NO AL BLOCCO (ANCHE) DELLE AUTO DIESEL EURO 4!

Mettere al bando anche i veicoli Diesel Euro 4, ossia mezzi con meno di 10 anni di vita, è una scelta ASSURDA che punisce migliaia di famiglie e lavoratori costretti dall’oggi al domani a cambiare macchina / furgone con incentivi RIDICOLI. L’ennesima conferma che per questa amministrazione i bisogni dei padovani vengono dopo le convinzioni ideologiche e la volontà di fare cassa con le multe. Combattere l’inquinamento è sacrosanto ma non è questo il modo giusto né tantomeno risolutivo.

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NO AL BLOCCO DELLE AUTO DIESEL EURO 3!

Esprimiamo la nostra contrarietà al blocco dei veicoli Diesel Euro 3 entrato in vigore oggi. Un inutile palliativo che avrà come unico risultato quello di mettere in difficoltà circa 1,1 milioni di famiglie e lavoratori del nord Italia che non hanno le possibilità economiche per comprare un’auto o un furgone nuovo. Tutti vogliamo respirare aria più pulita ma non è questa la strada giusta da percorre. È impensabile infatti che milioni di persone possano rinunciare di punto in bianco all’automobile prima che lo Stato e le amministrazioni comunali abbiano fornito un sistema di mobilità sostenibile realmente efficiente e concorrenziale rispetto al mezzo privato e reso disponibili degli incentivi ad hoc per i proprietari di auto Euro 3 che ne acquistano una nuova magari ibrida o elettrica.

VIA I PARCHEGGIATORI ABUSIVI DALL’OSPEDALE!

Chiediamo al sindaco Sergio Giordani, che ricordiamo avere la delega alla sicurezza, di prendere provvedimenti urgenti per stroncare la presenza dei parcheggiatori abusivi nigeriani e senegalesi, con tutta probabilità clandestini, che da fin troppo tempo infestano via Ospedale civile e via San Massimo. È assolutamente inaccettabile che chi si reca al nosocomio per delle cure o per far visita ad un familiare sia di fatto costretto, oltre a pagare la sosta, a versare l’obolo a questi “signori”, come se fosse un fatto normale. Molti cittadini, come noi, si ribellano e parcheggiano altrove, altri sbuffano ma poi si piegano a questo vero e proprio racket per evitare ritorsioni sull’auto, altri ancora, invece, come riporta Il Gazzettino di oggi, si dicono soddisfatti del servizio reso dagli africani e addirittura prenotano il posto il giorno prima, rendendosi così complici e alimentando questo business illegale. Occorre abbattere questa piaga sociale prima che si diffonda e diventi una vera e propria emergenza come a Napoli, dove si contano oltre 400 zone tra città e provincia in mano ai parcheggiatori abusivi. Il tempo degli annunci e degli slogan è finito! #difendiamolalegalità

PARCHEGGI PIÙ CARI IN CENTRO PER DISSUADERE GLI AUTOMOBILISTI

“Se vogliamo ridurre il traffico, dobbiamo rendere molto convenienti i parcheggi in periferia e rincarare, ANCHE IN MANIERA SIGNIFICATIVA, quelli a ridosso del centro storico”. Ecco la politica che intende attuare il vice sindaco Arturo Lorenzoni per “indirizzare i flussi delle auto” e “favorire l’utilizzo dei mezzi pubblici”. Una scelta ideologica e priva di buonsenso che penalizza fortemente i piccoli commercianti delle nostre vie e piazze centrali, vero cuore pulsante della città, favorendo i grandi centri commerciali di periferia, dotati di ampi parcheggi gratuiti. Se l’amministrazione è realmente intenzionata a combattere l’inquinamento, perché non dà il via libera alla realizzazione del nuovo parcheggio alla Prandina? Un progetto utile non solo per favorire il commercio di vicinato ma anche per tutelare l’ambiente: meno auto che girano incessantemente alla disperata ricerca di un parcheggio, meno smog e inquinamento dell’aria. Basta inutili e dannose domeniche ecologiche e soluzioni punitive per gli automobilisti! Vogliamo un centro storico vivo ed attrattivo, non un deserto!

“CIRCO” ROM IN VIA VENEZIA

Chi arriva in centro da Padova est si imbatte regolarmente in un vero e proprio circo. Lavavetri, zingari, giocolieri (sic!) e mendicanti importunano gli automobilisti fermi ai semafori di via Venezia. Un fenomeno molesto e degradante che non risulta essere certo un bel biglietto da visita per la nostra città. Occorre intervenire severamente per stroncarlo, ripulendo definitivamente quel tratto di strada. Voi che ne pensate? Vi è mai capitato di assistere a questo teatrino? Come se non bastasse questi “signori” hanno fatto proprio anche un piccolo giardino dietro la via stessa, riducendolo ad una latrina. #robedamatti #bastadegrado

VIA TOMMASEO TORNA A DOPPIO SENSO

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Apprendiamo con soddisfazione che il tratto di via Tommaseo davanti alla Fiera torna a doppio senso per tutti i veicoli e senza vincoli di orari. Dopo alcuni mesi di sperimentazione, sono stati valutati vantaggi e svantaggi della nuova viabilità e si è deciso di tornare indietro. La nostra Associazione da subito aveva manifestato delle perplessità riguardo alla deviazione del traffico per via Rismondo e via Goldoni, perplessità che hanno trovato riscontro in questa revisione. Un plauso all’Amministrazione per questa scelta di buonsenso. Talvolta, non avendo la presunzione della verità in tasca, si procede per esperimenti al fine di trovare la soluzione migliore. Fare un passo indietro non è affatto un segno di debolezza, come qualcuno col dente avvelenato vorrebbe far credere, bensì di umiltà e di amore per Padova e i suoi cittadini.

CARO RENZI, SIAMO STANCHI DI PAGARE PER LA GUERRA D’ETIOPIA! ECCO LA NOSTRA PROPOSTA.

Lo scorso 24 dicembre abbiamo lanciato un appello al Governo chiedendo di eliminare quanto prima la lunga serie di balzelli inutili che gravano sul costo del carburante così da avvantaggiare non solo gli automobilisti ma anche i piccoli trasportatori, gli autonoleggiatori, i tassisti e gli agenti di commercio per i quali il carburante costituisce una delle principali voci di costo per l’esercizio della propria attività. Rispetto ai Paesi che confinano con noi, infatti, paghiamo la benzina il 14,4% più dei francesi, il 18,9% più degli sloveni e addirittura il 30,7% più degli austriaci. L’ammontare delle accise è cresciuto nei decenni per far fronte ad emergenze di vario tipo come guerre, terremoti, alluvioni, ammanchi nelle casse dello Stato, il guaio è che, terminata l’emergenza, l’accisa è rimasta, diventando non solo anacronistica ma addirittura grottesca. Ecco il dettaglio:

  • 0,000981 euro per il finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936;
  • 0,00723 euro per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
  • 0,00516 euro per la ricostruzione post disastro del Vajont del 1963;
  • 0,00516 euro per la ricostruzione post alluvione di Firenze del 1966;
  • 0,00516 euro per la ricostruzione post terremoto del Belice del 1968;
  • 0,0511 euro per la ricostruzione post terremoto del Friuli del 1976;
  • 0,0387 euro per la ricostruzione post terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • 0,106 euro per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
  • 0,0114 euro per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
  • 0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
  • 0,005 euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • 0,0051 euro per far fronte al terremoto dell’Aquila del 2009;
  • 0,0073 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • 0,04 euro per far fronte all’arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
  • 0,0089 euro per far fronte all’alluvione in Liguria e Toscana nel novembre 2011;
  • 0,082 euro (0,113 sul diesel) per il decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011;
  • 0,02 euro per far fronte ai terremoti dell’Emilia del 2012;
  • Più altri vari ritocchi all’insù negli ultimi 3 anni.

Il totale è 0,41 euro che, con l’aggiunta dell’IVA al 22%, sale a 0,50 euro. Pensate sia finita qui? Purtroppo no. Si aggiunge anche l’imposta di fabbricazione sui carburanti così si arriva a circa 0,89 euro per la benzina e 0,75 euro per il gasolio. INCREDIBILE! Associazioni di consumatori, persone comuni, politici si sono battuti nel tempo per l’abolizione di queste obsolete e, in alcuni casi, ridicole accise, ma senza successo. Come è possibile che nel 2016 continuiamo a pagare per una guerra combattuta 80 anni fa? È evidente che i soldi servono per foraggiare altro. Per questo ci rivolgiamo nuovamente ai signori di Roma e chiediamo di abolire le accise più vecchie di 20 anni e di esentare le restanti dall’IVA. In questo modo risparmieremmo circa 0,33 euro al litro e porteremmo il prezzo del carburante al di sotto della soglia di 1 euro. In media 16,50 euro a pieno. Considerando 2 pieni al mese, si arriverebbe a 396 euro all’anno. Insomma, una bella cifra che senz’altro potremmo impiegare meglio. Se anche tu sei stanco di questa truffa legalizzata e vuoi sostenere la nostra proposta, clicca “mi piace” e CONDIVIDI sul tuo profilo Facebook!

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