3 CONSIDERAZIONI SU VIA BERNINA

L’ordinanza che vieta la vendita ed il consumo di cibi e bevande da mezzanotte alle 6 nei locali di via Bernina e l’ipotesi di chiudere con un muro l’accesso al civico 18, la cosiddetta “area Funghi”, sono piccoli passi avanti dopo anni di menefreghismo. Soluzioni che possono scoraggiare gli avventori dei locali e attenuare i disagi dei residenti ma del tutto inutili se: 1. l’amministrazione non vigilerà sull’applicazione del provvedimento; 2. verrà lasciato un passaggio ciclo-pedonale sul muro, scorciatoia comoda per spacciatori e sbandati; 3. non verrà impressa un’accelerata al progetto di rigenerazione complessiva dell’Ansa Borgomagno con l’abbattimento dei vecchi capannoni e la nascita del polo dell’innovazione. Nei prossimi mesi valuteremo con i residenti l’efficacia di queste iniziative, di cui ad oggi sola la prima è stata attuata. Qualora i risultati siano insoddisfacenti, chiederemo al sindaco di disporre l’immediata chiusura di tutti i circoli presenti nell’area.

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UNA FOTO CHE VALE PIÙ DI MILLE PAROLE

Ieri abbiamo ricevuto questa foto emblematica che condividiamo con voi. Un bambino “chiuso” in casa che osserva gli spacciatori liberi ed impuniti in strada. È questo il futuro che vogliamo per la nostra città e per i nostri figli? Noi non ci stiamo e continueremo a lottare per riportare ordine, legalità e Buonsenso a Padova.

QUESTIONI APERTE

Sul Gazzettino di oggi, le dichiarazioni del nostro Presidente sull’emergenza sicurezza al Borgomagno e sulla temuta realizzazione di un centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati a ridosso dei rioni Sacro Cuore, Altichiero e San Bellino. Preoccupante anche la situazione alla Stanga che viene denunciata dal portavoce dell’omonimo comitato.

DURA LEX, SED LEX

Agli assessori Nalin e Benciolini, che protestano con i loro amici dei centri sociali contro il decreto sicurezza, vogliamo ricordare che la legge è uguale per tutti e che loro per prime, in quanto rappresentanti delle Istituzioni, dovrebbero dare il buon esempio e rispettarla. Basta prese di posizione ideologiche che incitano alla disobbedienza e vanno contro la volontà e gli interessi del popolo italiano! Accettino che i tempi dell’immigrazione incontrollata sono finiti e applichino le nuove norme senza cercare scappatoie oppure si dimettano!

BUSINESS ED ILLEGALITÀ NELLA TENDOPOLI ALLA PRANDINA

Sono trascorsi più di 3 anni da quel 19 settembre in cui abbiamo manifestato, coinvolgendo centinaia di cittadini, contro la vergognosa tendopoli alla Prandina che è arrivata a superare i 500 presunti profughi. Oggi, un po’ alla volta e solo grazie ad un’inchiesta, il business e gli illeciti di quel periodo stanno finalmente venendo alla luce. Auspichiamo che venga fatta al più presto chiarezza e che chi ha sbagliato, mentito e truffato riceva la pena che merita.

RIQUALIFICAZIONE SUBITO O SARÀ MOBILITAZIONE!

Oltre un anno fa abbiamo scritto e depositato, grazie al supporto del Consigliere Luciani, una mozione per riqualificare il Borgomagno, mozione che è stata inserita nell’ordine del giorno degli ultimi due Consigli Comunali e puntualmente RINVIATA. Al di là delle nostre proposte, che possono essere condivise o meno, ciò che ci lascia esterrefatti è il TOTALE DISINTERESSE dell’amministrazione per una questione che dovrebbe avere la massima PRIORITÀ. Sembra quasi ci sia la volontà politica di censurare, insabbiare, nascondere i problemi anziché risolverli. Noi però non ci stiamo più. I cittadini non ci stanno più. Chiediamo al Sindaco e alla Giunta di mettere al centro dell’agenda politica e del dibattito in aula la riqualificazione del rione prima che diventi una seconda via Anelli o sarà MOBILITAZIONE!

NOI NON CI STIAMO!

Inaccettabile che l’amministrazione comunale, in nome di un pluralismo inesistente, abbia concesso una sala pubblica ad un gruppo di facinorosi che lo scorso anno ha messo a ferro e fuoco il centro storico e ferito 5 agenti. Fatto ancor più grave considerando che la suddetta sala è stata utilizzata per contestare pubblicamente i provvedimenti a loro carico disposti dal Questore. Vergognoso inoltre che una parte della maggioranza (Coalizione Civica) abbia sostenuto le loro assurde rivendicazioni, facendo scempio delle Istituzioni che dovrebbe rappresentare. Noi non ci stiamo! Palazzo Moroni è la casa dei padovani, non la casa della violenza e dell’illegalità! Chiediamo al Questore ed al Prefetto di reagire con forza e di procedere penalmente nei confronti di questi prepotenti che hanno violato il divieto di accesso a Padova, ignorando sfacciatamente il foglio di via. È ora di dire basta! #tolleranzazero

GIUSTIZIA ALL’ITALIANA

Clandestino di origini tunisine arrestato 10 volte in 13 anni per spaccio di droga, l’ultima proprio ieri in via Filiasi a Padova. Tra qualche giorno probabilmente sarà rilasciato per l’ennesima volta e tornerà a vendere morte nelle nostre strade e nei nostri parchi. Vi sembra normale? Chiediamo al Prefetto e all’Autorità giudiziaria provvedimenti urgenti. Questo criminale recidivo deve essere rispedito immediatamente nel suo Paese d’origine e se mai dovesse rimettere piede in Italia, sbattuto in galera a vita! È finito il tempo del buonismo e della tolleranza!

LE CONSEGUENZE DELL’ACCOGLIENZA INDISCRIMINATA

Ecco le conseguenze dell’accoglienza indiscriminata che negli ultimi anni ha portato nel nostro Paese migliaia di criminali stranieri. Arrestato per la terza volta in pochi mesi, Charles Osezua, 27enne nigeriano, è di nuovo a piede libero. E dopo il divieto di dimora in Veneto di cui si è bellamente fregato, ora il giudice gli ha inflitto pure il divieto di ritorno a Padova. Ma davvero si illude che lo rispetterà? E anche se lo rispettasse, davvero pensa che non andrà a spacciare in un’altra città? Come dire: in Veneto e a Padova no ma a Milano sì? Per noi esiste una sola soluzione possibile: RIMPATRIO IMMEDIATO E GALERA NELLO STATO DI PROVENIENZA! Senza se e senza ma. Delinquere dopo essere stati accolti e mantenuti a spese della collettività dovrebbe costituire un’aggravante. E sul fronte immigrazione, ribadiamo ciò che sosteniamo da sempre: CONTROLLARE I CONFINI E BLOCCARE GLI SBARCHI non è un atto razzista ma un dovere politico e morale.

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