RIPRESA? SÌ, MA SOLO PER I CENTRI COMMERCIALI!

Ripresa? Sì, ma solo per i centri commerciali! Tra il 2006 e il 2016 le vendite al dettaglio sono cresciute del 6,2% per la grande distribuzione organizzata mentre sono crollate del 13,1% per l’artigianato e i piccoli negozi di vicinato. Trend che si conferma anche nei primi 9 mesi di quest’anno. Del resto cosa possiamo aspettarci da un ministro dell’economia che non sa neanche quanto costa un litro di latte, un litro di benzina o la retta di un asilo nido? Bisogna cambiare rotta (e governo) quanto prima! Le nostre piccole realtà commerciali e artigianali locali, vero motore della nostra economia e del nostro benessere, vanno salvaguardate e sostenute con interventi concreti e non con i soliti slogan.

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DOV’E’ IL MADE IN ITALY?

Oggi, durante la pausa pranzo, complice il bel sole e la temperatura tiepida, ho fatto un giro per vetrine. Volevo farmi un’idea sulle tendenze per la nuova stagione: colori, accessori, tacchi sì tacchi no.
Sono entrata in uno di quei grandi negozi che fanno parte di quelle catene low cost presenti in tutto. Quanta merce! Alla prima impressione sono rimasta colpita dalle tinte brillanti e dalla smisurata offerta di modelli, poi però, osservando, valutando i tessuti, guardando le cuciture, mi sono resa conto di quanto fossero scadenti. Una signora ed io abbiamo puntato lo stesso abito. “Sto cercando qualcosa per mia figlia che a fine mese ha un diciottesimo ma è davvero un’impresa” mi dice sconsolata.
“Effettivamente” rispondo “costeranno anche poco ma la qualità è davvero discutibile”. “A dirla tutta, è davvero difficile trovare vestiti carni, con buoni tessuti e prezzi ragionevoli. Si passa dal griffatissimo inavvicinabile, alla merce importata di categoria scadente. Manca la via di mezzo, che una volta c’era” conclude con un mezzo sorriso.
Quanta verità nelle sue parole! E pensare che ci sono moltissime persone che sanno realizzare vestiti, scarpe, borse, pantaloni con tessuti italiani, bottoni italiani, cerniere italiane, pelleame italiano, gusto italiano, mani italiane. Queste persone però, non riescono ad entrare nel mondo del lavoro, non riescono a dare il loro contributo al Made in Italy che ha un valore inestimabile, a causa di un sistema burocratico/fiscale esoso, opprimente e disincentivante.

Vorrei vedere nei nostri negozi e nei nostri mercati merce prodotta dai nostri talentuosi artigiani!
Vorrei che il nostro “saper fare” trovasse lo spazio e il riconoscimento che merita. Perché importare merce ordinaria quando noi siamo l’eccellenza imitata da tutto il mondo?
Mistero…

Elisabetta

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