NOI STIAMO CON FRANCO!

INACCETTABILE che la famiglia di un ladro, morto durante una rapina, pretenda un risarcimento da chi si è GIUSTAMENTE difeso in casa propria. Noi stiamo con Franco e chiediamo al Governo di accelerare i tempi di approvazione della legge sulla legittima difesa affinché casi come questo non si ripetano più.

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GIUSTIZIA ALL’ITALIANA

Clandestino di origini tunisine arrestato 10 volte in 13 anni per spaccio di droga, l’ultima proprio ieri in via Filiasi a Padova. Tra qualche giorno probabilmente sarà rilasciato per l’ennesima volta e tornerà a vendere morte nelle nostre strade e nei nostri parchi. Vi sembra normale? Chiediamo al Prefetto e all’Autorità giudiziaria provvedimenti urgenti. Questo criminale recidivo deve essere rispedito immediatamente nel suo Paese d’origine e se mai dovesse rimettere piede in Italia, sbattuto in galera a vita! È finito il tempo del buonismo e della tolleranza!

LE CONSEGUENZE DELL’ACCOGLIENZA INDISCRIMINATA

Ecco le conseguenze dell’accoglienza indiscriminata che negli ultimi anni ha portato nel nostro Paese migliaia di criminali stranieri. Arrestato per la terza volta in pochi mesi, Charles Osezua, 27enne nigeriano, è di nuovo a piede libero. E dopo il divieto di dimora in Veneto di cui si è bellamente fregato, ora il giudice gli ha inflitto pure il divieto di ritorno a Padova. Ma davvero si illude che lo rispetterà? E anche se lo rispettasse, davvero pensa che non andrà a spacciare in un’altra città? Come dire: in Veneto e a Padova no ma a Milano sì? Per noi esiste una sola soluzione possibile: RIMPATRIO IMMEDIATO E GALERA NELLO STATO DI PROVENIENZA! Senza se e senza ma. Delinquere dopo essere stati accolti e mantenuti a spese della collettività dovrebbe costituire un’aggravante. E sul fronte immigrazione, ribadiamo ciò che sosteniamo da sempre: CONTROLLARE I CONFINI E BLOCCARE GLI SBARCHI non è un atto razzista ma un dovere politico e morale.

(IN)GIUSTIZIA ITALIANA

Un quarantenne tunisino senza fissa dimora, senza lavoro e con precedenti penali, minaccia dei ragazzi con un coltello davanti ad una gelateria in pieno centro, scatta l’allarme TERRORISMO, viene arrestato ed il giorno dopo rimesso in libertà. Vi sembra normale? Che altro deve fare questo DELINQUENTE prima di essere sbattuto in galera a vita nel suo Paese d’origine? Deve forse scapparci il morto, come è già accaduto in diverse città europee, prima che la giustizia italiana prenda coscienza del pericolo e applichi finalmente pene severe e CERTE a chi delinque?

Ricordate Bakary Marong, il ventiduenne originario del Gambia, che il 31 agosto scorso ai Giardini dell’Arena ha aggredito due agenti al grido “Allah Akbar”? Lo stesso farabutto che soltanto 10 giorni dopo, il 9 settembre, fregandosene del divieto di dimora in Veneto, si è scagliato contro altri due agenti in Corso del Popolo? Ebbene, dopo una prima condanna a 1 anno e 2 mesi, di cui non ha scontato neanche un giorno in carcere, è stato nuovamente condannato a 7 mesi e finalmente messo dietro le sbarre…ma per quanto? Probabilmente per qualche giorno, qualche settimana al massimo e poi tornerà a delinquere come nulla fosse. E volete sapere qual è la cosa “comica” (ovviamente si fa per dire)? Non può essere espulso dall’Italia in quanto “RICHIEDENTE ASILO”! Nonostante la commissione territoriale abbia già bocciato la sua domanda, il giovane africano ha presentato ricorso e, in attesa della risposta, è a piedi libero. Ci chiediamo e vi chiediamo: che altro deve fare questo DELINQUENTE già accusato di spaccio, resistenza e lesioni aggravate a Pubblico Ufficiale, istigazione al terrorismo e violazione del divieto di dimora in Veneto, prima di essere sbattuto in galera a vita nel suo Paese d’origine?!

DALLA PARTE DEL CAPOTRENO

Piena solidarietà al capotreno trevigiano condannato ingiustamente per aver fatto scendere dal convoglio un clandestino nigeriano (nel frattempo espulso dall’Italia) poiché privo di biglietto. Davvero vergognoso che la giustizia italiana si accanisca contro un lavoratore onesto “colpevole” di aver fatto rispettare le regole! Sentenze come questa sono l’emblema di un Paese ammorbato del buonismo della sinistra e un incentivo ai delinquenti a continuare a fare ciò che vogliono indisturbati, tanto alla fine a pagare sono sempre gli italiani. #noinoncistiamo

UNITI SI VINCE!

Il centrodestra si presenterà unito alle prossime elezioni con molti volti nuovi e un programma comune che va dall’abolizione della famigerata legge Fornero alla flat tax, dalla lotta all’immigrazione incontrollata alla difesa del Made in Italy, dal sostegno alla natalità all’adeguamento delle pensioni minime a 1.000 euro al mese, passando per un’importante revisione del sistema istituzionale in senso federale e presidenzialista. Proposte di BUONSENSO che condividiamo pienamente e che rientrano in un progetto molto più ampio ed articolato per rilanciare il Paese e liberarlo dall’oppressione fiscale, burocratica, giudiziaria e dagli ingiusti vincoli imposti dall’Unione Europea. #elezionipolitiche #4marzo #unitisivince

PRIMA I VENETI!

Maggiore attenzione verso i casi di fragilità sociale, turn-over degli assegnatari in caso di miglioramento delle condizioni economiche e priorità nelle graduatorie a chi risiede in Veneto da almeno 5 anni. Sono solo alcune delle novità che verranno introdotte dalla riforma dell’Ater voluta dalla Regione. Il Consigliere regionale di minoranza Claudio Sinigaglia (PD) è preoccupatissimo che possano essere favoriti i veneti a scapito degli stranieri. Noi invece plaudiamo a questa svolta che rende finalmente giustizia ai tanti, troppi corregionali ripetutamente scavalcati dagli ultimi arrivati. Una svolta di cui a Padova possiamo dire di essere stati i precursori grazie al regolamento approvato dall’amministrazione Bitonci ed ora, ahimè, messo in discussione dai due “civici” accecati dall’inclusività.

PRESO! E ORA?

Arrestato il rapinatore seriale che tra fine giugno ed inizio luglio ha rapinato una decina di anziane nella nostra città. Strano caso si tratta di un CLANDESTINO di 23 anni di origini tunisine con precedenti penali per fatti analoghi e spaccio di droga. Un plauso alle Forze dell’Ordine per l’ottimo lavoro svolto. Ora spetta alla giustizia e ancor più alla politica intervenire affinché certi fatti non si ripetano più. La clandestinità è un reato. Punto. Chi non ha i requisiti in regola per soggiornare nel nostro Paese non può girare liberamente per le nostre strade, piazze, giardini ma va immediatamente espulso, rimpatriato. Basta con questa assurda accoglienza indiscriminata che porta dentro gentaglia della peggior specie, magari evasa dalle galere dei Paesi di provenienza. Altri “fantasmi” che si sommano agli oltre 10mila già presenti in Veneto. Lo ribadiamo, BASTA! E avvisiamo il sindaco (scritto volutamente in minuscolo) di pensarci bene prima di spalmare tra i residenti nuovi arrivi, nuove “risorse” perché la città non dorme.

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