DIFENDIAMO LE NOSTRE TRADIZIONI! 

Il Natale si avvicina e come ogni anno scoppia la polemica sul presepe che sempre più presidi scelgono di abolire dalle scuole in nome della laicità dello Stato e del rispetto delle altre religioni. Rispettare gli studenti immigrati non cristiani, tuttavia, non può e non deve significare discriminare quelli cristiani. Rispettare le diversità non significa negare le differenze ma imparare a farle convivere in modo civile ed armonioso. Essere laici non significa essere anticristiani! La vera laicità include, non esclude, apre al confronto, non cancella culture, religioni, tradizioni ma ne valorizza il meglio. Il Natale è la festa che ricorda la nascita di Gesù Cristo, un evento storico che sta alla base della nostra civiltà, tant’è che contiamo gli anni a partire da esso. Fare il presepe in classe non impone a nessun bambino di convertirsi al cristianesimo. Il presepe è un simbolo di amore, di pace, di fratellanza che non solo non offende nessuno ma rappresenta le basi stesse della vera integrazione fondata sul rispetto reciproco. Chi arriva qui da Paesi lontani ha il diritto di preservare i propri usi e costumi, purché non contrastino con le nostre leggi, ma è anche tenuto a conoscere e a rispettare le tradizioni del Paese che lo ospita. Se non gli sta bene, può sempre tornare da dove è venuto! #difendiamolenostretradizioni

CONFERENZA “LA VERITÁ SULL’ISLAM: MAOMETTO RACCONTA SE STESSO”

Venerdì 24 novembre alle ore 20:45 vi aspettiamo alla Fornace Carotta (Via Siracusa, 61 – Padova) per la conferenza “La verità sull’Islam: Maometto racconta se stesso”, organizzata dal Movimento del Buonsenso.

Ospiti della serata: ROBERTO MARCATO (Assessore regionale Lega Nord), MARINA BUFFONI (Dirigente nazionale Fratelli d’Italia – AN) ed eccezionalmente MAGDI CRISTIANO ALLAM (giornalista, scrittore, politico) che con l’occasione presenterà il suo ultimo libro dal titolo “Maometto e il suo Allah”, uno straordinario approfondimento sul mondo islamico che offrirà lo spunto per trattare temi di strettissima attualità: dall’immigrazione incontrollata al terrorismo islamico, dallo ius soli alla difesa delle nostre radici giudaico-cristiane. A moderare il dibattito: ELISABETTA BEGGIO (Presidente Movimento del Buonsenso).

La serata si preannuncia dinamica ed interessante con la proiezione di immagini, video, grafici e articoli di giornale.

L’ingresso sarà libero e gratuito, ma considerata la grande partecipazione alle precedenti conferenze “Oriana Fallaci, il coraggio della verità” e “Grazie Oriana” VI CONSIGLIAMO DI RISERVARE IL VOSTRO POSTO in pochi semplici click sul nostro sito o inviando una mail a movimentodelbuonsenso@gmail.com oppure telefonando o scrivendo un messaggio su WhatsApp al numero +39 327 3744895.

RIPRESA? SÌ, MA SOLO PER I CENTRI COMMERCIALI!

Ripresa? Sì, ma solo per i centri commerciali! Tra il 2006 e il 2016 le vendite al dettaglio sono cresciute del 6,2% per la grande distribuzione organizzata mentre sono crollate del 13,1% per l’artigianato e i piccoli negozi di vicinato. Trend che si conferma anche nei primi 9 mesi di quest’anno. Del resto cosa possiamo aspettarci da un ministro dell’economia che non sa neanche quanto costa un litro di latte, un litro di benzina o la retta di un asilo nido? Bisogna cambiare rotta (e governo) quanto prima! Le nostre piccole realtà commerciali e artigianali locali, vero motore della nostra economia e del nostro benessere, vanno salvaguardate e sostenute con interventi concreti e non con i soliti slogan.

VERITÀ E BUGIE SULLA DISOCCUPAZIONE IN ITALIA

Non c’è riforma o incentivo che tenga. Tra il 2014, quando si è insediato il governo Renzi, e oggi, il tasso di disoccupazione italiano è sì diminuito, ma meno che nel resto dell’UE e dell’Eurozona. Con il risultato che il divario rispetto alla media dei Paesi del vecchio continente si è allargato anziché restringersi.

A febbraio 2014, infatti, il tasso di disoccupazione italiano si attestava al 13%, mentre la media dei 28 Paesi dell’UE era al 10,6% e quella dei 19 Paesi dell’Eurozona era al 11,9%. Il gap era dunque, rispettivamente, del 2,4% e del 1,1%.

A settembre 2017, invece, il tasso di disoccupazione in Italia era del 11,1%, mentre nell’UE del 7,5% e nell’Eurozona del 8,9%. La differenza era dunque, rispettivamente, del 3,6% (+33%) e del 2,2% (+100%).

Ma il dato ancor più sconvolgente emerge dal confronto tra i mesi già presi in esame e novembre 2011 (ultimo governo di centrodestra). Allora, nel pieno della crisi, il tasso di disoccupazione italiano era pari all’8,6% mentre quello dell’UE al 9,8% e quello dell’Eurozona al 10,3%. In altre parole la situazione del nostro Paese era migliore rispetto alla media europea, con un differenziale positivo rispettivamente del 1,2% e del 1,7%.

In questi giorni Renzi ha rivendicato il “merito” di aver portato l’Italia a questo punto. Siamo assolutamente d’accordo. Se siamo l’ultima ruota del carro in Europa lo dobbiamo a lui e al PD. Più che una rivendicazione però, ci sembra una confessione.

IMMIGRATI 10 VOLTE PIÙ PROPENSI ALLO STUPRO

Secondo il dossier diffuso dal Viminale, nel nostro Paese avvengono in media quasi 11 stupri al giorno, 4.000 all’anno. Solo nei primi 7 mesi del 2017 i casi di violenza sessuale denunciati sono stati 2.333, di cui 4 su 10 commessi da stranieri. Ciò che però nessuno sottolinea è l’incidenza di questi dati in rapporto alla popolazione: gli italiani residenti in Italia sono infatti 55 milioni (90%), mentre gli immigrati regolari sono 5 milioni, più circa un altro milione di irregolari (10%). In altre parole, dai numeri si evince che gli immigrati hanno una propensione allo stupro quasi dieci volte superiore a quella degli Italiani. NESSUNA GIUSTIFICAZIONE per questi bastardi, qualunque sia la loro nazionalità, semplicemente una lettura corretta e non parziale o buonista dei dati. #carcereavita

BARCELLONA, SANGUE INNOCENTE SULLE RAMBLAS

Torna il terrore in Spagna e stavolta colpisce uno dei luoghi simbolo di Barcellona, le Ramblas. 13 morti e decine di feriti. Un’intera città paralizzata per ore. Di fronte all’ennesimo vile attentato del terrorismo islamico dobbiamo consolidare la consapevolezza che siamo in guerra e che alla guerra bisogna combattere, come direbbe Oriana Fallaci. Una preghiera per le vittime è d’obbligo in queste circostanze ma non basta. Dobbiamo reagire, contrattaccare, stanare questi mostri e annientarli ovunque si trovino. Non dobbiamo essere noi ad avere paura, a temerli, ma loro. Difendiamo con fierezza le nostre radici giudaico-cristiane, la nostra identità, la nostra storia, i valori di libertà e democrazia che abbiamo conquistato nei secoli. Negli ultimi anni ci siamo appellati inutilmente a questo governo abusivo, cieco, autoreferenziale, guidato da una banda di incapaci, privo di autorevolezza in Europa. Non lo faremo più. La prossima primavera abbiamo la possibilità di mandarli a casa e cambiare finalmente rotta su temi caldi quali immigrazione e terrorismo. E non solo. Dopo la sconfitta di Padova, non perdiamo anche questa occasione. Il voto di ognuno di noi è prezioso e determinante. Non dimentichiamolo mai.

La nostra posizione e le nostre proposte contro il terrorismo islamico non cambiano.

ABBATTIAMO I MURI. SÌ, QUELLI DEL BUONISMO E DELL’IPOCRISIA.

Dov’erano i perbenisti che ora si scandalizzano tanto per i provvedimenti di Trump sull’immigrazione quando ben 16 Paesi mussulmani (Algeria, Arabia Saudita, Bangladesh, Brunei, Emirati Arabi Uniti, Gibuti, Iran, Kuwait, Libano, Libia, Malesia, Pakistan, Siria, Somalia, Sudan e Yemen) vietavano (e continuano a vietare) l’ingresso nel proprio Paese a tutti i cittadini israeliani? Perché non hanno protestato con marce e fiaccolate? Perché etichettano come “razzista” il neo eletto Presidente degli USA e ignorano spudoratamente il razzismo islamico verso gli ebrei? Nel mondo occidentale bisogna abbattere i muri, sono d’accordo. Cominciamo da quelli del buonismo e dell’ipocrisia eretti dalla sinistra e dai soliti radical chic dei salotti buoni che hanno ormai perso ogni contatto con la realtà. Trump ha messo al primo posto la sicurezza del suo popolo e la lotta all’estremismo islamico. Ha dimostrato di non aver dimenticato la lezione dell’11 settembre e di voler cambiare radicalmente la fallimentare politica estera del duo Obama-Clinton. Lo aveva promesso in campagna elettorale e lo sta mantenendo. Se in Italia e in Europa chi ci governa avesse lo stesso coraggio e lo stesso amore per la propria gente, forse non ci troveremmo in queste precarie condizioni e non subiremmo ogni giorno in silenzio la più grande opera di invasione e sottomissione mai vista.

È TEMPO DI REAGIRE

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Esprimiamo il nostro dolore e cordoglio per le vittime innocenti di Nizza. L’ennesima strage che si poteva evitare. 85 morti e quasi 200 feriti in nome di Allah. Le preghiere non bastano più, lo ribadiamo da tempo. Chi governa l’Italia e l’Europa deve rendersi conto, prima che sia troppo tardi, che la causa di questi attentati non è da cercarsi nel disagio sociale, nella povertà, nella follia di qualche squilibrato o nel desiderio di rivalsa contro l’occidente invasore. Il terrorismo attrae indistintamente ricchi e poveri, colti e ignoranti, arabi, nigeriani, tunisini, filippini, bengalesi, ceceni, ma anche europei e americani. Il denominatore comune a tutti è solo uno: l’integralismo islamico. Finché non si comprenderà questo concetto e si continuerà ad assolvere l’Islam, qualificandolo come una “religione di pace e di amore” e continuando a ripetere che i terroristi islamici non avrebbero nulla a che fare con la religione islamica, purtroppo avverranno altre stragi. Occorrono subito leggi speciali contro l’integralismo islamico e controlli capillari in tutte le realtà islamiche presenti sul territorio italiano ed europeo. Bisogna bloccare i flussi continui ed incontrollati di immigrazione, per lo più clandestina, che alimentano caos, insicurezza ed illegalità. Dobbiamo reagire, ci sono portatori di odio anche fra coloro che ospitiamo nelle nostre città. Vanno stanati, perseguiti, cacciati. È finito il tempo del buonismo e della tolleranza. Come scriveva Oriana Fallaci: “Siamo in guerra. E alla guerra bisogna combattere”.

CHE FINE HA FATTO IL SENSO CIVICO DEGLI ITALIANI?

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Abbiamo davvero pochi strumenti per esprimere il nostro pensiero. Uno di questi è il referendum. Le percentuali di votanti alla tornata odierna sono davvero scoraggianti. Avevamo la possibilità di dare un reale contributo al futuro dell’Italia, di incidere con un voto sulla nostra democrazia. Ce ne siamo bellamente fregati. Abbiamo preferito lasciare ad altri il compito di decidere per noi, abbiamo taciuto e abbiamo perso un’occasione per ricordare a chi governa questo Paese che esiste un popolo coscienzioso e capace di fare la differenza. Sono davvero indignata e amareggiata rispetto ai dati definitivi. Dati che urlano tutta la disaffezione alla politica e alla gestione della cosa pubblica. Peccato davvero non aver esercitato un diritto conquistato con tanta fatica!

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