LA CRISI UCCIDE ANCORA

La crisi uccide ancora. È successo oggi a Peraga di Vigonza, Emanuele Vezú titolare dell’azienda Italservice s.r.l. si è tolto la vita. Un caso che riaccende i riflettori su un fenomeno drammatico che non accenna ad arrestarsi. Dal 2012 ad oggi sono stati oltre 1000 i suicidi per motivazioni economiche ma potevano essere quasi il doppio: più di 700 infatti ci hanno provato senza riuscirci. Disoccupati, impiegati ma molto più spesso imprenditori, lavoratori autonomi, liberi professionisti (circa il 42%) stretti tra debiti e burocrazia. Il nord-est è l’area in cui si registra il maggior numero di casi e la provincia di Padova purtroppo guida la triste classifica. Non è giusto morire così. Qualcosa deve cambiare. Mentre alcune forze politiche, assieme ad una certa società civile, pongono l’attenzione esclusivamente su un’immigrazione per lo più illegale e incontrollata, l’imprenditoria veneta e non solo, si ritrova abbandonata a se stessa e soffocata dal fisco e dalla burocrazia! #nonlasciamolisoli

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UNO STATO CHE “SFRATTA” GLI ITALIANI PER FARE POSTO AGLI IMMIGRATI È GIÀ FALLITO

Oggi sono stata ospite della trasmissione “Rosso&Nero” su Telenuovo. Si è discusso di immigrazione a seguito della proposta del ministro Minniti che di fatto creerebbe una disparità ancor maggiore tra i presunti profughi e gli italiani in difficoltà. L’ANCI, che di certo non è un’associazione di destra, ha espresso molte perplessità in merito. Da un lato ci sono i sempre più numerosi connazionali che vengono sfrattati o che subiscono pignoramenti dopo aver perso il lavoro e si ritrovano magari a vivere con la famiglia in macchina; dall’altro ci sono i richiedenti asilo che invece avrebbero dei trattamenti ben diversi: dall’assegnazione abitativa (case popolari, appartamenti privati, hotel, ecc…) all’inserimento nel mondo del lavoro, “qualora lo volessero”. Già, perché pare che ai profughi non sia esplicitamente richiesto di lavorare, quando a noi italiani anche solo per avere un prestito ci chiedono garanzie su garanzie. Bene che imparino la lingua, che si adeguino ai nostri usi e costumi e che rispettino le nostre leggi, come prevede il progetto, ma ben sappiamo che la maggior parte di queste persone non vuole integrarsi o simula l’integrazione, come nel caso degli immigrati di religione islamica che restano fedeli unicamente alla sharia, la legge coranica. Si è parlato anche del Papa che, in barba alla separazione tra Stato e Chiesa, è impegnato a fare una politica palesemente di sinistra continuando ad incitare all’accoglienza indiscriminata. Pensate che in questi giorni ha convocato in vaticano i sindaci italiani per parlare proprio di questo argomento. Nel mio intervento ho sottolineato che per ciascun presunto profugo lo Stato spende ben 35 euro al giorno, più di 1.000 euro al mese, mentre molti (troppi) pensionati italiani ricevono appena 500 / 700 euro e faticano ad arrivare alla fine del mese. Citando il Procuratore Nordio, c’è da chiedersi qual è il limite prima che questa vera e propria invasione distrugga il nostro tessuto sociale già fortemente compromesso. La misura è colma ormai da molto tempo, quando lo capirà anche il PD?

L’IMPRESA DI FARE IMPRESA IN ITALIA

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Nel 2015 hanno chiuso in media 390 imprese al giorno. Un vera e propria strage! Le riforme del governo si sono rivelate inefficaci e hanno favorito per lo più la grande impresa a scapito delle piccole realtà, che tuttavia sono l’asse portante della nostra economia. Le ragioni di questo stallo sono molteplici: dall’elevato debito pubblico, alla lentezza della giustizia civile, dalla burocrazia alla tassazione, passando per l’evasione fiscale. Ed è su questi temi che è necessario interrogarsi, cercando le soluzioni, per uscire dalla crisi. Innovazione, internazionalizzazione, rilancio del made in Italy, green economy e accesso al credito sono le leve su cui occorre accentuare gli sforzi per favorire le Pmi. È necessario disegnare un sistema di incentivi per le aziende che investono nel nostro Paese, ridurre drasticamente la tassazione (Ires, Irap, Imu, Iva, ecc…) e proseguire sulla strada delle liberalizzazioni, un passaggio obbligato per rilanciare crescita e sviluppo. Infine occorre intervenire sulle norme che regolano il mercato del lavoro, garantendo più flessibilità in ingresso e nell’età di pensionamento, per facilitare il ricambio generazionale. Il Comune sta facendo la sua parte, ora il governo faccia la sua o vada a casa!

UN PENSIERO PER UN NATALE MIGLIORE

Natale all’insegna della solidarietà per il Movimento del Buonsenso. Nasce il progetto “Spesa solidale” finalizzato a raccogliere e quindi a distribuire generi alimentari ai tanti (troppi) concittadini padovani colpiti dalla crisi. La nostra Associazione nasce con l’obiettivo di migliorare Padova e la sua vivibilità, unendo uomini e donne di buona volontà nella realizzazione di piccole iniziative che contribuiscono a cambiare la vita di molte persone. A volte basta davvero poco: un gesto, un sorriso, la messa a disposizione di una parte del proprio tempo a far sentire le persone meno sole e aiutarle ad affrontare la propria vita con un pizzico di serenità in più. Per questo abbiamo deciso di investire il residuo cassa dell’anno sociale 2015 e raccogliere le donazioni spontanee dei nostri soci per questa raccolta solidale in favore di alcune famiglie padovane segnalate da Don Mauro della parrocchia del Duomo. Grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito a questa splendida iniziativa!

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COMPRAVENDITE IMMOBILIARI IN CALO: GLI ANNUNCI NON BASTANO!

chi-siamo-1Nel primo trimestre del 2015 le compravendite immobiliari tornano in calo e diminuiscono del 3,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Lo rileva l’Istat analizzando i dati sulle convenzioni notarili. Altro che ripresa! Questi dati confermano ciò che diciamo da tempo: bisogna ridurre drasticamente le tasse sulla casa! Solo in questo modo potrà ripartire il mercato immobiliare e tutto l’indotto che ne deriva, un traino per l’intera economia. Bitonci docet. Il Governo la smetta con la politica degli annunci, gli italiani sono esasperati e strangolati dalle imposte! La rivoluzione fiscale proposta da Renzi e Padoan per i prossimi tre anni è in totale contraddizione con le politiche sostenute fino ad oggi che hanno visto la tassazione sugli immobili (e non solo) crescere di oltre il 200%. Un premier che in Europa non conta nulla, servo della Merkel e dei poteri forti, come si può pensare che voglia davvero rovesciare il Def (Documento di Economia e Finanza) e i trattati europei? A noi queste promesse suonano piuttosto come un bluff da disperati, una manovra politica per recuperare i consensi persi negli ultimi mesi. Se saremo smentiti ne saremo lieti, ma fino ad allora non ci lasceremo incantare.

Elisabetta Beggio
Presidente Movimento del Buonsenso – Padova
Consigliera Comunale – Lista Bitonci Sindaco

EGIDIO MASCHIO: PIANGIAMO LA MORTE DI UN GRANDE IMPRENDITORE

11709503_776607669118865_3600521586943340037_nÈ lo stabilimento di via Marcello a Campodarsego il luogo in cui si stanno celebrando i funerali di Egidio Maschio, cofondatore e presidente della multinazionale di attrezzature agricole Maschio-Gaspardo, toltosi la vita mercoledì con un colpo di fucile al petto. Una morte drammatica che riaccende i riflettori su un fenomeno in crescita. Dal 2011 ad oggi i suicidi di imprenditori e disoccupati sono più che raddoppiati. Erano 89 i casi nel 2012, saliti a 149 nel 2013 e arrivati a 201 lo scorso anno, la maggior parte nel nordest. Debiti, fallimenti, licenziamenti. Difficile trovare risposte quando la crisi entra prepotentemente nella propria vita. E la disperazione a volte spinge a gesti estremi. Con la morte di Egidio Maschio muore il modello imprenditoriale veneto, finisce quella “rivoluzione del capitalismo popolare” che ha reso, nei decenni passati, la nostra regione la punta di diamante del Paese. Egidio Maschio era un uomo che dal niente ha costruito un impero e che con fierezza ha portato l’azienda ad avere 2.000 dipendenti. E lui sentiva forte la responsabilità verso quelle famiglie! L’impresa godeva di un potenziale di crescita. Negli ultimi anni, acquisizioni e investimenti sono stati importanti. L’obiettivo di fatturato per l’anno in corso, 290 milioni, sarà facilmente raggiunto secondo i dati e il portafoglio ordini. Eppure quel fucile lo ha imbracciato, freddamente e con lucido calcolo. Padova piange un grande imprenditore, un grande lavoratore che ha speso la vita per creare benessere per se stesso e per i suoi collaboratori. Questa infausta morte peserà sulla coscienza di qualcuno. Un governo incapace di mettere il mondo dell’impresa nelle condizioni di non essere vessato e le banche che, a fronte di garanzie solide e crescenti, assillano e umiliano per indurre a “rientrare”. Qualcosa deve cambiare di certo: questo sistema non può più reggere e la morte di Maschio ne è un chiaro segnale. Esprimiamo con grande dolore il nostro cordoglio alla famiglia. Possa la sua anima riposare in pace.

Elisabetta Beggio
Presidente Movimento del Buonsenso – Padova
Consigliera Comunale – Lista ‪‎Bitonci Sindaco‬

APPELLO PER UNA TASSAZIONE PIÙ EQUA SULLA CASA

o.170846Dal 2011 ad oggi la tassazione sugli immobili è aumentata del 200% passando da 11 a 32,5 miliardi di euro. Questa gravosa imposizione, oltre ad aver impoverito imprese e famiglie, ha completamente paralizzato il mercato immobiliare e tutto l’indotto che ne deriva, causando la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro e miliardi di euro di ricchezza nazionale. Un vero e proprio furto legalizzato. Dove il fisco è civile, tassare la casa come avviene in Italia non sarebbe possibile perché la Costituzione lo impedisce. La Corte costituzionale federale tedesca, per esempio, ha stabilito in una sentenza del 22 giugno 1995 che “il prelievo fiscale trova il proprio limite costituzionale nella capacità di reddito del patrimonio”. L’imposta sul patrimonio, pertanto, può aggiungersi alle normali imposte sui redditi solo nella misura in cui il contribuente risulti in grado di far fronte con i proventi normalmente prevedibili e disponga ancora, dopo il pagamento dell’imposta, di una parte del proprio reddito. Il che comporta l’intassabilità del “minimo vitale” per il contribuente e per la sua famiglia. Il Movimento del Buonsenso da sempre si batte per la sacralità della prima casa. La nostra posizione è semplice, chiara e diretta: BASTA TASSE SULLA CASA! Occorre un segnale di controtendenza forte e positivo, rispetto a una pressione fiscale sugli immobili che in Italia ormai ha raggiunto il 2,2% del Pil, il livello più alto tra i Paesi Ocse, che in media non superano l’1,2%: una stretta eccessiva e controproducente. A livello locale, la giunta Bitonci sta facendo la sua parte: la Tasi è stata fissata al 2,7×1000 (2,5 aliquota di base + 0,2 per sostenere le detrazioni a favore di chi è più in difficoltà). La Tari (tassa sui rifiuti) ha subito una riduzione del 5,3% per l’uso abitativo e del 5,2% per le attività commerciali. L’aliquota Imu è stata ancorata allo 0,46%, il minimo possibile, per l’abitazione principale mentre è stata ridotta dall’1,04% allo 0,99% per uffici, studi privati, negozi, botteghe, magazzini e locali di deposito, laboratori per arti e mestieri, opifici, alberghi, pensioni, teatri, cinema, sale conferenze, case di cura e ospedali, fabbricati industriali, agricoli e commerciali, edifici galleggianti. Per quanto riguarda gli istituti di credito, cambio e assicurazione, invece, deciso un aumento: dall’1,04% all’1,06%. Tale maggior gettito sarà impiegato per coprire le detrazioni Tasi a favore dei disabili. Ridotta inoltre l’Imu sulle seconde case: dall’1,04% all’1,02%. Un sforzo per andare incontro a tutte quelle categorie particolarmente in difficoltà, con la speranza che i privati agiscano di conseguenza abbassando i canoni di affitto di negozi e abitazioni per scongiurare ulteriori chiusure di attività commerciali a causa di importi troppo elevati. Ora chiediamo una svolta a livello centrale. Gli italiani e le loro case non sono il bancomat del governo! Gli esecutivi devono smettere di alzare le tasse per compensare alla propria incapacità di governare.

Elisabetta Beggio
Presidente Movimento del Buonsenso – Padova
Consigliera Comunale – Lista ‪BitonciSindaco‬

IL VENETO TRA CRISI E SEGNALI DI RIPRESA

Il Veneto tra crisi e ripresaL’economia regionale sta attraversando la crisi più lunga della sua storia. Secondo i dati raccolti da Unioncamere Veneto sono circa tremila le imprese che hanno chiuso i battenti (432 in provincia di Padova) e quasi 11mila i posti di lavoro “bruciati” lo scorso anno. La disoccupazione resta elevatissima, i consumatori prudenti, le aziende incapaci di accedere al credito, la domanda interna stagnante o in calo. La ripresa sembra continuamente avvicinarsi per poi prendere il largo. Le ragioni di questo stallo sono molteplici: l’elevato debito pubblico, la lentezza della giustizia civile, l’incapacità riformista di tre governi non “eletti” dal popolo, la burocrazia, la tassazione, l’evasione fiscale. Ed è su questi temi che è necessario interrogarsi, cercando le soluzioni, per uscire dalla crisi. I numeri mostrano comunque una tenuta, per quanto faticosa, del sistema imprenditoriale veneto: nonostante la prolungata contrazione del flusso delle nuove iscrizioni, nel 2014 queste ultime sono tornate a superare le cessazioni sebbene di sole 400 unità. Il dato su cui però vorrei porre maggiore attenzione, riguarda i giovani, quei ragazzi tra i 15 e 29 anni che si sono arresi diventando “Neet”, acronimo inglese entrato a far parte del vocabolario corrente, che sta per “Not in education, employment or training”. Non studiano, né lavorano, forse scoraggiati dalle difficoltà, dai contratti proposti, dagli stipendi o più in generale dal clima di sfiducia diffuso. Un esercito di 129.822 unità, cresciuti del 66% dall’inizio della crisi, e in costante aumento. Nella nostra città, universitaria per eccellenza, nel 2008 si stimavano 10.920 giovani Neet, a inizio 2014 sono lievitati a 20.117 (+84%), di cui 6.496 maschi e 13.620 femmine. Renzi nel frattempo pensa alla legge elettorale, ad aumentare le tasse e a litigare con la minoranza interna al suo partito. In un anno di governo, oltre all’inutile bonus di 80 euro per una fascia ristretta della popolazione, solo annunci e tweet per tentare goffamente di coprire la propria inadeguatezza. Se nel 2015 si registrerà un’inversione di tendenza sarà grazie ad auspicabili politiche per la crescita decise in ambito europeo. A livello locale, la nuova amministrazione padovana sta facendo la sua parte: l’addizionale comunale Irpef che, ricordo, era la più cara del Veneto, è stata ridotta dello 0,1%. La Tasi è stata fissata al 2,7×1000 (2,5 aliquota di base + 0,2 per sostenere le detrazioni a favore di chi è più in difficoltà). L’aliquota Imu è stata ancorata allo 0,46%, il minimo possibile. La Tari (tassa sui rifiuti) ha subito una riduzione del 5,3% per l’uso abitativo e del 5,2% per le attività commerciali. Grazie all’utilizzo dei voucher sarà dato un lavoro a ben 300 persone che potrebbero salire a quota 600 se anche l’Ulss e l’Università si muoveranno in tal senso. Importante anche il progetto “Mini-Job Giovanili”. A questo si aggiunge il taglio delle spese della macchina comunale di oltre 5 milioni di euro e altre azioni economiche mirate. Un esempio di buona amministrazione. Ora ci aspettiamo che il governo nazionale cambi le proprie priorità: innovazione, internazionalizzazione, rilancio del made in Italy, green economy e accesso al credito sono le leve su cui occorre accentuare gli sforzi per favorire imprese. È necessario disegnare un sistema di incentivi per le aziende che investono nel nostro Paese, ridurre drasticamente la tassazione (Ires, Irap, Imu, Iva, ecc…) e proseguire sulla strada delle liberalizzazioni, un passaggio obbligato per rilanciare crescita e sviluppo. Infine occorre intervenire sulle norme che regolano il mercato del lavoro, garantendo più flessibilità in ingresso e nell’età di pensionamento, per facilitare il ricambio generazionale. Ecco il Veneto che non si arrende. Accusa il colpo, magari cade, ma trova la forza di rialzarsi, di aggrapparsi con le unghie e con i denti al presente, nella speranza di un futuro migliore. Il Veneto che non si piange addosso, ma combatte.

Elisabetta Beggio
Presidente Movimento del Buonsenso – Padova
Consigliera Comunale – Lista Bitonci Sindaco‬

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