INTEGRAZIONE AL CONTRARIO?

A proposito delle proteste di alcune famiglie islamiche di Mestre che PRETENDONO l’abominevole carne halal nelle mense scolastiche…

“Quando sei in casa altrui devi accettare le regole di chi ti ospita, scoprire in quale misura ti vuole o non ti vuole, prevenirne le ostilità, scendere a patti con esse.” Oriana Fallaci

Siete d’accordo anche voi?

L’ENNESIMA CONFERMA

Già dai titoli e dai grafici (fonte: Il Gazzettino del 15/01/2019), emergono verità che ribadiamo da tempo: in primo luogo che solo il 4% dei richiedenti asilo della provincia di Padova ha ottenuto lo status di “rifugiato”, ergo, sono VERI profughi, mentre i restanti sono per lo più CLANDESTINI. In secondo, che i tribunali italiani sono intasati dai ricorsi di questi ultimi che possono durare anche diversi anni in cui oltre a vitto e alloggio ricevono anche assistenza legale gratuita, il tutto a spese dello Stato, ossia di tutti noi che lavoriamo e paghiamo regolarmente le tasse. In terzo, che grazie alla svolta impressa del Ministro dell’Interno Salvini, finalmente l’immigrazione non è più un business redditizio per le cooperative che hanno lucrato in questi anni, dato che il rimborso è sceso da 35 a 18 euro al giorno per migrante, praticamente la metà. Vediamo ora quante delle suddette cooperative, per carità cristiana e non per guadagno, parteciperanno al nuovo bando per l’accoglienza diffusa che è al vaglio della Prefettura. Infine, che fortunatamente non arrivano solo irregolari e delinquenti ma anche donne come Sousan Kazan che rappresentano un esempio positivo di integrazione fondato sul RISPETTO.

ROM UBRIACHI SEMINANO IL TERRORE ALL’ARCELLA

Rom ubriachi seminano il terrore all’Arcella, gettandosi con un furgone contro la vetrina del Gasoline, incuranti dei numerosi avventori presenti. Ecco come questi delinquenti si sono integrati nel nostro Paese grazie al buonismo e alla tolleranza della sinistra. Giordani dorme sereno nella sua lussuosa residenza in centro mentre la città è inghiottita dalla violenza e dal degrado, come testimoniano gli innumerevoli fatti di cronaca degli ultimi mesi. Noi non ci stiamo. Vogliamo una città viva e sicura, vogliamo finalmente sentirci padroni a casa nostra. Pugno di ferro contro l’illegalità. Altro che ius soli: in galera e via la chiave!

UNO STATO CHE “SFRATTA” GLI ITALIANI PER FARE POSTO AGLI IMMIGRATI È GIÀ FALLITO

Oggi sono stata ospite della trasmissione “Rosso&Nero” su Telenuovo. Si è discusso di immigrazione a seguito della proposta del ministro Minniti che di fatto creerebbe una disparità ancor maggiore tra i presunti profughi e gli italiani in difficoltà. L’ANCI, che di certo non è un’associazione di destra, ha espresso molte perplessità in merito. Da un lato ci sono i sempre più numerosi connazionali che vengono sfrattati o che subiscono pignoramenti dopo aver perso il lavoro e si ritrovano magari a vivere con la famiglia in macchina; dall’altro ci sono i richiedenti asilo che invece avrebbero dei trattamenti ben diversi: dall’assegnazione abitativa (case popolari, appartamenti privati, hotel, ecc…) all’inserimento nel mondo del lavoro, “qualora lo volessero”. Già, perché pare che ai profughi non sia esplicitamente richiesto di lavorare, quando a noi italiani anche solo per avere un prestito ci chiedono garanzie su garanzie. Bene che imparino la lingua, che si adeguino ai nostri usi e costumi e che rispettino le nostre leggi, come prevede il progetto, ma ben sappiamo che la maggior parte di queste persone non vuole integrarsi o simula l’integrazione, come nel caso degli immigrati di religione islamica che restano fedeli unicamente alla sharia, la legge coranica. Si è parlato anche del Papa che, in barba alla separazione tra Stato e Chiesa, è impegnato a fare una politica palesemente di sinistra continuando ad incitare all’accoglienza indiscriminata. Pensate che in questi giorni ha convocato in vaticano i sindaci italiani per parlare proprio di questo argomento. Nel mio intervento ho sottolineato che per ciascun presunto profugo lo Stato spende ben 35 euro al giorno, più di 1.000 euro al mese, mentre molti (troppi) pensionati italiani ricevono appena 500 / 700 euro e faticano ad arrivare alla fine del mese. Citando il Procuratore Nordio, c’è da chiedersi qual è il limite prima che questa vera e propria invasione distrugga il nostro tessuto sociale già fortemente compromesso. La misura è colma ormai da molto tempo, quando lo capirà anche il PD?

INTEGRAZIONE AL CONTRARIO

Nell’unica prima classe della scuola elementare Rosmini all’Arcella, tutti i 24 alunni sono stranieri. Non c’è un italiano. Tra di loro cinesi, bengalesi, pachistani, nigeriani, moldavi e rumeni. Alla materna Joan Mirò, in via Bramante, a San Bellino, la situazione non è migliore: su 34 nuovi iscritti solo 2 sono italiani. Situazione preoccupante, per non dire drammatica, che mi ricorda che negli asili e nelle scuole non si allestisce più il Presepe per Natale, che nelle aule si toglie il Crocifisso dal muro, che nelle mense è stata bandita la carne di maiale. Allora una domanda sorge spontanea: chi deve integrarsi? Noi o loro?

DIFENDIAMO IL NATALE!

presepe-fareAssurda e pretestuosa la decisione del Preside dell’Istituto Garofani di Rozzano, nell’hinterland milanese, di non celebrare il Natale in nome della laicità dello Stato e del rispetto delle altre religioni. Rispettare gli studenti immigrati non cristiani non può e non deve significare discriminare quelli cristiani. Rispettare le diversità non significa negare le differenze ma imparare a farle convivere in modo civile ed armonioso. Essere laici non significa essere anticristiani. La vera laicità include, non esclude, apre al confronto, non cancella culture, religioni, tradizioni ma ne valorizza il meglio. Il Natale è la festa che ricorda la nascita di Gesù Cristo, un evento storico che sta alla base della nostra civiltà, tant’è che che contiamo gli anni a partire da esso. Fare il presepe in classe non impone a nessun bambino di convertirsi al cristianesimo. Il presepe è un simbolo di amore, di pace, di fratellanza, di accoglienza che non solo non offende nessuno ma rappresenta le basi stesse della vera integrazione fondata sul rispetto reciproco. Chi arriva qui da Paesi lontani ha il diritto di preservare i propri usi e costumi, purché non contrastino con le nostre leggi, ma è anche tenuto a conoscere e a rispettare le tradizioni del Paese che lo ospita. Se non gli sta bene, può sempre tornare da dove è venuto! Dunque basta polemiche, basta sparate dei Presidi! Il Governo, il Ministro dell’Istruzione intervengano e prendano una posizione chiara sul tema. Il Sindaco Bitonci lo ha fatto e da lunedì inizieranno i controlli nelle scuole per verificare i programmi. #‎difendiamoilnatale‬

Alberto Casagrande 
Vice Presidente Movimento del Buonsenso – Padova

APPLICHIAMO LA LEGGE 152/75

File photo of Salma, a 22-year-old French national living in Belgium who chooses to wear the niqab after converting to Islam, in BrusselsAssolutamente d’accordo con il procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio che ritiene necessario vietare l’uso del velo islamico per ragioni di sicurezza. Lo scorso 24 agosto il Consiglio Comunale di Padova ha discusso, votato ed approvato una mia mozione in merito. In Italia, le leggi in materia di ordine pubblico e sicurezza sanciscono che ogni persona debba essere identificabile. È specificatamente “vietato l’uso di caschi protettivi o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo” (Legge 152/75). La cultura o la religione di un popolo vanno rispettate ma non possono in alcun modo contravvenire all’ordinamento dello Stato. Sono per l’integrazione, ma questa deve necessariamente passare per l’osservanza delle regole della nostra comunità. Regole che vanno rispettate da tutti. Vi invito dunque a segnalare alle Forze dell’Ordine chiunque si muova all’interno del territorio comunale / nazionale con il volto coperto. Altresì vi invito a denunciare chiunque imponga alla donna di indossare il burqa o il niqab contro la propria volontà. Dopo i recenti fatti di Parigi, proteggerci è un dovere morale. Cosa ne pensate?

Elisabetta Beggio
Presidente Movimento del Buonsenso – Padova
Consigliera Comunale – Lista ‪Bitonci Sindaco‬

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