MORETTI SENZA VERGOGNA

Davvero indecente la proposta di coprire i simboli religiosi nei cimiteri per non urtare la sensibilità di chi professa altre religioni o è ateo. Un progetto che offende e mortifica la nostra identità culturale, fondata sulla tradizione classica e giudaico-cristiana. Il rispetto per le altre culture non può e non deve in alcun modo corrispondere alla negazione della nostra altrimenti rischia di trasformarsi in sottomissione. Essere laici non significa essere anticristiani! La presenza di un crocifisso non offende nessuno, né tanto meno viola la libertà di culto. Si tratta semplicemente di un’importante testimonianza della nostra storia millenaria.

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L’ONDATA MIGRATORIA SI “RADICALIZZA”

“Rischio di radicalizzazione”, “conquista della cristianità”, “pressante campagna intimidatoria”, “derive criminogene ed islamico-radicali dei migranti”, “possibile transito di estremisti in Europa attraverso la rotta libica”. Sono questi i principali passaggi della relazione annuale dell’intelligence italiana presentata ieri al Parlamento. In una sola parola “EURABIA”, la profezia di Oriana Fallaci di oltre 15 anni fa. Concetti che noi ribadiamo da tempo nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica e di provocare una reazione nella classe politica che ci governa e che finora ha preferito chiudere gli occhi ed illudersi che andasse tutto bene. Quante volte l’ex Ministro dell’Interno Alfano ha smentito che tra i “profughi” (per lo più clandestini) potessero nascondersi potenziali terroristi? Quante volte la Presidente della Camera Boldrini ha inneggiato all’accoglienza indiscriminata in nome di un umanitarismo (leggi: buonismo) che non ha alcuna ragion d’essere? Appellarci a questi personaggi è fiato sprecato, attendiamo fiduciosi che un nuovo Governo (legittimo!) assuma la guida del Paese e intervenga con forza sul fronte della sicurezza e della giustizia. Vogliamo mettere la parola fine a questo flusso interminabile e incontrollato di immigrati irregolari, vogliamo regole severe per i luoghi di culto islamici, vogliamo che le nostre radici giudaico-cristiane, fondamento stesso della nostra civiltà, vengano difese. Voi che ne pensate?

REGOLE DI BUONSENSO PER I LUOGHI DI CULTO

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Si è conclusa ieri in tarda serata con 30 voti favorevoli, 8 contrari e un astenuto la “maratona” per l’approvazione della legge che disciplina la realizzazione o attivazione di nuovi luoghi di culto in Veneto. Introdotti vincoli urbanistici e linguistici sullo stile della Lombardia. Insomma, regole di buonsenso, valide per tutte le confessioni religiose. Non c’è nessuna volontà di discriminare, dunque, bensì di tutelare il territorio e la sicurezza dei cittadini. In questi anni, infatti, la proliferazione di moschee nel nostro Paese è avvenuta senza alcun controllo, se non, speriamo, dell’intelligence. Un far west che non è più tollerabile, in particolar modo dopo i drammatici fatti di Parigi e di Colonia e la tesissima situazione internazionale. Lo abbiamo già detto ma lo ribadiamo: occorre regolamentare una volta per tutte la presenza di moschee in Italia ed arginare e prevenire fenomeni di proselitismo e terrorismo. Non solo: dobbiamo dire basta alla miopia ideologica e al finto buonismo progressista italiano ed europeo di sinistra che in questi anni ha contribuito a trasformare l’Europa in terra fertile per tutti coloro che vogliono venire a predicare l’odio fondamentalista islamico. Regole e controlli, ecco le parole chiave.

REGOLAMENTARE I LUOGHI DI CULTO NON È DISCRIMINAZIONE

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I giudici della Consulta bocciano la legge regionale della Lombardia che prevedeva una stretta sulla realizzazione di nuove moschee e non solo. Incassata la bocciatura dalla Corte Costituzionale, la giunta Maroni annuncia un nuovo testo per regolare la costruzione di luoghi di culto dopo che avrà letto le motivazioni della Consulta, attese nelle prossime settimane. Ma che cosa prevedeva esattamente la legge? Ecco una sintesi: rispetto per il paesaggio lombardo; autorizzazioni sottoposte a Consulta regionale; referendum consultivo del Comune interessato; distanza minima da altri luoghi di culto; superficie destinata a parcheggi (2 volte quella dell’edificio); impianti di videosorveglianza obbligatori collegati con le Forze dell’Ordine. Insomma, regole di buonsenso, valide per tutte le confessioni religiose. Non c’è nessuna volontà di discriminare, dunque, bensì di tutelare il territorio e la sicurezza dei cittadini. In questi anni, infatti, la proliferazione di moschee nel nostro Paese è avvenuta senza alcun controllo, se non, speriamo, dell’intelligence. Un far west che non è più tollerabile, in particolar modo dopo i drammatici fatti di Parigi e di Colonia e la tesissima situazione internazionale. Occorre regolamentare una volta per tutte la presenza di moschee in Italia ed arginare e prevenire fenomeni di proselitismo e terrorismo. Come? In primo luogo esportando la sopracitata legge lombarda in tutta Italia, poi, realizzando un censimento dei luoghi di culto e delle associazioni religiose presenti sul territorio nazionale. Non solo: è indispensabile creare un albo degli Imam con sottoscrizione di un protocollo di trasparenza, imporre l’uso della lingua italiana nelle moschee ed intensificare i controlli. Dobbiamo dire basta alla miopia ideologica e al finto buonismo progressista italiano ed europeo di sinistra che in questi anni ha contribuito a trasformare l’Europa in terra fertile per tutti coloro che vogliono venire a predicare l’odio fondamentalista islamico.

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