PRANDINA, LA NOSTRA SFIDA A LORENZONI E GIORDANI

Sul futuro dell’ex caserma Prandina l’amministrazione comunale è ostaggio della cecità ideologica di Lorenzoni. Nemmeno le oltre 1400 firme raccolte in questi giorni dai commercianti sono bastate a farlo quanto meno riflettere sulla necessità di un grande parcheggio per ridurre il traffico e favorire l’accesso al centro storico. Peggio, con estrema arroganza ha denigrato i firmatari e dichiarato di poterne raccogliere 8mila in una settimana tra chi la pensa in maniera opposta. Noi lo sfidiamo a farlo, a passare finalmente dalle parole ai fatti, ma soprattutto sfidiamo il sindaco a rispettare le promesse elettorali e ad avviare quanto prima una consultazione popolare sul tema. La Prandina appartiene ai padovani e una decisione così importante non può essere presa unicamente dagli elettori di Coalizione “Civica” e da qualche associazione pseudo ambientalista. E voi che ne pensate? Rispondete al nostro sondaggio cliccando qui.

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ECCO COME CAMBIERÀ IL QUARTIERE CHIESANUOVA

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Dopo anni di abbandono e degrado, prende il via il progetto di riqualificazione dell’ex Caserma Romagnoli a Chiesanuova. Lo scorso 5 ottobre il Consiglio Comunale ha approvato un’importante variante urbanistica per il cambio di destinazione d’uso dell’area. Ieri, il Sindaco Massimo Bitonci ha incontrato, oltre ad alcuni rappresentanti del Demanio, proprietario della caserma, anche l’Amministratore Delegato di Invimit (Investimenti Immobiliari Italiani), società di gestione del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Grazie al loro investimento, la Romagnoli verrà rasa al suolo e l’area sarà ridisegnata attraverso un concorso di idee. Saranno dimezzate le cubature esistenti e saranno restituite, ad uso pubblico, grande parte delle metrature, a beneficio dei residenti della zona. Sorgerà dunque la nuova piazza del quartiere con negozi (già previste due medie strutture di vendita), uffici (tra cui quello di un distaccamento dei vigili) e abitazioni private. Non solo: sono previste sostanziali modifiche alla viabilità, l’allargamento della strada attorno alla piazza stessa e l’ampliamento degli impianti sportivi attigui. Insomma, più verde e meno cemento per un quartiere vivo e a misura di cittadino. Ora, puntiamo anche alla riqualificazione delle altre caserme dismesse, tra cui la Piave per l’Università e il Conservatorio, e la Prandina sulla cui area si prevede la realizzazione di un grande parcheggio al servizio del centro, con annessa nuova caserma dei Vigili del fuoco, i quali, ad oggi, pagano l’affitto per stare in via San Fidenzio.

UNA TENDOPOLI IN CENTRO STORICO NON È BUONSENSO!

11755714_886087624774184_354018935737252157_nMi esimo dal fare un discorso meramente politico. Desidero porre l’attenzione sul lato umano della questione. All’ex caserma Prandina, trasformata oramai da giorni in tendopoli, la situazione è critica. A decine arrivano quotidianamente (siamo a quota 146) e le condizioni igienico-sanitarie sono alquanto discutibili checchè ne dica l’Ulss. Gli immigrati stessi lamentano sporcizia e mancanza di prodotti per l’igiene personale. Va inoltre aggiunto che si stanno manifestando tensioni tra etnie e religioni diverse. Sembra ci siano vizi procedurali da parte del Prefetto e da poche ore è scattata l’ordinanza del Sindaco che prevede nella zona il divieto di accampamento. Nel frattempo si sono già moltiplicati i casi di coloro che sono fuggiti dal campo. Chi sono? Dove sono andati? Qual è il loro stato di salute? Quali sono le loro intenzioni? Il problema è quindi di carattere umanitario, oltre che di ordine pubblico: come può pensare il governo che questa sia la soluzione all’emergenza? Si parla di sistemazione transitoria, ma sappiamo bene come funziona in Italia: ciò che è temporaneo finisce col radicarsi (si pensi ai rom: da nomadi a stanziali). Appare ovvio, quindi, che questa Amministrazione si stia battendo per difendere i diritti dei padovani e dei veri profughi (1 su 3) ai quali viene negata persino la dignità. Una tendopoli in centro storico è una follia, una ferita alla città, un danno al turismo e al commercio, una soluzione che non ha nulla a che vedere con la carità e l’accoglienza. Serve ben altro, cari governanti!

Elisabetta Beggio
Presidente Movimento del Buonsenso – Padova
Consigliera Comunale – Lista Bitonci Sindaco

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