VIA I PARCHEGGIATORI ABUSIVI DALL’OSPEDALE!

Chiediamo al sindaco Sergio Giordani, che ricordiamo avere la delega alla sicurezza, di prendere provvedimenti urgenti per stroncare la presenza dei parcheggiatori abusivi nigeriani e senegalesi, con tutta probabilità clandestini, che da fin troppo tempo infestano via Ospedale civile e via San Massimo. È assolutamente inaccettabile che chi si reca al nosocomio per delle cure o per far visita ad un familiare sia di fatto costretto, oltre a pagare la sosta, a versare l’obolo a questi “signori”, come se fosse un fatto normale. Molti cittadini, come noi, si ribellano e parcheggiano altrove, altri sbuffano ma poi si piegano a questo vero e proprio racket per evitare ritorsioni sull’auto, altri ancora, invece, come riporta Il Gazzettino di oggi, si dicono soddisfatti del servizio reso dagli africani e addirittura prenotano il posto il giorno prima, rendendosi così complici e alimentando questo business illegale. Occorre abbattere questa piaga sociale prima che si diffonda e diventi una vera e propria emergenza come a Napoli, dove si contano oltre 400 zone tra città e provincia in mano ai parcheggiatori abusivi. Il tempo degli annunci e degli slogan è finito! #difendiamolalegalità

NEANCHE LA MIMETICA LI FERMA. RIVOLTA DI IMMIGRATI A NAPOLI.

Quanto accaduto ieri in via Firenze nel centro di Napoli è gravissimo. Una pattuglia di militari impegnati nell’operazione “Strade sicure”, dopo aver fermato un giovane straniero per un controllo, è stata accerchiata e aggredita da decine di cosiddette “risorse”. Momenti di tensione e paura documentati da un video che ha fatto il giro del web. Una scena da Far West che i residenti e i commercianti del quartiere Vasto, riuniti nell’omonimo comitato, hanno dichiarato essere ormai all’ordine del giorno. La verità, come ci testimonia l’amico Magdi Cristiano Allam, è che i soldati sono stati costretti a subire l’aggressione perché il regolamento non consente loro di usare le armi in dotazione, che sono armi da guerra e quindi inadeguate all’attività di repressione dei tumulti o di arresto di singoli criminali. Secondo il regolamento i soldati dovrebbero fermare il sospettato e poi chiamare la polizia o i carabinieri ed affidarlo a loro. Tutto ciò ovviamente non è stato possibile nei pochi minuti in cui si è consumata la rivolta di ieri. L’aggressione ai soldati è l’aggressione ad uno Stato che ha scelto di non difendersi e di subire. Bisogna chiudere le frontiere, lo ribadiamo da sempre, e attribuire alle forze armate, alle forze dell’ordine e ai sindaci più risorse e più poteri per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico. Soprattutto però serve una rivoluzione culturale. Basta buonismo! È tempo di usare il pugno di ferro! All’Arcella, il quartiere più multietnico di Padova, i casi di violenza sono ormai all’ordine del giorno. Ci sono rioni, come il Borgomagno, in cui gli immigrati sono quasi più degli italiani e il “nostro” nuovo sindaco (con delega alla sicurezza) che fa? Apre la nuova sede del vigili di quartiere due mezze giornate alla settimana! Incredibile! Ribelliamoci, mobilitiamoci a livello nazionale. Non permettiamo che anche a Padova o in altre città finisca come a Napoli!

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