LE NOSTRE PROPOSTE CONTRO L’ESTREMISMO ISLAMICO

Da anni gridiamo le nostre ragioni e difendiamo con forza l’eredità di Oriana Fallaci, profeta inascoltata. Continueremo a farlo, dai social alle piazze. Ecco alcune proposte di buonsenso per cercare di arginare la minaccia jihadista:

1. Emanare leggi speciali contro l’integralismo islamico con pene severe e certe.
2. Effettuare controlli capillari in tutte le realtà islamiche presenti sul territorio italiano ed europeo.
3. Realizzare un censimento dei luoghi di culto islamico (moschee regolari ed abusive, centri culturali islamici) e il relativo registro pubblico.
4. Creare un albo degli Imam con sottoscrizione di un protocollo di trasparenza.
5. Imporre l‘uso della lingua italiana nelle moschee.
6. Vietare l’uso del velo integrale islamico (burqa e niqab) nei luoghi pubblici e/o aperti al pubblico con una legge ad hoc o inserendo una specifica alla legge 152/75.
7. Difendere i confini esterni e monitorare quelli interni all’Unione Europea, fermando i continui e incontrollati flussi migratori (solo il 5% ha diritto allo stato di rifugiato) che alimentano caos, insicurezza ed illegalità con un blocco navale al largo delle coste della Libia.
8. tutelare e valorizzare le nostre radici giudaico-cristiane, fondamento stesso della nostra civiltà.

Questi sono solo alcuni punti fondamentali ma l’elenco potrebbe continuare ancora. Quando si sveglieranno i nostri governanti? Quando capiranno che ci è stata dichiarata guerra, che siamo in guerra e che alla guerra bisogna combattere, difendersi?

LE NOSTRE PROPOSTE CONTRO IL TERRORISMO ISLAMICO

Da anni gridiamo le nostre ragioni e difendiamo con forza l’eredità di Oriana Fallaci, profeta inascoltata. Continueremo a farlo, dai social alle piazze. Ecco alcune proposte di buonsenso per cercare di arginare la minaccia jihadista:

1. Emanare leggi speciali contro l’integralismo islamico con pene severe e certe.
2. Effettuare controlli capillari in tutte le realtà islamiche presenti sul territorio italiano ed europeo.
3. Realizzare un censimento dei luoghi di culto islamico (moschee regolari ed abusive, centri culturali islamici) e il relativo registro pubblico.
4. Creare un albo degli Imam con sottoscrizione di un protocollo di trasparenza.
5. Imporre l‘uso della lingua italiana nelle moschee.
6. Vietare l’uso del velo integrale islamico (burqa e niqab) nei luoghi pubblici e/o aperti al pubblico con una legge ad hoc o inserendo una specifica alla legge 152/75.
7. Difendere i confini esterni e monitorare quelli interni all’Unione Europea, fermando i continui e incontrollati flussi migratori (solo il 5% ha diritto allo stato di rifugiato) che alimentano caos, insicurezza ed illegalità con un blocco navale al largo delle coste della Libia.
8. tutelare e valorizzare le nostre radici giudaico-cristiane, fondamento stesso della nostra civiltà.

Questi sono solo alcuni punti fondamentali ma l’elenco potrebbe continuare ancora. Quando si sveglieranno i nostri governanti? Quando capiranno che ci è stata dichiarata guerra, che siamo in guerra e che alla guerra bisogna combattere, difendersi?

REGOLAMENTARE I LUOGHI DI CULTO NON È DISCRIMINAZIONE

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I giudici della Consulta bocciano la legge regionale della Lombardia che prevedeva una stretta sulla realizzazione di nuove moschee e non solo. Incassata la bocciatura dalla Corte Costituzionale, la giunta Maroni annuncia un nuovo testo per regolare la costruzione di luoghi di culto dopo che avrà letto le motivazioni della Consulta, attese nelle prossime settimane. Ma che cosa prevedeva esattamente la legge? Ecco una sintesi: rispetto per il paesaggio lombardo; autorizzazioni sottoposte a Consulta regionale; referendum consultivo del Comune interessato; distanza minima da altri luoghi di culto; superficie destinata a parcheggi (2 volte quella dell’edificio); impianti di videosorveglianza obbligatori collegati con le Forze dell’Ordine. Insomma, regole di buonsenso, valide per tutte le confessioni religiose. Non c’è nessuna volontà di discriminare, dunque, bensì di tutelare il territorio e la sicurezza dei cittadini. In questi anni, infatti, la proliferazione di moschee nel nostro Paese è avvenuta senza alcun controllo, se non, speriamo, dell’intelligence. Un far west che non è più tollerabile, in particolar modo dopo i drammatici fatti di Parigi e di Colonia e la tesissima situazione internazionale. Occorre regolamentare una volta per tutte la presenza di moschee in Italia ed arginare e prevenire fenomeni di proselitismo e terrorismo. Come? In primo luogo esportando la sopracitata legge lombarda in tutta Italia, poi, realizzando un censimento dei luoghi di culto e delle associazioni religiose presenti sul territorio nazionale. Non solo: è indispensabile creare un albo degli Imam con sottoscrizione di un protocollo di trasparenza, imporre l’uso della lingua italiana nelle moschee ed intensificare i controlli. Dobbiamo dire basta alla miopia ideologica e al finto buonismo progressista italiano ed europeo di sinistra che in questi anni ha contribuito a trasformare l’Europa in terra fertile per tutti coloro che vogliono venire a predicare l’odio fondamentalista islamico.

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