DURA LEX, SED LEX

Agli assessori Nalin e Benciolini, che protestano con i loro amici dei centri sociali contro il decreto sicurezza, vogliamo ricordare che la legge è uguale per tutti e che loro per prime, in quanto rappresentanti delle Istituzioni, dovrebbero dare il buon esempio e rispettarla. Basta prese di posizione ideologiche che incitano alla disobbedienza e vanno contro la volontà e gli interessi del popolo italiano! Accettino che i tempi dell’immigrazione incontrollata sono finiti e applichino le nuove norme senza cercare scappatoie oppure si dimettano!

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LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI

Ai Sindaci, tra cui quello di Padova Sergio Giordani, che si rifiutano di applicare il #decretosicurezza firmato dal Capo dello Stato, vogliamo ricordare che la legge è uguale per tutti e che loro per primi, in quanto rappresentanti delle Istituzioni, dovrebbero dare il buon esempio. Sì, perché condiviso o meno il #decretosalvini è legge e come tale va rispettata, anche dai “paladini” dell’immigrazione incontrollata. Basta prese di posizione ideologiche contra legem e contro la volontà e gli interessi del popolo italiano. #dimissioni

NO IUS SOLI, NÉ ORA NÉ MAI.

Lo ius soli ha distrutto l’identità nazionale di molti Stati europei, primo fra tutti la Francia, con le conseguenze che tutti noi conosciamo. La cittadinanza va meritata, conquistata, non può essere regalata o peggio svenduta per meri fini elettorali. Non si può diventare italiani per legge. Essere italiani significa appartenere a un popolo con cultura, storia, usi, costumi e tradizioni comuni. La sinistra ha una visione distorta dell’integrazione secondo la quale non sono gli immigrati a doversi adeguare alle leggi e alle usanze italiane, ma gli italiani a dover tollerare le usanze degli stranieri. In un momento storico caratterizzato da un’immigrazione fuori controllo, approvare una legge di questo tipo significa condannare a morte il nostro Paese. La storia è piena di esempi di antichi popoli e culture scomparsi a causa dell’invasione incontrollata di altri e ciò deve esserci di insegnamento. Un conto è accogliere chi fugge dalla guerra (5%), un altro spalancare le porte a tutta l’Africa e riconoscergli diritti prima ancora che doveri. Per queste ragioni il Movimento del Buonsenso dice NO allo ius soli e, qualora fosse approvato dalla maggioranza abusiva che occupa il Parlamento italiano, sosterrà qualunque raccolta firme per chiedere un referendum abrogativo.

REGOLAMENTARE I LUOGHI DI CULTO NON È DISCRIMINAZIONE

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I giudici della Consulta bocciano la legge regionale della Lombardia che prevedeva una stretta sulla realizzazione di nuove moschee e non solo. Incassata la bocciatura dalla Corte Costituzionale, la giunta Maroni annuncia un nuovo testo per regolare la costruzione di luoghi di culto dopo che avrà letto le motivazioni della Consulta, attese nelle prossime settimane. Ma che cosa prevedeva esattamente la legge? Ecco una sintesi: rispetto per il paesaggio lombardo; autorizzazioni sottoposte a Consulta regionale; referendum consultivo del Comune interessato; distanza minima da altri luoghi di culto; superficie destinata a parcheggi (2 volte quella dell’edificio); impianti di videosorveglianza obbligatori collegati con le Forze dell’Ordine. Insomma, regole di buonsenso, valide per tutte le confessioni religiose. Non c’è nessuna volontà di discriminare, dunque, bensì di tutelare il territorio e la sicurezza dei cittadini. In questi anni, infatti, la proliferazione di moschee nel nostro Paese è avvenuta senza alcun controllo, se non, speriamo, dell’intelligence. Un far west che non è più tollerabile, in particolar modo dopo i drammatici fatti di Parigi e di Colonia e la tesissima situazione internazionale. Occorre regolamentare una volta per tutte la presenza di moschee in Italia ed arginare e prevenire fenomeni di proselitismo e terrorismo. Come? In primo luogo esportando la sopracitata legge lombarda in tutta Italia, poi, realizzando un censimento dei luoghi di culto e delle associazioni religiose presenti sul territorio nazionale. Non solo: è indispensabile creare un albo degli Imam con sottoscrizione di un protocollo di trasparenza, imporre l’uso della lingua italiana nelle moschee ed intensificare i controlli. Dobbiamo dire basta alla miopia ideologica e al finto buonismo progressista italiano ed europeo di sinistra che in questi anni ha contribuito a trasformare l’Europa in terra fertile per tutti coloro che vogliono venire a predicare l’odio fondamentalista islamico.

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