NOVITÀ PER L’ANSA BORGOMAGNO

Novità per l’Ansa Borgomagno! Finalmente, a forza di insistere, il sindaco ha deciso di ripristinare l’ordinanza che vieta la vendita e il consumo di cibi e bevande, da mezzanotte alle 6, ai circoli africani di via Bernina. Un provvedimento, per ora sperimentale, che rientra tra le 11 proposte contenute nella nostra “mozione per la riqualificazione del Borgomagno”, depositata oltre un anno e mezzo fa dal consigliere Luciani e ancora in attesa di essere discussa e votata in Consiglio Comunale. Auspichiamo che questo possa essere l’inizio, seppur tardivo, del rilancio dell’area. Vigileremo!

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UNA FOTO CHE VALE PIÙ DI MILLE PAROLE

Ieri abbiamo ricevuto questa foto emblematica che condividiamo con voi. Un bambino “chiuso” in casa che osserva gli spacciatori liberi ed impuniti in strada. È questo il futuro che vogliamo per la nostra città e per i nostri figli? Noi non ci stiamo e continueremo a lottare per riportare ordine, legalità e Buonsenso a Padova.

INVASIONE DI ROM A CHIESANUOVA

Sul Gazzettino di oggi, la nostra denuncia sul ritorno dei rom a Chiesanuova. A nome dei tanti residenti preoccupati per la situazione chiediamo al Sindaco e alla Giunta di prendere provvedimenti urgenti al fine di ripristinare ordine, legalità e decoro nel quartiere. Il verde pubblico appartiene ai padovani e a tutti coloro che lo rispettano e ne hanno cura. Tolleranza zero per chi bivacca e lorda gli spazi comuni. A fine mese torneremo per un sopralluogo e pretendiamo di non trovare più questa indecenza!

RIONE PALESTRO, IL MOVIMENTO DEL BUONSENSO CHIEDE RIPRISTINO DELLA LEGALITÀ

La nostra denuncia sulla vergognosa situazione del grande complesso condominiale tra via Palestro, via Tirana e via Brigata Padova dove persistono le OCCUPAZIONI ABUSIVE DEI CENTRI SOCIALI nel totale disinteresse dell’ente proprietario (Inps) e dell’amministrazione comunale. I due collettivi regolarizzino la propria posizione, pagando un equo affitto e ottenendo tutti i permessi per lo svolgimento delle loro attività, oppure siano sgomberati! Comune, Inps e Forze dell’Ordine intervengano coralmente affinché venga ripristinato uno stato di legalità e diritto. #tolleranzazero

KEBAB FINO ALLE 23:00 IN ZONA STAZIONE

Ancora un’ordinanza buttata nel cestino. Come se l’ex Sindaco Bitonci si fosse divertito a far chiudere anticipatamente alcuni locali. Giordani intende concedere la chiusura alle 23:00 ai kebab in zona stazione. Secondo lui una serranda aperta è sinonimo di sicurezza. Certo, come non essere d’accordo, bisogna vedere però da chi è frequentato il locale e ben conosciamo il motivo dell’ordinanza di Bitonci: disturbo della quiete pubblica, spaccio, degrado. Non ci siamo proprio, la visione che ha il sindaco della città non collima con la nostra e i residenti che avevano finalmente ritrovato un po’ di tranquillità sono già sul piede di guerra. Male, molto male! Voi che ne pensate?

INVITIAMO GIORDANI ALL’AFRO CLUB DI VIA BERNINA TRA SANGUE E PAURA

La situazione è al collasso. Proviamo a metterci nei panni dei residenti dell’ansa Borgomagno. Quasi ogni giorno assurgono agli onori della cronaca situazioni non più tollerabili. Oggi sui quotidiani si legge dell’ennesima rissa all’interno dell’afro club in via Bernina. Quando la polizia è intervenuta ha trovato il locale, l’African Image, praticamente distrutto, due nigeriani e un gambiano svenuti in un lago di sangue, tra cocci di bottiglie rotte. Portati all’ospedale hanno rimediato 15, 30 e 40 giorni di prognosi e una condanna per rissa. Gli abitanti della zona sono esasperati e si sentono abbandonati dall’amministrazione che, come si sa, è capeggiata da un sindaco che dorme a Padova sia di notte che di giorno. Si impegna per i pranzi solidali, inclusivi, che abbracciano il “diverso” ma si dimentica i suoi concittadini che hanno il sacrosanto diritto di abitare i propri quartieri in serenità e sicurezza. Quella dell’apertura della sede decentrata della polizia municipale all’Arcella per due giorni a settimana farebbe sorridere se non fosse una scelta grottesca. I padovani urlano, pretendono e reclamano pulizia, ordine e decoro. A quando un colpo di spugna rispetto a questi locali insani che sono ricettacoli per malavitosi e facinorosi? Noi diciamo basta! Chiediamo il definitivo sequestro del locale e un serio piano di riqualificazione dell’intera area, dove ricordiamo sorgono anche altre attività ai limiti della legalità o addirittura illegali come la moschea abusiva camuffata da circolo culturale islamico.

NEANCHE LA MIMETICA LI FERMA. RIVOLTA DI IMMIGRATI A NAPOLI.

Quanto accaduto ieri in via Firenze nel centro di Napoli è gravissimo. Una pattuglia di militari impegnati nell’operazione “Strade sicure”, dopo aver fermato un giovane straniero per un controllo, è stata accerchiata e aggredita da decine di cosiddette “risorse”. Momenti di tensione e paura documentati da un video che ha fatto il giro del web. Una scena da Far West che i residenti e i commercianti del quartiere Vasto, riuniti nell’omonimo comitato, hanno dichiarato essere ormai all’ordine del giorno. La verità, come ci testimonia l’amico Magdi Cristiano Allam, è che i soldati sono stati costretti a subire l’aggressione perché il regolamento non consente loro di usare le armi in dotazione, che sono armi da guerra e quindi inadeguate all’attività di repressione dei tumulti o di arresto di singoli criminali. Secondo il regolamento i soldati dovrebbero fermare il sospettato e poi chiamare la polizia o i carabinieri ed affidarlo a loro. Tutto ciò ovviamente non è stato possibile nei pochi minuti in cui si è consumata la rivolta di ieri. L’aggressione ai soldati è l’aggressione ad uno Stato che ha scelto di non difendersi e di subire. Bisogna chiudere le frontiere, lo ribadiamo da sempre, e attribuire alle forze armate, alle forze dell’ordine e ai sindaci più risorse e più poteri per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico. Soprattutto però serve una rivoluzione culturale. Basta buonismo! È tempo di usare il pugno di ferro! All’Arcella, il quartiere più multietnico di Padova, i casi di violenza sono ormai all’ordine del giorno. Ci sono rioni, come il Borgomagno, in cui gli immigrati sono quasi più degli italiani e il “nostro” nuovo sindaco (con delega alla sicurezza) che fa? Apre la nuova sede del vigili di quartiere due mezze giornate alla settimana! Incredibile! Ribelliamoci, mobilitiamoci a livello nazionale. Non permettiamo che anche a Padova o in altre città finisca come a Napoli!

CUCINE POPOLARI: POLEMICHE STERILI

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Bene ha fatto, il Vescovo Cipolla, ad andare a pranzo alle Cucine Popolari di via Tommaseo. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio. Il presule si è unito ai poveri, ai bisognosi, ai disadattati, a coloro che non sbarcano il lunario. Ha portato solidarietà e un sorriso di conforto. E ci sta. Il Sindaco, però, è stato eletto per garantire l’ordine pubblico, per tutelare i residenti della zona e, perché no, per operare una distinzione fra chi è veramente in stato d’indigenza e chi invece si approfitta dell’ospitalità di Suor Lia. Che il centro sia frequentato da tossici e spacciatori è risaputo. Figli di Dio pure loro, suggerirà qualcuno, ma è certo che sono personaggi, recidivi e spesso ai domiciliari, che nessuno vorrebbe avere sotto casa. Ben vengano dunque i controlli e le selezioni che, inutile dirlo, vanno a vantaggio di coloro che poveri lo sono davvero. A mio avviso, dunque, Sindaco e Assessore hanno fatto bene ad intervenire. Ne sono prova le numerose telefonate arrivate in Municipio come coro di ringraziamento. Avanti così!

Elisabetta Beggio

APPLICHIAMO LA LEGGE 152/75

File photo of Salma, a 22-year-old French national living in Belgium who chooses to wear the niqab after converting to Islam, in BrusselsAssolutamente d’accordo con il procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio che ritiene necessario vietare l’uso del velo islamico per ragioni di sicurezza. Lo scorso 24 agosto il Consiglio Comunale di Padova ha discusso, votato ed approvato una mia mozione in merito. In Italia, le leggi in materia di ordine pubblico e sicurezza sanciscono che ogni persona debba essere identificabile. È specificatamente “vietato l’uso di caschi protettivi o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo” (Legge 152/75). La cultura o la religione di un popolo vanno rispettate ma non possono in alcun modo contravvenire all’ordinamento dello Stato. Sono per l’integrazione, ma questa deve necessariamente passare per l’osservanza delle regole della nostra comunità. Regole che vanno rispettate da tutti. Vi invito dunque a segnalare alle Forze dell’Ordine chiunque si muova all’interno del territorio comunale / nazionale con il volto coperto. Altresì vi invito a denunciare chiunque imponga alla donna di indossare il burqa o il niqab contro la propria volontà. Dopo i recenti fatti di Parigi, proteggerci è un dovere morale. Cosa ne pensate?

Elisabetta Beggio
Presidente Movimento del Buonsenso – Padova
Consigliera Comunale – Lista ‪Bitonci Sindaco‬

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