DICHIARAZIONI PERICOLOSE PER LA DEMOCRAZIA E L’ORDINE PUBBLICO

Dichiarazioni gravissime che riportano Padova indietro di decenni, ai tempi bui degli anni di piombo. Prefetto e Sindaco reagiscano con il pugno di ferro e dispongano lo sgombero e la chiusura del Pedro e di tutti i centri sociali che inneggiano, praticano e giustificano la violenza per fini politici. Questi gruppi di facinorosi, vergognosamente protetti da una parte della maggioranza, non rappresentano un valore aggiunto per la città ma un pericolo per la democrazia e l’ordine pubblico che va scongiurato. Esprimiamo la nostra solidarietà ai ragazzi aggrediti e auspichiamo che i responsabili vengano al più presto individuati e puniti severamente.

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ONORE A NORMA COSSETTO E A TUTTI I MARTIRI DELLE FOIBE

«Ancora adesso la notte ho gli incubi, al ricordo di come l’abbiamo trovata: mani legate dietro alla schiena, tutto aperto sul seno il golfino di lana tirolese comperatoci da papà la volta che ci aveva portate sulle Dolomiti, tutti i vestiti tirati sopra all’addome […] Solo il viso mi sembrava abbastanza sereno. Ho cercato di guardare se aveva dei colpi di arma da fuoco, ma non aveva niente; sono convinta che l’abbiano gettata giù ancora viva. Mentre stavo lì, cercando di ricomporla, una signora si è avvicinata e mi ha detto: “Signorina non le dico il mio nome, ma io quel pomeriggio, dalla mia casa che era vicina alla scuola, dalle imposte socchiuse, ho visto sua sorella legata ad un tavolo e delle belve abusare di lei; alla sera poi ho sentito anche i suoi lamenti: invocava la mamma e chiedeva acqua, ma non ho potuto fare niente, perché avevo paura anch’io”»

(Dal racconto di Licia Cossetto, sorella di Norma, vittima innocente dei massacri delle foibe compiuti dai partigiani jugoslavi di Tito tra il 1943 e il 1945)

#giornodelricordo #noinondimentichiamo

PAROLE E SIMBOLI INACCETTABILI

Sui muri di via Folloppio, a pochi passi dall’Istituto di Anatomia e dall’ospedale, è apparsa questa scritta vergognosa su cui ora indaga la Digos. Auspichiamo che gli autori di questo ignobile gesto vengano individuati e puniti severamente. Inneggiare ad un terrorista pluriomicida, rimasto impunito per ben 36 anni, utilizzando anche simboli che rievocano anni bui della storia del nostro Paese, è un fatto gravissimo. Il nostro pensiero ai familiari delle vittime di questo assassino che merita di trascorre quel che resta della sua miserabile vita in galera insieme ai compagni ancora latitanti in giro per il mondo.

NEGAZIONISMO VERGOGNOSO

Non bastava il vergognoso parallelo migranti-shoah del sindaco di Padova alla vigilia della Giornata della Memoria, ora anche l’ANPI di Rovigo la spara grossa arrivando addirittura a negare i massacri delle foibe compiuti dai partigiani jugoslavi di Tito. È incredibile che a distanza di oltre settant’anni ci sia ancora chi rifiuta di accettare una verità storica acclarata e distingua le vittime di guerra in serie A e serie B. Oltre 11mila donne, uomini e bambini torturati e poi infoibati, vivi o morti, senza pietà, in nome di un fanatismo ideologico di matrice comunista che aveva l’obiettivo di annientare la presenza italiana in Istria e Dalmazia. Una vera e propria pulizia etnica. Noi non dimentichiamo e pretendiamo rispetto per le vittime, i sopravvissuti e le loro famiglie.

GIORNO DEL RICORDO

Ossa spezzate,
atroci agonie,
l’uomo ha superato Caino.
Come bestie torturate,
legati ai polsi con vile fil di ferro,
gettati ancor vivi nell’oscurità.
Massacro senza limiti,
sterminio,
carneficina,
eccidio,
genocidio,
inumani vendette,
stragi e rappresaglie
coperte da anni e anni di silenzio
per politiche infami.

Fabio Magris, Poesia sulle foibe

FOIBE, LA SINISTRA CONTINUA AD INFANGARE I MARTIRI

Quando si tratta delle foibe, la sinistra perde il pelo ma non il vizio: reticenze e silenzi imbarazzanti quando va bene, negazionismo aperto, insulti e violenze nei casi più clamorosi, come quello avvenuto ieri sera in piazza dei Signori. Al grido “Fascisti, canaglie, tornate nelle foibe”, una ventina di sbandati dei centri sociali, ha cercato di impedire la conferenza in ricordo dell’esodo giuliano-dalmata, organizzata da Fratelli d’Italia in sala caduti di Nassirya. Vergognoso che a distanza di oltre settant’anni ci sia ancora chi rinnega una verità storica acclarata e distingua le vittime di guerra in serie A e serie B. Oltre 10mila donne, uomini e bambini massacrati e poi infoibati vivi o morti, in nome di un fanatismo ideologico di matrice comunista che aveva l’obiettivo di annientare la presenza italiana in Istria e Dalmazia. Una vera e propria pulizia etnica condotta dal maresciallo Tito e dai suoi partigiani. Noi non dimentichiamo e chiediamo che questi facinorosi vengano identificati e puniti.

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