DA CASERMA A CAMPUS UNIVERSITARIO

Davvero imbarazzante il tentativo del tragicomico duo Giordani-Lorenzoni di prendersi i meriti della storica trasformazione della caserma Piave in campus universitario. Un’operazione, documenti alla mano, richiesta e conclusa dall’amministrazione Bitonci tra il 2015 e il 2016 ad eccezione di alcuni adempimenti meramente burocratici a cura del commissario prefettizio. Viene davvero da chiedersi che cosa stiano facendo i membri della nuova giunta oltre a beneficiare dei progetti, degli accordi e delle opere pubbliche già interamente ideate, deliberate e finanziate da chi li ha preceduti, come ad esempio le rotonde di viale Codalunga e molte altre. Viene inoltre da domandarsi: che fine faranno le altre caserme dismesse in città? Sarà finalmente realizzato il tanto agognato parcheggio alla Prandina? Al posto della Romagnoli sorgerà la nuova piazza del quartiere Chiesanuova con abitazioni, uffici, negozi e un grande parco pubblico? Noi avevamo e abbiamo le idee chiare sul futuro della città, la sinistra invece arranca, litiga e non conclude nulla.

EMERGENZA IMMIGRAZIONE: MENO BUONISMO, PIÙ SOLUZIONI DI BUONSENSO!

In arrivo un’altra ondata di profughi in Veneto. Davvero una situazione penosa e drammatica. I centri di accoglienza sono colmi e si fa strada l’ipotesi di sistemarli nelle palestre delle scuole. Temporaneamente. Orbene, conosciamo i tempi della burocrazia italiana legati alle procedure di riconoscimento, quindi sorge spontanea una domanda: alla volta di settembre, quando le scuole riapriranno i battenti, le palestre saranno ancora occupate? O saranno già state sistemate e bonificate? Questa scelta appare decisamente inappropriata e poco lungimirante, soprattutto considerando la situazione già delicata di numerosi edifici scolastici. Non migliore l’idea di alloggiarli in caserme dismesse. Il sistema di accoglienza attuato dal Governo non funziona. Al momento è tutto congestionato visto il numero crescente di persone che viene destinato alla nostra regione e alla scarsità di luoghi adatti ad accoglierle. Oramai siamo incapaci di trovare soluzioni utili a ricevere ancora migranti e la ricerca di aree demaniali sulle quali installare prefabbricati prosegue a rilento. Il timore è che quanto accaduto ad Eraclea (turisti che se ne sono andati a causa della presenza dei profughi, con conseguente ira del Sindaco), possa ripetersi anche in altre realtà. Ed ecco che i Primi Cittadini del litorale hanno scritto una lettera a Renzi per indurlo a cambiare rotta e oggi si sono riuniti per fare il punto della situazione. La tenuta sociale è a rischio. Non si può obbligare la gente ad essere eroicamente buona. La politica deve essere in grado di garantire la vivibilità e la sicurezza nelle città, specie nelle periferie più disagiate e nei comuni dove sono già stati concentrati i nuovi arrivi. Occorrono azioni incisive a livello europeo, il contrasto determinato ai trafficanti di morte, anche attraverso interventi militari mirati in Libia, un piano sostenibile di accoglienza e solidarietà in tutta Europa (non solo in Italia) e nei Paesi d’origine. La proposta del Presidente del Consiglio di riconoscere incentivi ai comuni che accolgono migranti è folle e sbagliata. Non solo dal punto di vista dei conti pubblici, ma soprattutto da un punto di vista sociale: il buonismo produce razzismo. Il Presidente Zaia ha recentemente dichiarato: “In Veneto sono presenti 514mila immigrati, il 10,5% della popolazione. Di questi 42mila sono senza lavoro. Cosa proponiamo ad un profugo che arriva oggi? Disoccupazione e mancanza di case?”. Un ragionamento realistico. Serve prenderne atto.

Elisabetta Beggio
Presidente Movimento del Buonsenso – Padova
Consigliera Comunale – Lista Bitonci Sindaco‬

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