LE NOSTRE PROPOSTE CONTRO L’ESTREMISMO ISLAMICO

Da anni gridiamo le nostre ragioni e difendiamo con forza l’eredità di Oriana Fallaci, profeta inascoltata. Continueremo a farlo, dai social alle piazze. Ecco alcune proposte di buonsenso per cercare di arginare la minaccia jihadista:

1. Emanare leggi speciali contro l’integralismo islamico con pene severe e certe.
2. Effettuare controlli capillari in tutte le realtà islamiche presenti sul territorio italiano ed europeo.
3. Realizzare un censimento dei luoghi di culto islamico (moschee regolari ed abusive, centri culturali islamici) e il relativo registro pubblico.
4. Creare un albo degli Imam con sottoscrizione di un protocollo di trasparenza.
5. Imporre l‘uso della lingua italiana nelle moschee.
6. Vietare l’uso del velo integrale islamico (burqa e niqab) nei luoghi pubblici e/o aperti al pubblico con una legge ad hoc o inserendo una specifica alla legge 152/75.
7. Difendere i confini esterni e monitorare quelli interni all’Unione Europea, fermando i continui e incontrollati flussi migratori (solo il 5% ha diritto allo stato di rifugiato) che alimentano caos, insicurezza ed illegalità con un blocco navale al largo delle coste della Libia.
8. tutelare e valorizzare le nostre radici giudaico-cristiane, fondamento stesso della nostra civiltà.

Questi sono solo alcuni punti fondamentali ma l’elenco potrebbe continuare ancora. Quando si sveglieranno i nostri governanti? Quando capiranno che ci è stata dichiarata guerra, che siamo in guerra e che alla guerra bisogna combattere, difendersi?

Ricordate Bakary Marong, il ventiduenne originario del Gambia, che il 31 agosto scorso ai Giardini dell’Arena ha aggredito due agenti al grido “Allah Akbar”? Lo stesso farabutto che soltanto 10 giorni dopo, il 9 settembre, fregandosene del divieto di dimora in Veneto, si è scagliato contro altri due agenti in Corso del Popolo? Ebbene, dopo una prima condanna a 1 anno e 2 mesi, di cui non ha scontato neanche un giorno in carcere, è stato nuovamente condannato a 7 mesi e finalmente messo dietro le sbarre…ma per quanto? Probabilmente per qualche giorno, qualche settimana al massimo e poi tornerà a delinquere come nulla fosse. E volete sapere qual è la cosa “comica” (ovviamente si fa per dire)? Non può essere espulso dall’Italia in quanto “RICHIEDENTE ASILO”! Nonostante la commissione territoriale abbia già bocciato la sua domanda, il giovane africano ha presentato ricorso e, in attesa della risposta, è a piedi libero. Ci chiediamo e vi chiediamo: che altro deve fare questo DELINQUENTE già accusato di spaccio, resistenza e lesioni aggravate a Pubblico Ufficiale, istigazione al terrorismo e violazione del divieto di dimora in Veneto, prima di essere sbattuto in galera a vita nel suo Paese d’origine?!

“VOLEVO UCCIDERE ANCORA”

Nessuna pietà, nessun rimorso. Dal suo letto d’ospedale, Sayfullo Saipov, l’attentatore islamico di New York, si sente vincitore. Neanche una parola di rammarico per le 8 vittime che ha falciato martedì pomeriggio, per i 15 feriti, per il dolore che ha causato a tante famiglie. Il suo unico dispiacere è di non aver fatto ancora più morti. “Ho pianificato l’attacco per mesi secondo le istruzioni dell’Isis, in nome del quale ho agito”. Che altro deve accadere prima che noi occidentali comprendiamo che non si tratta di squilibrati qualunque ma di lucidi e spietati assassini che ci massacrano ottemperando letteralmente ed integralmente a quanto prescritto nel Corano? Le nostre città sono blindate, viviamo costantemente nella paura di nuovi attentati e nonostante questo non reagiamo, non combattiamo. Quando avremo l’onestà intellettuale ed il coraggio di ammettere che Oriana Fallaci aveva ragione, che non si può separare il terrorismo islamico dalla religione che lo genera, che l’islam è incompatibile con la nostra civiltà?

ANCORA TERRORE IN FRANCIA E CANADA

Nella giornata di ieri sono stati perpetrati due vili attentati terroristici di matrice islamica in Francia e in Canada. All’interno della stazione ferroviaria Saint Charles di Marsiglia un terrorista ha accoltellato due donne al grido di “Allah akbar”. A Edmonton un altro terrorista ha prima accoltellato un poliziotto e poi, a bordo di un camion sventolante la bandiera dell’Isis, si è lanciato contro la folla ferendo quattro persone. Notizie che sono passate in sordina su giornali e televisioni. Guai abbassare la guardia, guai sottovalutare, guai voltare le spalle al nemico! Dobbiamo reagire, combattere, difenderci da chi vuole annientarci con la strategia del terrore. Un nemico che è in casa ed ha come complice il buonismo ed il politicamente (islamicamente) corretto di certa parte politica, cieca e sorda di fronte ad un pericolo reale.

Le nostre proposte per contrastare il terrorismo islamico non cambiamo. Per approfondire clicca qui. 

L’ONDATA MIGRATORIA SI “RADICALIZZA”

“Rischio di radicalizzazione”, “conquista della cristianità”, “pressante campagna intimidatoria”, “derive criminogene ed islamico-radicali dei migranti”, “possibile transito di estremisti in Europa attraverso la rotta libica”. Sono questi i principali passaggi della relazione annuale dell’intelligence italiana presentata ieri al Parlamento. In una sola parola “EURABIA”, la profezia di Oriana Fallaci di oltre 15 anni fa. Concetti che noi ribadiamo da tempo nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica e di provocare una reazione nella classe politica che ci governa e che finora ha preferito chiudere gli occhi ed illudersi che andasse tutto bene. Quante volte l’ex Ministro dell’Interno Alfano ha smentito che tra i “profughi” (per lo più clandestini) potessero nascondersi potenziali terroristi? Quante volte la Presidente della Camera Boldrini ha inneggiato all’accoglienza indiscriminata in nome di un umanitarismo (leggi: buonismo) che non ha alcuna ragion d’essere? Appellarci a questi personaggi è fiato sprecato, attendiamo fiduciosi che un nuovo Governo (legittimo!) assuma la guida del Paese e intervenga con forza sul fronte della sicurezza e della giustizia. Vogliamo mettere la parola fine a questo flusso interminabile e incontrollato di immigrati irregolari, vogliamo regole severe per i luoghi di culto islamici, vogliamo che le nostre radici giudaico-cristiane, fondamento stesso della nostra civiltà, vengano difese. Voi che ne pensate?

LE NOSTRE PROPOSTE CONTRO IL TERRORISMO ISLAMICO

Da anni gridiamo le nostre ragioni e difendiamo con forza l’eredità di Oriana Fallaci, profeta inascoltata. Continueremo a farlo, dai social alle piazze. Ecco alcune proposte di buonsenso per cercare di arginare la minaccia jihadista:

1. Emanare leggi speciali contro l’integralismo islamico con pene severe e certe.
2. Effettuare controlli capillari in tutte le realtà islamiche presenti sul territorio italiano ed europeo.
3. Realizzare un censimento dei luoghi di culto islamico (moschee regolari ed abusive, centri culturali islamici) e il relativo registro pubblico.
4. Creare un albo degli Imam con sottoscrizione di un protocollo di trasparenza.
5. Imporre l‘uso della lingua italiana nelle moschee.
6. Vietare l’uso del velo integrale islamico (burqa e niqab) nei luoghi pubblici e/o aperti al pubblico con una legge ad hoc o inserendo una specifica alla legge 152/75.
7. Difendere i confini esterni e monitorare quelli interni all’Unione Europea, fermando i continui e incontrollati flussi migratori (solo il 5% ha diritto allo stato di rifugiato) che alimentano caos, insicurezza ed illegalità con un blocco navale al largo delle coste della Libia.
8. tutelare e valorizzare le nostre radici giudaico-cristiane, fondamento stesso della nostra civiltà.

Questi sono solo alcuni punti fondamentali ma l’elenco potrebbe continuare ancora. Quando si sveglieranno i nostri governanti? Quando capiranno che ci è stata dichiarata guerra, che siamo in guerra e che alla guerra bisogna combattere, difendersi?

EUROPA: DA VITTIMA A COMPLICE DEL MOSTRO

12 morti e 48 feriti, molti dei quali in gravissime condizioni. Ancora sangue innocente. Stavolta l’odio islamico si è scatenato in un mercatino natalizio nel cuore di Berlino, dove un tir si è abbattuto a tutta velocità sulla folla, mietendo le sue vittime. Il presunto attentatore, un pakistano di 23 anni, aveva chiesto asilo in Germania come rifugiato. Che si tratti di un “soldato” dell’Isis o di un lupo solitario poco importa. Ciò che emerge è che il fanatismo non si ferma e che l’Europa da vittima è diventata complice del mostro. Piangere e pregare per le vittime è naturale e doveroso ma non ci si può limitare a questo. Occorre passare dalle parole ai fatti, riconoscere le origini del male nell’Islam, comprendere che ci è stata dichiarata guerra e che alla guerra bisogna combattere, difendersi! Il nemico è tra noi, ci studia, si apposta e colpisce. Ci odia senza pietà. Basta buonismo, basta ipocrisia! Se sarà accertato che l’attentatore era un richiedente asilo (e non è il primo caso, purtroppo) come potranno i governi europei voltarsi dall’altra parte e continuare con questa assurda accoglienza indiscriminata? Da anni ormai gridiamo le nostre ragioni e difendiamo con forza l’eredità di Oriana Fallaci, profeta inascoltata. Se anche tu, come noi, la pensi così, condividi il post! Svegliamo l’Italia e l’Europa dal torpore in cui versano, non arrendiamoci!

PADRE JACQUES, IL PRETE MESSO IN GINOCCHIO E SGOZZATO

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Si allarga la scia di odio e sangue in Europa. La guerra è qui, tra noi, su un treno, allo stadio, al tavolo di un ristorante, sul lungomare o in una chiesetta di campagna. Il nemico veste i nostri panni, abita nei nostri quartieri, parla la nostra lingua. Quanto accaduto ieri mattina a Saint-Etienne-du-Rouvray in Normandia, dove un prete è stato sgozzato in chiesa mentre celebrava la messa, conferma, per l’ennesima volta, la gravità della minaccia islamica. Una barbarie inedita in Occidente. Un nuovo martirio per mano dell’ISIS. E mentre l’Europa, la Chiesa e la maggior parte della Stampa bandiscono la parola “guerra” e considerano l’Islam come una religione di pace e amore, decine di innocenti muoiono con una cadenza sempre più sfrenata. È finito il tempo della parole e delle preghiere. Occorre reagire, combattere, difendersi. Da tempo noi ribadiamo inascoltati le nostre proposte e soluzioni. Continueremo a farlo, con sempre maggior forza, dai social alle piazze. Oriana Fallaci purtroppo non c’è più, ma noi continueremo a gridare: SVEGLIA, OCCIDENTE, SVEGLIA!

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