STRANA IDEA DI INTEGRAZIONE

Ogni mese un autista o un controllore di BusItalia finisce al pronto soccorso per aver svolto il proprio dovere. Le aggressioni meno gravi e gli episodi di violenza verbale sarebbero addirittura quotidiani. È questo il modello di sicurezza e integrazione di Giordani e Lorenzoni?

CONTRATTO DI GOVERNO M5S-LEGA: LE PROPOSTE DI BUONSENSO CHE CONDIVIDIAMO

Sul contratto di governo M5S-Lega siamo sempre stati e continuiamo ad essere molto scettici, tuttavia non possiamo che concordare e sostenere alcuni punti snocciolati in questi giorni: dalla legittima difesa al superamento della legge Fornero, passando per il vincolo di mandato, la lotta al gioco d’azzardo, il registro degli Imam, il controllo e la chiusura immediata di tutte le associazioni islamiche radicali e delle moschee abusive presenti sul suolo nazionale. Bene anche l’eliminazione delle accise anacronistiche sui carburanti come quelle per la guerra d’Etiopia (combattuta oltre 80 anni fa!) o per la crisi di Suez del 1956 che porterebbe ad un riduzione del prezzo della benzina di oltre 20 centesimi. Forse ancora poco ma pur sempre un inizio! Restano invece ancora fumose le politiche migratorie del futuro governo e il destino della Flat Tax, due temi per noi imprescindibili e sui quali auspichiamo si trovi presto un accordo. Infine un monito ai due leader: scongiurare l’aumento dell’IVA al 25% e cambiare la legge elettorale siano una priorità! Tornare alle urne con l’attuale sistema sarebbe un insulto alla Democrazia e al popolo italiano.

FESTA DEL LAVORO

La festa di oggi non sia solo l’occasione per fare la solita retorica sull’importanza del lavoro e sui diritti dei lavoratori, ma un’opportunità per riflettere sulle azioni indispensabili per rilanciare l’occupazione. Incentivi alle imprese che investono nel nostro Paese, drastica riduzione delle tasse, ‪Flat Tax‬, snellimento della burocrazia, accesso al credito, liberalizzazioni. Questi alcuni punti chiave per ripartire, per fare del primo maggio un giorno di speranza e non il funerale del lavoro. Un pensiero commosso a tutti quegli imprenditori che, schiacciati dalla crisi e abbandonati dallo Stato, non ci sono più e a quelli che nonostante tutto non delocalizzano. Un pensiero anche a tutti i giovani che non si arrendono al precariato, a chi combatte ogni giorno per vivere dignitosamente, a tutti i padovani, i veneti, gli italiani che non perdono la speranza di trovare lavoro.

L’ANALISI DEL VOTO DEL NOSTRO SOCIO ED AMICO MAGDI CRISTIANO ALLAM

Nonostante la straordinaria partecipazione degli italiani alle urne, è un’Italia paralizzata al buio quella che che emerge dalle elezioni politiche. Quattro sono i risultati certi: il Movimento 5 Stelle è il primo partito con oltre il 30% dei consensi; il Centrodestra è la prima coalizione con la Lega che ha abbondantemente superato Forza Italia; il Partito Democratico, erede del Partito Comunista, è crollato ai minimi storici; non esiste una maggioranza di governo plausibile in seno al nuovo Parlamento.
Per avere la maggioranza servono 316 deputati alla Camera e 158 senatori al Senato. Questa maggioranza sarebbe possibile in tre casi: un governo tra Movimento 5 Stelle, Centrosinistra e Liberi e Uguali; un governo tra Movimento 5 Stelle, Lega e Fratelli d’Italia; un governo “tecnico” o “di scopo”, sostenuto dal Centrosinistra, Liberi e Uguali, Forza Italia, con l’astensione del Movimento 5 Stelle, Lega e Fratelli d’Italia. Quest’ultima ipotesi è quella più credibile e che sarebbe più accettabile dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, esponente del Partito Democratico.
Il prossimo governo “tecnico” o “di scopo” avrà come finalità l’approvazione dell’ennesimo sistema elettorale che dovrebbe finalmente garantire la governabilità. A traghettare questa Italia sempre più decadente, impoverita e anziana, sarà verosilmente l’attuale Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e la stessa classe politica che dal 16 novembre 2011, con la regia di Giorgio Napolitano e l’opera di Mario Monti, ha attuato un colpo di stato finanziario e sottomesso gli italiani a una dittatura finanziaria con quattro governi designati.
Che cosa ci aspetta per il futuro prossimo? La prospettiva verso cui vorrebbero relegarci è un governo del Movimento 5 Stelle sostenuto dalla Sinistra. Ebbene è ora che gli italiani conoscano la verità sul Movimento 5 Stelle, che al di là delle facce ingenue e degli spiriti vergini, è la creatura di maggior successo della grande finanza speculativa globalizzata. L’idolatria della Rete, che si sostanzia nel concepire la Rete come il fulcro della politica, della società e della vita stessa, sostenendo che tutto è vero e legittimo solo se è avallato dalla Rete, costituisce la condizione fondamentale per completare l’imposizione della dittatura finanziaria. In un contesto dove il 95% delle transazioni finanziarie avviene tramite denaro virtuale e solo il 5% in contante, per eliminare definitivamente il contante al fine di rendere tracciabile tutte le transazioni finanziarie, è necessario digitalizzare l’insieme delle attività che in un modo o nell’altro abbiano una valenza finanziaria. Ebbene in Italia il Movimento 5 Stelle è il soggetto politico che promuove l’idolatria della Rete e la digitalizzazione dell’insieme delle attività pubbliche. Affidando questo obiettivo a dei giovani di scarsa cultura ma assetati di potere, il Movimento 5 Stelle è riuscito ad affascinare e raggirare tanti giovani e più in generale tanti contestatori e vittime di questa dittatura finanziaria, promettendo loro il “reddito di cittadinanza”, cioè soldi regalati a chi non ne ha sottraendoli a chi ne ha troppi. Il Movimento 5 Stelle ha ridotto la politica ad una applicazione di gioco di società da scaricare in Internet, con cui divertirsi sul proprio telefonino e, nel caso di vittoria, a un seggio in Parlamento o altra assise istituzionale a condizione di limitarsi ad attuare le direttive decise in seno alla Rete. La grande finanza speculativa globalizzata ha così creato un esercito di utili idioti asserviti al suo potere. Luigi Di Maio emerge come il Macron d’Italia, con la differenza che mentre il Macron di Francia è un dirigente finanziario, benestante e competente, il nostro Di Maio è nullafacente, nullatenente, nullacompetente, insomma una nullità assoluta.
Cari amici, la nostra amata Italia rischia di essere del tutto fagocitata dalla dittatura finanziaria, globalista, eurocratica, statalista, magistrocratica, partitocratica, relativista, mediatica, informatica, immigrazionista e islamofila. Dobbiamo mobilitarci sul fronte culturale per acquisire e diffondere informazione corretta, mobilitare il maggior numero possibile di italiani consapevoli, fieri e determinati, operare concretamente per passare dalla menzogna alla verità, dalla denuncia alla proposta, dalle parole ai fatti. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

UNO STATO CHE “SFRATTA” GLI ITALIANI PER FARE POSTO AGLI IMMIGRATI È GIÀ FALLITO

Oggi sono stata ospite della trasmissione “Rosso&Nero” su Telenuovo. Si è discusso di immigrazione a seguito della proposta del ministro Minniti che di fatto creerebbe una disparità ancor maggiore tra i presunti profughi e gli italiani in difficoltà. L’ANCI, che di certo non è un’associazione di destra, ha espresso molte perplessità in merito. Da un lato ci sono i sempre più numerosi connazionali che vengono sfrattati o che subiscono pignoramenti dopo aver perso il lavoro e si ritrovano magari a vivere con la famiglia in macchina; dall’altro ci sono i richiedenti asilo che invece avrebbero dei trattamenti ben diversi: dall’assegnazione abitativa (case popolari, appartamenti privati, hotel, ecc…) all’inserimento nel mondo del lavoro, “qualora lo volessero”. Già, perché pare che ai profughi non sia esplicitamente richiesto di lavorare, quando a noi italiani anche solo per avere un prestito ci chiedono garanzie su garanzie. Bene che imparino la lingua, che si adeguino ai nostri usi e costumi e che rispettino le nostre leggi, come prevede il progetto, ma ben sappiamo che la maggior parte di queste persone non vuole integrarsi o simula l’integrazione, come nel caso degli immigrati di religione islamica che restano fedeli unicamente alla sharia, la legge coranica. Si è parlato anche del Papa che, in barba alla separazione tra Stato e Chiesa, è impegnato a fare una politica palesemente di sinistra continuando ad incitare all’accoglienza indiscriminata. Pensate che in questi giorni ha convocato in vaticano i sindaci italiani per parlare proprio di questo argomento. Nel mio intervento ho sottolineato che per ciascun presunto profugo lo Stato spende ben 35 euro al giorno, più di 1.000 euro al mese, mentre molti (troppi) pensionati italiani ricevono appena 500 / 700 euro e faticano ad arrivare alla fine del mese. Citando il Procuratore Nordio, c’è da chiedersi qual è il limite prima che questa vera e propria invasione distrugga il nostro tessuto sociale già fortemente compromesso. La misura è colma ormai da molto tempo, quando lo capirà anche il PD?

L’EUTANASIA DI UN PAESE

Il signor Renzi e la Boldrina stanno facendo un passo indietro. Dicono che i migranti vanno aiutati a casa loro. Maddai, che siano stati fulminati sulla via di Damasco? O forse il risultato delle scorse amministrative che ha visto vincere quasi ovunque il centrodestra e l’avvicinarsi delle prossime elezioni politiche gli ha fatto un po’ tremare i polsi? Qui la misura è colma da tempo. L’Italia scoppia letteralmente. Fa una rabbia cieca vedere cotanti bellimbusti scorrazzare per le nostre città, smartphone alla mano, bei vestiti, scarpe firmate, vistose catene d’oro, bicicletta, muscoli esibiti con fierezza e sfrontatezza da vendere. Sigarette pagate, ricarica telefonica pure, vitto e alloggio assicurati e confortevoli tetti sulla testa. Ciondolano tutto il giorno, li vediamo tutti, radunati in capannelli mentre confabulano, si battono il cinque e ridono alle nostre spalle. Abbiamo pensionati che faticano a campare, i terremotati di Amatrice che vivono all’addiaccio, sempre più famiglie che si avvicinano alla soglia di povertà, giovani senza lavoro che non hanno un futuro. Eh, ma i migranti ci servono per pagare le nostre pensioni! Questo è il ritornello. Davvero? Spacciando droga o ingrossando il racket della prostituzione? Ci costano 35 euro al giorno e sono migliaia e migliaia. C’è chi specula e si arricchisce sulle loro miserabili vite, promettendo ciò che non può dare. Serve davvero una svolta drastica, un cambio di rotta repentino da cui non si possa più fare marcia indietro. Chiudiamo tutto: porti, spiagge, approdi, lidi, coste. Blocco navale. Fermiamo questa invasione o per noi italiani sarà la fine demografica e non solo. Servono politiche per la famiglia, sane e competitive, serve rilanciare il lavoro, serve che l’economia riparta. E non saranno certo quei pochi disgraziati che finiscono a raccogliere pomodori che la faranno ripartire. Svegliatevi!

DIFENDIAMO IL CASTELLO DEL CATAJO

Abbiamo deciso di intervenire sulla scandalosa questione del mega centro commerciale che sta per essere costruito in faccia al Castello del Catajo, tra Due Carrare e Battaglia Terme. La più grande struttura di vendita della provincia di Padova e tra le più grandi del Veneto: ben 32.000 mq di negozi circondati da un’infinità di parcheggi. Speriamo vivamente ci sia ancora spazio di manovra per evitare questo vergognoso sfregio al paesaggio, alla storia, alla cultura e all’economia di un territorio meraviglioso come sono i Colli Euganei. Come sottolinea l’Ascom, il mega centro commerciale avrebbe effetti negativi, nell’immediato, sia sul consumo del suolo che sul commercio di vicinato e, nel medio, anche sull’occupazione visto che un nuovo posto di lavoro in un centro commerciale ne determina, nell’arco di 3-5 anni la perdita di 4 tra i dipendenti e titolari di piccoli negozi. Non un’opportunità, dunque, come la definisce qualcuno, ma solo profitti per le grandi multinazionali. Il Catajo si sta battendo con tutte le sue forze per contrastare questa follia ma potrebbero non bastare. Per questo c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Diffondiamo la notizia, sensibilizziamo i padovani sulla questione e mobilitiamoci per difendere e salvaguardare questo meraviglioso e magico luogo che da poco più di un anno è in fase di rinascita. Non abbiamo bisogno di altri centri commerciali. Una colata di cemento in faccia al Catajo non è buonsenso.

PADOVA, CAPITALE DEL TURISMO IN ITALIA

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È Padova, con un dato del +118%, a guidare la classifica delle prime 10 città d’arte italiane in cui si è registrata la maggior crescita di turisti negli ultimi 20 anni. Lo afferma una ricerca sul turismo nelle città d’arte, dal 1995 al 2015, presentata martedì a Roma dal Centro Studi Turistici di Firenze. Dopo Padova, nelle 10 migliori performance figura Venezia (+110%), seguita da Roma (+106%), Napoli (+100%), Torino (+77%), un altro capoluogo veneto, Verona (+65%), quindi Bologna (+53%), Pisa (+49%), Firenze (+43%) e Siena (+27%). Un primato, quello padovano, che ci riempie di soddisfazione, ma che non deve essere interpretato come un punto di arrivo bensì come un incoraggiamento a fare ancora di più. Trasformiamo i numerosi arrivi in presenze. Presenze che rappresentano un volano importante per far ripartire l’economia cittadina. Il turismo, infatti, soprattutto in tempo di crisi, è una risorsa straordinaria in grado di portare ricadute positive non solo per le strutture ricettive ma per tutti gli esercizi commerciali presenti in città. Più turisti, più lavoro, più assunzioni, più denaro che circola, più benessere per tutti. Ma come trattenere più a lungo i turisti a Padova? Come trasformare una visita frettolosa in qualcosa di più? Occorre innanzitutto pensare ad un modello innovativo e sinergico, in grado di coinvolgere e coordinare tutti gli attori presenti sul territorio. Incrementare gli investimenti e creare un nuovo brand per veicolare l’immagine della città nel Mondo. Oltre ai grandi poli attrattori, come la Cappella degli Scrovegni, l’Orto botanico, la Basilica del Santo, il Palazzo della Ragione, il Caffè Pedrocchi, dobbiamo svelare e valorizzare la Padova meno conosciuta, inedita. Organizzare grandi mostre, come quelle che da anni vengono realizzate a Cà dei Carraresi a Treviso o alla Basilica Palladiana di Vicenza. Rilanciare la Fiera, da anni in sofferenza, con nuove importanti manifestazioni a carattere nazionale ed internazionale. Piccoli e grandi eventi che se programmati e soprattutto comunicati in modo efficace, possono fare la differenza. Spazio anche per cartellonistica e innovazione: applicazioni digitali per coinvolgere i giovani e percorsi culturali, enogastronomici e cicloturistici riconoscibili e coerenti. Non solo: occorre vigilare sulle aperture di nuove strutture ricettive e sconfiggere le degenerazione della cosiddetta sharing economy nel turismo, come ad esempio il caso di Airbnb. L’obiettivo deve essere “emozionare”. La pubblicità più funzionale e d’impatto per la città, infatti, è il passa parola dei turisti, che ritornati nei rispettivi Paesi di residenza raccontano l’esperienza vissuta. L’Amministrazione Comunale si sta muovendo proprio in questa direzione: dalla ristrutturazione dei padiglioni della Fiera, agli investimenti per il Parco delle Mura, dalla mostra sui dinosauri, a quelle dedicate a Donatello, Tintoretto e al Seicento veneto, passando per “Babele”, la nuova rassegna culturale diretta dal critico d’arte Vittorio Sgarbi; ma anche la riduzione, seppur ancora insufficiente, della tassa di soggiorno, la Discover Padova Card e la candidatura al riconoscimento di patrimonio dell’Unesco dei cicli pittorici del Trecento (da Giotto a Giusto de’ Menabuoi) e molto altro. Alcuni obiettivi sono già stati raggiunti, altri sono certa lo saranno negli anni a venire. Crediamoci!

Simonetta Fincato
Consigliere delegato al Turismo, Movimento del Buonsenso – Padova

CARNE CANCEROGENA? FACCIAMO CHIAREZZA.

Sbatti il mostro in prima pagina! È il turno della carne che, a detta dei giornalisti, risulterebbe cancerogena. Ebbene, per fare buona informazione, sarebbe utile sottolineare che lo studio dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) parla di consumi di carni considerevoli: 100 grammi al giorno di carne rossa e 50 grammi di insaccati. Quantità che hanno poco a che vedere con le abitudini alimentari degli italiani. Infatti, la cosiddetta “dieta mediterranea”, raccomandata da nutrizionisti e da oncologi, prevede il consumo di carne 2 / 3 volte alla settimana. Serve inoltre precisare che la cottura è la vera discriminante, poiché sono le eventuali parti bruciacchiate a risultare cancerogene. Insomma, tutto se esagerato fa male, ma ricordiamoci anche che un falso allarme può causare danni enormi ai produttori di carne e disorientare non poco i consumatori. In Italia il comparto della zootecnica da carne, un settore chiave del Made in Italy, vale da solo 32 miliardi di euro, un quinto dell’intero agroalimentare tricolore, e conta 180mila posti di lavoro. Padova è la quarta provincia del Veneto per produzione di carne, con oltre 1.250 stalle che danno lavoro a migliaia di persone. Gli operatori del settore prevedono una flessione a cascata del 30% e questo equivale a posti di lavoro a rischio. Le informazioni vanno valutate con attenzione: la qualità della carne nostrana non è neanche lontanamente paragonabile a quella di altri Paesi ed è al primo posto per sicurezza. Non confondiamo l’hot dog USA con soppresse e salami della nostra tradizione. Faccio quindi un appello alla buona informazione e condanno fortemente il sensazionalismo ad oltranza.

Elisabetta Beggio 
Presidente Movimento del Buonsenso – Padova
Consigliera Comunale – Lista Bitonci Sindaco‬

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