CONDIVIDI, AFFINCHÉ DI VIOLENZA SULLE DONNE NON SI PARLI SOLO IL 25 NOVEMBRE E L’8 MARZO

Sono state ben 907 le donne che si sono rivolte al “Centro Veneto Progetti Donna” di Padova nei primi 10 mesi dello scorso anno, oltre un migliaio a fine dicembre. Un incremento di circa il 15% rispetto al 2017 che però non significa necessariamente che il fenomeno sia in crescita bensì che sempre più donne trovano il coraggio di uscire dal silenzio e chiedere aiuto. Donne, nella maggior parte dei casi mamme, che vivono insieme ai propri figli un vero e proprio incubo, in particolare tra le mura domestiche laddove dovrebbero essere più protette. Per contrastare questa drammatica piaga sociale occorre innanzitutto sensibilizzare e incoraggiare tutte coloro che ne sono vittima, facendo arrivare il messaggio chiaro e forte che non sono sole, che ci sono strutture appositamente studiate per il supporto psicologico e legale, l’accoglienza e l’ascolto. Strutture con cui è possibile mettersi in contatto attraverso il numero verde gratuito 800 81 46 81. Non bisogna esitare, occorre invece intervenire tempestivamente per scongiurare che certi drammi sfocino in femminicidio. La violenza non è mai un atto d’amore. #chitipicchianontiama #noallaviolenzasulledonne

Annunci

SULL’ISLAM AVEVA RAGIONE ORIANA FALLACI

Sull’Islam aveva ragione Oriana Fallaci e i recenti fatti di cronaca lo confermano ancora una volta: qualche giorno fa Sana Cheema, una 25enne di origini pakistane ma cresciuta a Brescia, è stata sgozzata nel suo Paese d’origine dal padre e dal fratello soltanto perché voleva sposare un italiano. Sempre in Pakistan, un’altra ragazza, Asima, 24 anni, cristiana, è stata bruciata viva dal suo fidanzato musulmano perché si era rifiutata di convertirsi all’islam per sposarlo. Due casi emblematici di una “cultura” che considera le donne come esseri antropologicamente inferiori, di proprietà prima del padre e poi del marito, dei meri “pacchi di stoffa senza volto, né corpo, né voce”. Uno dei tanti aspetti che rende l’islam incompatibile con le nostre leggi e i nostri valori di libertà e democrazia. Da queste “culture” non abbiamo nulla da imparare, anzi, dobbiamo difenderci! Un preghiera per Sana e Asima e per tutte le vittime innocenti del fondamentalismo islamico.

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

Nella Scuola del Santo, a pochi passi dalla Basilica, c’è un affresco di Tiziano, databile intorno al 1511, conosciuto come “Il miracolo del marito geloso”. Il dipinto ritrae un uomo con un lungo pugnale nell’atto di accoltellare la moglie. La donna è riversa a terra, già ferita, si dimena e protende il braccio per cercare disperatamente di sventare il colpo fatale che l’uomo, in piedi, sta sferrando contro di lei. Lui l’accusa di tradimento e per questo la uccide ma quando scopre la sua innocenza chiede perdono a Sant’Antonio che resuscita la donna. Se togliamo i costumi dell’epoca e il miracolo riparatore, sembra una scena dei nostri giorni. Il Movimento del Buonsenso, per la giornata dell’8 marzo, vuole ricordare le donne vittime di violenza: femminicidio, maltrattamenti, stalking. La vita e la sicurezza di ogni donna per noi sono inviolabili. Occorre mettere in atto una vera e propria rivoluzione culturale per sradicare stereotipi e pregiudizi di genere.

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

Il Movimento del Buonsenso per la giornata dell’8 marzo, vuole ricordare le donne vittime di violenza: femminicidio, violenza domestica, stalking. Secondo uno studio Eures, negli ultimi 10 anni i casi di violenza sulle donne denunciati in Italia sono 1740 circa, di cui il 13% in Veneto, non si tengono in considerazione i crimini non denunciati (circa il 90%), un dato che rimane ancora inquietante per la nostra società.

“La rivoluzione più grande è, in un paese, quella che cambia le donne e il loro sistema di vita. Non si può fare la rivoluzione senza le donne. Forse le donne sono fisicamente più deboli, ma moralmente hanno una forza cento volte più grande.” (Oriana Fallaci, Il sesso inutile)

DONNE E VIOLENZA: CORSI DI DIFESA GRATUITI

no-violenza-donne1L’escalation di violenza sulle donne, testimoniata dai numerosi episodi di cronaca degli ultimi tempi, conferma la gravità di un fenomeno in drammatica ascesa. Oltre ai casi di violenza sulle strade (aggressioni, scippi, stupri) sono sempre più frequenti situazioni di violenza domestica ossia quella subita per mano degli uomini di casa (mariti, conviventi, ex compagni, padri, fratelli). Proprio perché racchiusa tra le mura domestiche quest’ultima tipologia è la più difficile da individuare e contrastare. Quando la violenza sulle donne si trasforma in omicidio, si usa parlare di “femminicidio”, a seguito di una sentenza del 2009 in cui il termine è stato utilizzato per la prima volta. Le statistiche (sul 2014 non sono ancora disponibili dati tangibili) sono agghiaccianti: 179 donne uccise nel 2013 rispetto alle 157 del 2012, in pratica una vittima ogni due giorni, con un aumento del 14%. A rilevarlo è l’Eures nel secondo rapporto sul femminicidio in Italia, che elenca le statistiche degli omicidi volontari in cui le vittime sono donne. Aumentano quelli in ambito familiare, +16,2%, passando da 105 a 122, così come pure nei contesti di prossimità, rapporti di vicinato, amicizia o lavoro, da 14 a 22%. Rientrano nel computo anche le donne uccise dalla criminalità, 28 lo scorso anno: si tratta principalmente di omicidi a seguito di rapina, dei quali sono vittima soprattutto donne anziane. Sensibilizzare l’opinione pubblica parlando dell’argomento è molto importante, proprio come è importante prevenire gli episodi di violenza. A tale scopo sono sulla linea di partenza i corsi gratuiti di difesa personale per le donne (anche incinte), all’interno del contesto famigliare e non solo. Sarà possibile iscriversi nelle sedi dei quartieri entro il 31 gennaio. Si tratta di otto lezioni (alla fine delle quali ci sarà una prova sul campo) organizzate dalle Associazioni Yushinkan e Street Defence Woman, col sostegno e la promozione del Comune di Padova. Viviamo in tempi in cui la donna è ancora troppo spesso vittima di violenza, e questo progetto ha la finalità di insegnarci come difenderci con piccoli strumenti che possiamo facilmente reperire nelle nostre case, nonché con una terapia di sostegno. Trovo questa iniziativa davvero interessante, qualcosa di concreto a sostegno delle fasce più deboli che troppo spesso subiscono senza avere i mezzi per difendersi.

Elisabetta Beggio
Presidente Movimento del Buonsenso – Padova
Consigliera Comunale – Lista Bitonci Sindaco

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑