UN MEZZO DI TRASPORTO SUPERATO DALLA STORIA

Nel pomeriggio di ieri il tram è deragliato sul cavalcavia Borgomagno, non in corrispondenza di una curva o di uno “scambio” ma su un semplice rettilineo. Una circostanza preoccupante che dovrebbe far riflettere seriamente l’amministrazione sul futuro della mobilità cittadina. È davvero incomprensibile infatti l’ostinazione di Lorenzoni per un progetto impopolare, obsoleto e fortemente ideologico. Un progetto che presenta numerosi limiti e problematiche: dagli elevatissimi tempi e costi di costruzione, alle altrettanto esorbitanti spese per il trasporto e la manutenzione, senza contare il pericolo rotaie per i ciclisti e l’incompatibilità del mezzo con le rotonde che si tradurrebbe in più semafori, più traffico veicolare e conseguentemente più inquinamento. Siamo sempre più convinti che l’unica alternativa possibile siano gli autobus elettrici con corsie preferenziali, senza ulteriori rotaie. 

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LA FRETTA È CATTIVA CONSIGLIERA

Secondo quanto dichiarato da sindaco e vice solo qualche settimana fa sembrava che i fondi (56 milioni) per la realizzazione della nuova linea del tram fossero già stati stanziati in via definitiva dal governo e invece NO, per ottenerli la giunta dovrà presentare il progetto dettagliato e il cronoprogramma dei lavori ENTRO 90 GIORNI o saranno destinati altrove. Peccato che ad oggi non ci sia NULLA di certo: né il percorso, né la tipologia di mezzo, né il costo complessivo dell’opera, né soprattutto il parere favorevole dei padovani! La nostra posizione in merito è chiara: #notram, #norotaie! Siamo pronti a mobilitarci e a sostenere qualunque iniziativa popolare per evitare che altre zone di Padova vengano isolate e distrutte come già è avvenuto all’Arcella. Diamo la parola ai padovani con un REFERENDUM, basta imposizioni! PS. La fretta è cattiva consigliera!

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