8 MARZO, GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

“Mi venne in mente che i problemi fondamentali degli uomini nascono da questioni economiche, razziali, sociali, ma i problemi fondamentali delle donne nascono anche e soprattutto da questo: il fatto d’essere donne. Non alludo solo a una certa differenza anatomica. Alludo ai tabù che accompagnano quella differenza anatomica e condizionano la vita delle donne nel mondo. Nei paesi mussulmani, ad esempio, nessun uomo ha mai nascosto la faccia sotto un lenzuolo per uscir nelle strade. In Cina nessun uomo ha mai avuto i piedi fasciati e ridotti a sette centimetri di muscoli atrofizzati e di ossa rotte. In Giappone nessun uomo è mai stato lapidato perché la moglie ha scoperto che non era vergine. (Si dice così per un uomo? Vedete: non esiste nemmeno la parola). Però tutte queste cose accaddero e accadono ancora alle donne.”

Oriana Fallaci, Il sesso inutile

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CONDIVIDI, AFFINCHÉ DI VIOLENZA SULLE DONNE NON SI PARLI SOLO IL 25 NOVEMBRE E L’8 MARZO

Sono state ben 907 le donne che si sono rivolte al “Centro Veneto Progetti Donna” di Padova nei primi 10 mesi dello scorso anno, oltre un migliaio a fine dicembre. Un incremento di circa il 15% rispetto al 2017 che però non significa necessariamente che il fenomeno sia in crescita bensì che sempre più donne trovano il coraggio di uscire dal silenzio e chiedere aiuto. Donne, nella maggior parte dei casi mamme, che vivono insieme ai propri figli un vero e proprio incubo, in particolare tra le mura domestiche laddove dovrebbero essere più protette. Per contrastare questa drammatica piaga sociale occorre innanzitutto sensibilizzare e incoraggiare tutte coloro che ne sono vittima, facendo arrivare il messaggio chiaro e forte che non sono sole, che ci sono strutture appositamente studiate per il supporto psicologico e legale, l’accoglienza e l’ascolto. Strutture con cui è possibile mettersi in contatto attraverso il numero verde gratuito 800 81 46 81. Non bisogna esitare, occorre invece intervenire tempestivamente per scongiurare che certi drammi sfocino in femminicidio. La violenza non è mai un atto d’amore. #chitipicchianontiama #noallaviolenzasulledonne

SULL’ISLAM AVEVA RAGIONE ORIANA FALLACI

Sull’Islam aveva ragione Oriana Fallaci e i recenti fatti di cronaca lo confermano ancora una volta: qualche giorno fa Sana Cheema, una 25enne di origini pakistane ma cresciuta a Brescia, è stata sgozzata nel suo Paese d’origine dal padre e dal fratello soltanto perché voleva sposare un italiano. Sempre in Pakistan, un’altra ragazza, Asima, 24 anni, cristiana, è stata bruciata viva dal suo fidanzato musulmano perché si era rifiutata di convertirsi all’islam per sposarlo. Due casi emblematici di una “cultura” che considera le donne come esseri antropologicamente inferiori, di proprietà prima del padre e poi del marito, dei meri “pacchi di stoffa senza volto, né corpo, né voce”. Uno dei tanti aspetti che rende l’islam incompatibile con le nostre leggi e i nostri valori di libertà e democrazia. Da queste “culture” non abbiamo nulla da imparare, anzi, dobbiamo difenderci! Un preghiera per Sana e Asima e per tutte le vittime innocenti del fondamentalismo islamico.

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

Il Movimento del Buonsenso per la giornata dell’8 marzo, vuole ricordare le donne vittime di violenza: femminicidio, violenza domestica, stalking. Secondo uno studio Eures, negli ultimi 10 anni i casi di violenza sulle donne denunciati in Italia sono 1740 circa, di cui il 13% in Veneto, non si tengono in considerazione i crimini non denunciati (circa il 90%), un dato che rimane ancora inquietante per la nostra società.

“La rivoluzione più grande è, in un paese, quella che cambia le donne e il loro sistema di vita. Non si può fare la rivoluzione senza le donne. Forse le donne sono fisicamente più deboli, ma moralmente hanno una forza cento volte più grande.” (Oriana Fallaci, Il sesso inutile)

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