IL DECRETO SICUREZZA È LEGGE

Esprimiamo la nostra soddisfazione per l’approvazione di ieri alla Camera del dl sicurezza con 396 sì (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e gran parte del M5S) e 99 no (PD e sinistra). Ora il decreto è ufficialmente legge. Ecco le principali novità.

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CONTRATTO DI GOVERNO M5S-LEGA: LE PROPOSTE DI BUONSENSO CHE CONDIVIDIAMO

Sul contratto di governo M5S-Lega siamo sempre stati e continuiamo ad essere molto scettici, tuttavia non possiamo che concordare e sostenere alcuni punti snocciolati in questi giorni: dalla legittima difesa al superamento della legge Fornero, passando per il vincolo di mandato, la lotta al gioco d’azzardo, il registro degli Imam, il controllo e la chiusura immediata di tutte le associazioni islamiche radicali e delle moschee abusive presenti sul suolo nazionale. Bene anche l’eliminazione delle accise anacronistiche sui carburanti come quelle per la guerra d’Etiopia (combattuta oltre 80 anni fa!) o per la crisi di Suez del 1956 che porterebbe ad un riduzione del prezzo della benzina di oltre 20 centesimi. Forse ancora poco ma pur sempre un inizio! Restano invece ancora fumose le politiche migratorie del futuro governo e il destino della Flat Tax, due temi per noi imprescindibili e sui quali auspichiamo si trovi presto un accordo. Infine un monito ai due leader: scongiurare l’aumento dell’IVA al 25% e cambiare la legge elettorale siano una priorità! Tornare alle urne con l’attuale sistema sarebbe un insulto alla Democrazia e al popolo italiano.

L’ANALISI DEL VOTO DEL NOSTRO SOCIO ED AMICO MAGDI CRISTIANO ALLAM

Nonostante la straordinaria partecipazione degli italiani alle urne, è un’Italia paralizzata al buio quella che che emerge dalle elezioni politiche. Quattro sono i risultati certi: il Movimento 5 Stelle è il primo partito con oltre il 30% dei consensi; il Centrodestra è la prima coalizione con la Lega che ha abbondantemente superato Forza Italia; il Partito Democratico, erede del Partito Comunista, è crollato ai minimi storici; non esiste una maggioranza di governo plausibile in seno al nuovo Parlamento.
Per avere la maggioranza servono 316 deputati alla Camera e 158 senatori al Senato. Questa maggioranza sarebbe possibile in tre casi: un governo tra Movimento 5 Stelle, Centrosinistra e Liberi e Uguali; un governo tra Movimento 5 Stelle, Lega e Fratelli d’Italia; un governo “tecnico” o “di scopo”, sostenuto dal Centrosinistra, Liberi e Uguali, Forza Italia, con l’astensione del Movimento 5 Stelle, Lega e Fratelli d’Italia. Quest’ultima ipotesi è quella più credibile e che sarebbe più accettabile dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, esponente del Partito Democratico.
Il prossimo governo “tecnico” o “di scopo” avrà come finalità l’approvazione dell’ennesimo sistema elettorale che dovrebbe finalmente garantire la governabilità. A traghettare questa Italia sempre più decadente, impoverita e anziana, sarà verosilmente l’attuale Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e la stessa classe politica che dal 16 novembre 2011, con la regia di Giorgio Napolitano e l’opera di Mario Monti, ha attuato un colpo di stato finanziario e sottomesso gli italiani a una dittatura finanziaria con quattro governi designati.
Che cosa ci aspetta per il futuro prossimo? La prospettiva verso cui vorrebbero relegarci è un governo del Movimento 5 Stelle sostenuto dalla Sinistra. Ebbene è ora che gli italiani conoscano la verità sul Movimento 5 Stelle, che al di là delle facce ingenue e degli spiriti vergini, è la creatura di maggior successo della grande finanza speculativa globalizzata. L’idolatria della Rete, che si sostanzia nel concepire la Rete come il fulcro della politica, della società e della vita stessa, sostenendo che tutto è vero e legittimo solo se è avallato dalla Rete, costituisce la condizione fondamentale per completare l’imposizione della dittatura finanziaria. In un contesto dove il 95% delle transazioni finanziarie avviene tramite denaro virtuale e solo il 5% in contante, per eliminare definitivamente il contante al fine di rendere tracciabile tutte le transazioni finanziarie, è necessario digitalizzare l’insieme delle attività che in un modo o nell’altro abbiano una valenza finanziaria. Ebbene in Italia il Movimento 5 Stelle è il soggetto politico che promuove l’idolatria della Rete e la digitalizzazione dell’insieme delle attività pubbliche. Affidando questo obiettivo a dei giovani di scarsa cultura ma assetati di potere, il Movimento 5 Stelle è riuscito ad affascinare e raggirare tanti giovani e più in generale tanti contestatori e vittime di questa dittatura finanziaria, promettendo loro il “reddito di cittadinanza”, cioè soldi regalati a chi non ne ha sottraendoli a chi ne ha troppi. Il Movimento 5 Stelle ha ridotto la politica ad una applicazione di gioco di società da scaricare in Internet, con cui divertirsi sul proprio telefonino e, nel caso di vittoria, a un seggio in Parlamento o altra assise istituzionale a condizione di limitarsi ad attuare le direttive decise in seno alla Rete. La grande finanza speculativa globalizzata ha così creato un esercito di utili idioti asserviti al suo potere. Luigi Di Maio emerge come il Macron d’Italia, con la differenza che mentre il Macron di Francia è un dirigente finanziario, benestante e competente, il nostro Di Maio è nullafacente, nullatenente, nullacompetente, insomma una nullità assoluta.
Cari amici, la nostra amata Italia rischia di essere del tutto fagocitata dalla dittatura finanziaria, globalista, eurocratica, statalista, magistrocratica, partitocratica, relativista, mediatica, informatica, immigrazionista e islamofila. Dobbiamo mobilitarci sul fronte culturale per acquisire e diffondere informazione corretta, mobilitare il maggior numero possibile di italiani consapevoli, fieri e determinati, operare concretamente per passare dalla menzogna alla verità, dalla denuncia alla proposta, dalle parole ai fatti. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

SONDAGGIO ELEZIONI POLITICHE 2018

ONESTÀ, ONESTÀ, ONESTÀ

Assordante il silenzio del candidato premier e leader grillino Di Maio in merito alle vergognose istruzioni del responsabile alla comunicazione del M5S Veneto. Una campagna del fango per screditare gli avversari e guadagnare consensi facili. Un esempio pessimo, oltre che meschino, di lotta politica che di certo non ci si aspettava da chi fino a ieri gridava in piazza: “onestà, onestà, onestà”! Per noi la buona politica è altro e si fonda sui programmi, sulle persone, sull’ascolto del territorio. #vergogna

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