

Se quei giovani dotati di creatività e manualità potessero usufruire di un voucher imprenditoriale/artigianale (giornaliero), potrebbero vendere i loro prodotti in una fiera ad hoc esponendoli in un banchetto di piccole dimensioni e per regolarizzare la loro posizione col fisco acquisterebbero direttamente i voucher, semplificando enormemente la burocrazia d’impresa.
– Poiché fare impresa oggi è proibitivo (costi insostenibili e rischio fallimento troppo elevato), con un minimo investimento, un giovane sarebbe in grado di testare ciò che realizza magari nel garage sotto casa e capire se è dotato di qualità imprenditoriali.
– Niente Camera di Commercio, niente Partita IVA e spese accessorie.
– I giovani vogliono entrare nel mondo del lavoro in modo pulito e trasparente: con questo sistema parte del “nero” emergerebbe, poiché grazie al voucher, pagherebbero Inps, Inail e imposte (ricevuta fiscale).
– Con il ricavato potrebbero acquistare altro materiale e creare nuovi prodotti. Nella fiera, si confronterebbero con altri giovani e, dopo alcuni mesi di rodaggio duranti i quali si sono messi alla prova, potrebbero trovare un compagno di lavoro col quale aprire un’attività (un bravo tagliatore potrebbe unirsi a un bravo modellista).
– Giovani e imprese entrerebbero in comunicazione non attraverso sterili curriculum, ma per mezzo di un reale confronto tra chi OFFRE e chi CERCA talento.

VANTAGGI PER LE IMPRESE

Questa fiera, altro non sarebbe che un LABORATORIO DI IDEE in continua evoluzione, al quale le aziende potrebbero attingere per cercare nuovi talenti da assumere o per trarre spunti di innovazione. Questa si chiama RICERCA.
– Le aziende potrebbero acquistare i campionari esposti e poi produrne gli articoli.
– Si aprirebbero orizzonti verso l’estero tutti da conquistare, poiché il Made in Italy ritroverebbe nuova linfa grazie alla creatività inesauribile dei ragazzi.
– I commercianti potrebbero commissionare articoli in esclusiva che poi venderebbero nei propri negozi.
– Si contrasterebbe la merce scadente proveniente da Paesi esteri, immettendo nel mercato ciò che viene prodotto nel territorio, con un ottimo rapporto qualità/prezzo.
– L’economia si rimetterebbe in moto: un’azienda con idee innovative è competitiva, cresce nelle vendite e assume.

VANTAGGI SOCIALI

I Sindaci potrebbero inaugurare le fiere nelle zone da riqualificare (ove fosse utile), portando afflusso di persone perbene, turisti, uomini d’affari.
– Ai giovani sarebbe data quell’OPPORTUNITA’ che oggi manca e potrebbero entrare gradualmente nel tessuto produttivo senza indebitare le famiglie.
– Chi dovesse evadere il fisco, lo farebbe per scelta e non per “necessità”, (come purtroppo accade oggi, inutile negarlo) e non avrebbe più alcuna scusa.
– Questo facile sistema metterebbe chiunque avesse competenze manuali e creative (di cui l’Italia è ricca), nella possibilità di lavorare. Esodati, cassaintegrati, disoccupati, giovani.

CONCLUSIONI

Risulta evidente che i “Voucher imprenditoriali/artigianali” sono un facile sistema che potrebbe dare una reale POSSIBILITA’ di lavoro ai giovani. Con poco denaro, le famiglie sarebbero in grado di aiutare i figli, allo Stato non costerebbe nulla, le città riacquisterebbero identità, le imprese troverebbero tutti i talenti di cui necessitano per rilanciare quel Made in Italy che tutti vogliono. Solo vantaggi!

COSA CHIEDIAMO AI COMUNE NELLE PERSONE DEI SINDACI

1) Il Movimento del Buonsenso, chiede ai Signori Sindaci di ATTIVARSI presso l’INPS (da noi già consultata, la quale non ravvede elementi ostativi), al fine di ottenere l’ESTENSIONE della Legge sui Voucher al settore artigianale/imprenditoriale (io lo acquisto per me stesso). Chiede nel merito che si facciano PROMOTORI presso le istituzioni relativamente a quanto segue:

in riferimento alla Legge n. 33 del 9 aprile 2009 (dettagli attuativi per la piena operatività nella circolare INPS n. 88 del luglio 2009), si propone di ESTENDERE l’utilizzo dei voucher al settore imprenditoriale/artigianale con un tetto massimo di 10.000/12.000 euro di compenso netto per anno solare. Poiché lo scopo è quello di creare nuove imprese, superato tale tetto si entra automaticamente nel settore imprenditoriale vero e proprio.

2) Il Movimento del Buonsenso, chiede inoltre ai Signori Sindaci di destinare una piazza (o parte di essa) o una palestra o altro luogo idoneo, a titolo gratuito, alla fiera.

3) Chiede altresì che provvedano alle spese relative all’impianto elettrico.

4) Il Movimento chiede che i Comuni notifichino alle aziende manifatturiere della zona di competenza e agli istituti tecnico professionali, tempi e luoghi in cui si svolgerà la fiera.

5) Chiede che la fiera venga supportata da copertura pubblicitaria.

6) Ai banchetti espositivi, formati da un’asse di un metro per un metro e mezzo sostenuta da un paio di cavalletti dal costo medio di 50/60 euro, provvederanno i partecipanti stessi.

ABBIAMO LAVORATO MOLTO A QUESTO PROGETTO E CI CREDIAMO.
SE PENSI ANCHE TU CHE POTREBBE SEGNARE UNA SVOLTA NEL SISTEMA LAVORO, CONDIVIDI L’IDEA E CONTATTACI PER COLLABORARE.
IL TUO AIUTO E’ COME UNA PEPITA D’ORO.

GRAZIE PER L’ATTENZIONE, DA PARTE MIA E DI TUTTI I MIE STIMATI COLLABORATORI.

ELISABETTA BEGGIO
PORTAVOCE MOVIMENTO DEL BUONSENSO – PADOVA

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