UNA MEDAGLIA AL MERITO PER LA CAPOTRENO!

I soliti radical chic che non salgono su un treno regionale neanche per sbaglio continuano a gridare al “razzismo” e ad invocare il licenziamento della capotreno che martedì scorso sulla linea Milano-Cremona ha chiesto a molestatori e “zingari” di scendere perché avevano “rotto i coglioni”. Un annuncio “colorito”, per qualcuno volgare, ma che aveva come unico scopo quello di garantire la tranquillità e la sicurezza dei passeggeri. Un sfogo senza dubbio poco professionale che al massimo merita un richiamo, certamente non il licenziamento! Per quanto ci riguarda, anzi, la dipendente di Trenord dovrebbe essere premiata per aver alzato la testa di fronte ai soprusi crescenti di rom e accattoni molesti che viaggiano senza pagare il biglietto, aggrediscono i controllori e infastidiscono e derubano i pendolari. Forse prima di aprire la “caccia alla strega” e sparare a zero su una lavoratrice esasperata, i soliti comunisti col Rolex dovrebbero chiedersi perché sia arrivata al limite. Anziché blaterare impropriamente di razzismo, si interroghino sulla mancanza di sicurezza a bordo dei treni italiani. Basta strumentalizzazioni ideologiche!

DALLA PARTE DEL CAPOTRENO

Piena solidarietà al capotreno trevigiano condannato ingiustamente per aver fatto scendere dal convoglio un clandestino nigeriano (nel frattempo espulso dall’Italia) poiché privo di biglietto. Davvero vergognoso che la giustizia italiana si accanisca contro un lavoratore onesto “colpevole” di aver fatto rispettare le regole! Sentenze come questa sono l’emblema di un Paese ammorbato del buonismo della sinistra e un incentivo ai delinquenti a continuare a fare ciò che vogliono indisturbati, tanto alla fine a pagare sono sempre gli italiani. #noinoncistiamo

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