ERDOGAN NEMICO DELL’EUROPA

In queste ore il Presidente Erdogan ha dichiarato che “la Turchia non impedirà il transito di immigrati verso l’Europa”. Parole che suonano più come una minaccia. Per quanto ci riguarda nel suo Paese è libero di far entrare chi vuole, è l’Europa a dover difendere i propri confini esterni con ogni mezzo! L’Unione di 27 Stati non può di certo piegarsi ai diktat e ai ricatti di un arrogante dittatore islamico! Il governo italiano? Ovviamente non pervenuto.

IMMIGRAZIONE, LA STORIA INSEGNA

Secondo gli storici le principali cause della caduta dell’Impero Romano d’Occidente furono la scarsa natalità, l’immigrazione incontrollata, la crisi dei commerci, l’aumento delle tasse e la decadenza del mos maiorum (valori, costumi, tradizioni). In particolare, la sempre più massiccia presenza di stranieri non integrati fu decisiva. Un contesto socio-economico che, con i dovuti distinguo, ricorda molto quello attuale. Oggi, ci troviamo di fronte ad una scelta: accogliere tutti indiscriminatamente in nome di un multiculturalismo buonista e poco lungimirante oppure difendere i nostri confini e la nostra identità, governando i flussi migratori. E se è vero che “historia magistra vitae”, abbiamo già visto molti secoli fa dove porta la prima via.

INTEGRAZIONE AL CONTRARIO

Nell’unica prima classe della scuola elementare Rosmini all’Arcella, tutti i 24 alunni sono stranieri. Non c’è un italiano. Tra di loro cinesi, bengalesi, pachistani, nigeriani, moldavi e rumeni. Alla materna Joan Mirò, in via Bramante, a San Bellino, la situazione non è migliore: su 34 nuovi iscritti solo 2 sono italiani. Situazione preoccupante, per non dire drammatica, che mi ricorda che negli asili e nelle scuole non si allestisce più il Presepe per Natale, che nelle aule si toglie il Crocifisso dal muro, che nelle mense è stata bandita la carne di maiale. Allora una domanda sorge spontanea: chi deve integrarsi? Noi o loro?

POVERA ITALIA!

A Milano, come in altre città italiane, la sinistra, per contrastare il terrorismo, “blinda” le principali piazze e strade del centro storico con blocchi di cemento, peraltro orribili e insufficienti. Poi però spalanca le porte a chiunque sbarchi nel nostro Paese e taglia risorse preziose alle Forze dell’Ordine. Verrebbe da ridere se non fosse una situazione drammatica, preoccupante e assolutamente da non sottovalutare. Servono misure drastiche, non risibili palliativi. Che dire, hanno proprio capito tutto! #poveraItalia

NEANCHE LA MIMETICA LI FERMA. RIVOLTA DI IMMIGRATI A NAPOLI.

Quanto accaduto ieri in via Firenze nel centro di Napoli è gravissimo. Una pattuglia di militari impegnati nell’operazione “Strade sicure”, dopo aver fermato un giovane straniero per un controllo, è stata accerchiata e aggredita da decine di cosiddette “risorse”. Momenti di tensione e paura documentati da un video che ha fatto il giro del web. Una scena da Far West che i residenti e i commercianti del quartiere Vasto, riuniti nell’omonimo comitato, hanno dichiarato essere ormai all’ordine del giorno. La verità, come ci testimonia l’amico Magdi Cristiano Allam, è che i soldati sono stati costretti a subire l’aggressione perché il regolamento non consente loro di usare le armi in dotazione, che sono armi da guerra e quindi inadeguate all’attività di repressione dei tumulti o di arresto di singoli criminali. Secondo il regolamento i soldati dovrebbero fermare il sospettato e poi chiamare la polizia o i carabinieri ed affidarlo a loro. Tutto ciò ovviamente non è stato possibile nei pochi minuti in cui si è consumata la rivolta di ieri. L’aggressione ai soldati è l’aggressione ad uno Stato che ha scelto di non difendersi e di subire. Bisogna chiudere le frontiere, lo ribadiamo da sempre, e attribuire alle forze armate, alle forze dell’ordine e ai sindaci più risorse e più poteri per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico. Soprattutto però serve una rivoluzione culturale. Basta buonismo! È tempo di usare il pugno di ferro! All’Arcella, il quartiere più multietnico di Padova, i casi di violenza sono ormai all’ordine del giorno. Ci sono rioni, come il Borgomagno, in cui gli immigrati sono quasi più degli italiani e il “nostro” nuovo sindaco (con delega alla sicurezza) che fa? Apre la nuova sede del vigili di quartiere due mezze giornate alla settimana! Incredibile! Ribelliamoci, mobilitiamoci a livello nazionale. Non permettiamo che anche a Padova o in altre città finisca come a Napoli!

L’EUTANASIA DI UN PAESE

Il signor Renzi e la Boldrina stanno facendo un passo indietro. Dicono che i migranti vanno aiutati a casa loro. Maddai, che siano stati fulminati sulla via di Damasco? O forse il risultato delle scorse amministrative che ha visto vincere quasi ovunque il centrodestra e l’avvicinarsi delle prossime elezioni politiche gli ha fatto un po’ tremare i polsi? Qui la misura è colma da tempo. L’Italia scoppia letteralmente. Fa una rabbia cieca vedere cotanti bellimbusti scorrazzare per le nostre città, smartphone alla mano, bei vestiti, scarpe firmate, vistose catene d’oro, bicicletta, muscoli esibiti con fierezza e sfrontatezza da vendere. Sigarette pagate, ricarica telefonica pure, vitto e alloggio assicurati e confortevoli tetti sulla testa. Ciondolano tutto il giorno, li vediamo tutti, radunati in capannelli mentre confabulano, si battono il cinque e ridono alle nostre spalle. Abbiamo pensionati che faticano a campare, i terremotati di Amatrice che vivono all’addiaccio, sempre più famiglie che si avvicinano alla soglia di povertà, giovani senza lavoro che non hanno un futuro. Eh, ma i migranti ci servono per pagare le nostre pensioni! Questo è il ritornello. Davvero? Spacciando droga o ingrossando il racket della prostituzione? Ci costano 35 euro al giorno e sono migliaia e migliaia. C’è chi specula e si arricchisce sulle loro miserabili vite, promettendo ciò che non può dare. Serve davvero una svolta drastica, un cambio di rotta repentino da cui non si possa più fare marcia indietro. Chiudiamo tutto: porti, spiagge, approdi, lidi, coste. Blocco navale. Fermiamo questa invasione o per noi italiani sarà la fine demografica e non solo. Servono politiche per la famiglia, sane e competitive, serve rilanciare il lavoro, serve che l’economia riparta. E non saranno certo quei pochi disgraziati che finiscono a raccogliere pomodori che la faranno ripartire. Svegliatevi!

SBARCHI SENZA FINE: 80 NUOVI ARRIVI A PADOVA

Nuovo record di sbarchi in Italia: solo negli ultimi 3 giorni sono arrivate oltre 13mila persone, dall’inizio dell’anno quasi 90mila, il 28% in più dello stesso periodo del 2016. Ben 500 arriveranno in Veneto nelle prossime settimane, di cui 80 nel nostro Comune, dove saranno sparpagliati dal duo Giordani-Lorenzoni in tutti quartieri. I dati ufficiali del Viminale rivelano quanto noi denunciamo da sempre: in primo luogo che per la stragrande maggioranza (90%) si tratta di giovani maschi sotto i 35 anni senza mogli né figli al seguito; in secondo luogo che quasi il 60% è originario di Paesi africani non in guerra; in terzo luogo che solo un richiedente asilo su 20 (5%) ottiene lo status di rifugiato. In altre parole, le favole che il Governo ci ha propinato in questi anni si sono rivelate false e infondate. Esattamente come le accuse di razzismo di certi buonisti. È ormai innegabile che questi sono i numeri di una vera e propria invasione. Un’invasione di cosiddetti “migranti economici” o più semplicemente, clandestini! Un’invasione senza precedenti nell’indifferenza, anzi, con la complicità di un governo abusivo che non è stato scelto né voluto dal popolo. Un governo, lo scrivo volutamente con la ”g” minuscola, che ha di fatto deciso una sostituzione della popolazione, grazie anche alla legge sullo ius soli in fase di approvazione in Parlamento. È questa l’Italia che vogliamo? Noi non ci stiamo! Ci opporremo con ogni mezzo!

NO IUS SOLI, NÉ ORA NÉ MAI.

Lo ius soli ha distrutto l’identità nazionale di molti Stati europei, primo fra tutti la Francia, con le conseguenze che tutti noi conosciamo. La cittadinanza va meritata, conquistata, non può essere regalata o peggio svenduta per meri fini elettorali. Non si può diventare italiani per legge. Essere italiani significa appartenere a un popolo con cultura, storia, usi, costumi e tradizioni comuni. La sinistra ha una visione distorta dell’integrazione secondo la quale non sono gli immigrati a doversi adeguare alle leggi e alle usanze italiane, ma gli italiani a dover tollerare le usanze degli stranieri. In un momento storico caratterizzato da un’immigrazione fuori controllo, approvare una legge di questo tipo significa condannare a morte il nostro Paese. La storia è piena di esempi di antichi popoli e culture scomparsi a causa dell’invasione incontrollata di altri e ciò deve esserci di insegnamento. Un conto è accogliere chi fugge dalla guerra (5%), un altro spalancare le porte a tutta l’Africa e riconoscergli diritti prima ancora che doveri. Per queste ragioni il Movimento del Buonsenso dice NO allo ius soli e, qualora fosse approvato dalla maggioranza abusiva che occupa il Parlamento italiano, sosterrà qualunque raccolta firme per chiedere un referendum abrogativo.

L’ONDATA MIGRATORIA SI “RADICALIZZA”

“Rischio di radicalizzazione”, “conquista della cristianità”, “pressante campagna intimidatoria”, “derive criminogene ed islamico-radicali dei migranti”, “possibile transito di estremisti in Europa attraverso la rotta libica”. Sono questi i principali passaggi della relazione annuale dell’intelligence italiana presentata ieri al Parlamento. In una sola parola “EURABIA”, la profezia di Oriana Fallaci di oltre 15 anni fa. Concetti che noi ribadiamo da tempo nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica e di provocare una reazione nella classe politica che ci governa e che finora ha preferito chiudere gli occhi ed illudersi che andasse tutto bene. Quante volte l’ex Ministro dell’Interno Alfano ha smentito che tra i “profughi” (per lo più clandestini) potessero nascondersi potenziali terroristi? Quante volte la Presidente della Camera Boldrini ha inneggiato all’accoglienza indiscriminata in nome di un umanitarismo (leggi: buonismo) che non ha alcuna ragion d’essere? Appellarci a questi personaggi è fiato sprecato, attendiamo fiduciosi che un nuovo Governo (legittimo!) assuma la guida del Paese e intervenga con forza sul fronte della sicurezza e della giustizia. Vogliamo mettere la parola fine a questo flusso interminabile e incontrollato di immigrati irregolari, vogliamo regole severe per i luoghi di culto islamici, vogliamo che le nostre radici giudaico-cristiane, fondamento stesso della nostra civiltà, vengano difese. Voi che ne pensate?

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