Libertà al Centro

Nel 2008 il Comune di Padova ha promulgato un’ordinanza che imponeva la chiusura dei locali del centro storico a mezzanotte, accontentando alcuni residenti che si lamentavano del rumore causato dai giovani studenti universitari che si ritrovavano una/due volte a settimana a “far serata”.

Inizialmente il provvedimento poteva sembrare giusto: il riposo serale è sacrosanto.

Col passare del tempo però si sono palesati pesanti effetti collaterali non previsti inizialmente: chiudendo i locali a tal orario effettivamente i ragazzi hanno iniziato ad abbandonare il centro storico per le loro serate, lasciando deserta la zona.
Senza questo gioviale e “rumoroso” presidio, ai ragazzi si è sostituita la malavita: dopo l’orario di chiusura il centro si è trasformato in un luogo pericoloso e degradato dove scippi, spaccio ed aggressioni erano all’ordine del giorno.
Con la chiusura anticipata dei locali, inoltre, è diventato impossibile per chiunque trovare servizi igienici in cui espletare i propri bisogni, data l’assenza di bagni pubblici decentemente serviti, e in breve alcune zone sono diventate di fatto veri e propri orinatoi a cielo aperto, con evidenti disagi per residenti e passanti.

Quando, il 25 luglio 2012, una ragazza spagnola a Padova per l’Erasmus è stata vittima di un’aggressione che l’ha sfregiata in volto per la vita, Elisabetta Beggio ha deciso che era ora di trovare soluzioni alternative al fallimentare coprifuoco, iniziando una raccolta firme per chiedere la proroga dell’orario di chiusura serale dei locali. La convinzione era ed è che se le strade e le piazze sono vive e c’è gente a frequentarle, la malavita può far poco danno: le persone sono il miglior presidio di cui una città si può dotare.

In circa due mesi le firme raccolte hanno superato le 5.000, molte delle quali degli stessi residenti delle piazze, stufi di vedere il loro quartiere in mano allo spaccio e sprofondato nel degrado, scegliendo a questi un po’ di innocuo rumore facilmente controllabile con la collaborazione dei gestori dei locali, delle forze dell’ordine padovane e con la sensibilizzazione degli stessi giovani.

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28/08/2012 – Mamme, capitanate da Elisabetta Beggio, incatenate davanti al comune per chiedere una città più viva e sicura, presentando 1500 firme raccolte per prorogare l’orario di chiusura dei locali del centro e così rendere vitale la città e combattere il degrado.

La raccolta firme è proseguita anche il mese successivo, aumentando i consensi di giorno in giorno e superando quota 6.000, grazie anche alla collaborazione degli stessi locali, i quali si sono offerti di ospitare i moduli ove firmare.

I locali che hanno collaborato sono stati:

Piazza dei Signori: City, Kofler, El Pilar, Gran Caffè Diemme, Baccarà, Ai Do Archi (Via Sauro).

Piazza delle Erbe: Caramel Caffè

Ghetto: PANI (via Marsala), Torchio (Via S. Martino e Solferino), Beluga Fashion Drink (Via dei Soncin), Rogue Cafè (via dell’Arco), Gottino (Via Piazze)

Galleria Tito Livio: Fly, Galley Cafè

Via Gaspara Stampa: Coffee House

Via Rinascimento: Bar Principe.

Via San Francesco: Bacarò Bar

Come Movimento del Buonsenso abbiamo chiesto di garantire la libertà di ognuno sensibilizzando i singoli residenti, gestori e clienti perché collaborino a migliorare il centro storico in quanto convinti che solo con la partecipazione di tutti i cittadini una città può prosperare.
Il controllo e la repressione imposta dall’alto possono solo nascondere un problema per poco tempo, sono le persone che vivono la quotidianità dei problemi ad essere al contempo la possibile, unica soluzione.

Conclusa la petizione abbiamo chiesto appuntamento al sindaco, Flavio Zanonato, per consegnargli i fascicoli ma ha rifiutato di riceverci, restando fermo nel suo proposito.

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24/09/2012 – In risposta alla chiusura punitiva di 5 giornate del Bakarà di Piazza dei Signori, reo di aver manifestato in maniera civile e non violenta contro un’ordinanza, il Movimento del Buonsenso con il finto sindaco Zanny ha inaugurato la chiusura, applicata nonostante il periodo di crisi e l’imponente raccolta firme contro l’ordinanza stessa, dimostrando quanto poco conti la volontà dei cittadini.

Due anni più tardi, nel 2014, con l’elezione a sindaco di Massimo Bitonci e del nostro Presidente, Elisabetta Beggio, in Consiglio Comunale, è stato finalmente posticipato alle ore 2:00 l’orario di chiusura dei locali del centro storico ed è stato introdotto l’innovativo sistema della patente a punti per i bar. Un risultato di buonsenso a cui siamo felici di aver contribuito, guidati dalla certezza che una città viva è decisamente più sicura, come i fatti hanno dimostrato.

 

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