IMMIGRAZIONE, LA STORIA INSEGNA

Secondo gli storici le principali cause della caduta dell’Impero Romano d’Occidente furono la scarsa natalità, l’immigrazione incontrollata, la crisi dei commerci, l’aumento delle tasse e la decadenza del mos maiorum (valori, costumi, tradizioni). In particolare, la sempre più massiccia presenza di stranieri non integrati fu decisiva. Un contesto socio-economico che, con i dovuti distinguo, ricorda molto quello attuale. Oggi, ci troviamo di fronte ad una scelta: accogliere tutti indiscriminatamente in nome di un multiculturalismo buonista e poco lungimirante oppure difendere i nostri confini e la nostra identità, governando i flussi migratori. E se è vero che “historia magistra vitae”, abbiamo già visto molti secoli fa dove porta la prima via.

ALCUNE PROPOSTE PER RILANCIARE LA NATALITÀ IN ITALIA

In Italia nascono sempre meno bambini, la popolazione invecchia e aumenta il numero degli stranieri. Invertire questo trend negativo deve essere una priorità per il nuovo governo. Cosa può fare la politica? Ad esempio istituire asili nido gratuiti e aperti fino a sera per tutto l’anno, azzerare l’IVA sui prodotti per la prima infanzia come i pannolini e il latte in polvere, incentivare le imprese che aprono asili nido aziendali e assumono neomamme, sostenere economicamente i genitori con assegni familiari per i primi anni di vita del bambino. Insomma, soluzioni concrete, efficaci, non l’ennesimo bonus-spot di 80 euro targato Renzi. In Italia si trovano i soldi per tutto e per tutti, ad iniziare dal primo immigrato clandestino che sbarca domani mattina, ma non per aiutare le giovani coppie a costruire una famiglia. Questo sistema va cambiato! Il rilancio dell’Italia parte anche da qui!

UNITI SI VINCE!

Il centrodestra si presenterà unito alle prossime elezioni con molti volti nuovi e un programma comune che va dall’abolizione della famigerata legge Fornero alla flat tax, dalla lotta all’immigrazione incontrollata alla difesa del Made in Italy, dal sostegno alla natalità all’adeguamento delle pensioni minime a 1.000 euro al mese, passando per un’importante revisione del sistema istituzionale in senso federale e presidenzialista. Proposte di BUONSENSO che condividiamo pienamente e che rientrano in un progetto molto più ampio ed articolato per rilanciare il Paese e liberarlo dall’oppressione fiscale, burocratica, giudiziaria e dagli ingiusti vincoli imposti dall’Unione Europea. #elezionipolitiche #4marzo #unitisivince

FERTILITY DAY? BASTA PAGLIACCIATE!

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113.300,00 euro. È quanto il Ministero della Salute ha speso per l’imbarazzante, offensiva, sessista ed ipocrita campagna #fertilityday. Un epic fail, un autogoal clamoroso del Ministro Lorenzin che con poche immagini e slogan ha insultato tutti: chi non può avere figli, chi ha deciso liberamente di non averne, chi per varie ragioni li ha avuti in tarda età. Sarebbe bastato chiedersi perché in Italia si fanno pochi figli e sempre più tardi per evitare questa figuraccia. L’attuale generazione di ventenni e trentenni vive in una precarietà tale che la maternità e la paternità non rientrano affatto fra le priorità. Come si può incitare i giovani a far figli, quando proprio ieri l’Istat ha diffuso un dato di disoccupazione giovanile che sfiora il 40%? Per promuovere la natalità servono politiche strutturali, soluzioni concrete, serie non di certo pagliacciate di questo tipo, né tanto meno l’ennesima mancia-spot di 80 euro targata Renzi. Istituire asili nido gratuiti ad esempio sarebbe un piccolo ma significativo passo avanti. In Italia si trovano i soldi per tutto e tutti, ad iniziare dal primo immigrato clandestino che sbarca domani mattina, ma non per aiutare i nostri figli a costruirsi una famiglia. Chissà se il “nostro” Presidente del Consiglio, tra uno sbarco e l’altro, troverà anche il tempo per occuparsi delle giovani coppie italiane e del loro futuro!

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