GRAZIE A TUTTI MA SOPRATTUTTO… GRAZIE ORIANA!

Si è conclusa questa sera la mostra omaggio ad Oriana Fallaci che abbiamo allestito in questi giorni ai Giardini dell’Arena. Ringraziamo i tantissimi padovani e turisti di tutte le età che sono venuti a visitarla. Ringraziamo anche i Consiglieri Comunali Cappellini, Mosco, Sodero e Luciani che hanno appoggiato l’iniziativa e tutti volontari che hanno dedicato tempo ed energie per la sua buona riuscita. Un successo che dimostra ancora una volta la stima e l’affetto per una donna ed una professionista che, nonostante le controversie, ha segnato indiscutibilmente la storia del giornalismo e della letteratura del Novecento e ha profetizzato quanto sta accadendo oggi in Europa.

MOSTRA FOTOGRAFICA: “ORIANA FALLACI, IL CORAGGIO DI UNA DONNA”

Dodici anni fa, il 15 settembre 2006, moriva Oriana Fallaci, una delle più grandi firme del giornalismo e della letteratura del XX secolo. Una professionista ed una donna straordinaria che ha dedicato la propria vita alla ricerca della verità. Irriverente, ostinata, anticonvenzionale, ha difeso fino all’ultimo la libertà di dire e scrivere ciò che pensava. Libri, articoli, interviste in cui ha raccontato la condizione della donna nel mondo, la corsa allo spazio, il Vietnam e gli orrori della guerra, la dolce vita romana e le luci di Hollywood, l’America dei Kennedy, l’amore per Alekos Panagulis e la maternità mai raggiunta, la guerra civile in Libano, le dittature in Sudamerica, i profumi dell’India e l’odore di morte che avvolse New York il giorno degli attentati alle Torri Gemelle.

Il Movimento del Buonsenso, l’associazione Italia-Israele (Padova) e Andromeda Regione Veneto Onlus vi aspettano DAL 15 AL 19 SETTEMBRE AI GIARDINI DELL’ARENA per ricordarla con una MOSTRA FOTOGRAFICA che ripercorrerà la sua vita e la sua carriera attraverso parole ed immagini indimenticabili.

L’ingresso è libero e gratuito.

Di seguito i giorni e gli orari dell’esposizione:
15-16 SETTEMBRE 2018 (dalle 10:00 alle 18:00)
17-19 SETTEMBRE 2018 (dalle 17:00 alle 20:00)

PIAZZALE BOSCHETTI DIVENTI PARCO ORIANA FALLACI

Oggi il sindaco Sergio Giordani è tornato a parlare delle sorti di piazzale Boschetti. Noi gli rinnoviamo la nostra proposta, pubblicata sul Gazzettino lo scorso febbraio: INTITOLARE IL FUTURO PARCO CHE SORGERÀ NELL’AREA AD ORIANA FALLACI!
👉🏻 Se sei d’accordo, condividi! #unparcoperOriana

“VOLEVO UCCIDERE ANCORA”

Nessuna pietà, nessun rimorso. Dal suo letto d’ospedale, Sayfullo Saipov, l’attentatore islamico di New York, si sente vincitore. Neanche una parola di rammarico per le 8 vittime che ha falciato martedì pomeriggio, per i 15 feriti, per il dolore che ha causato a tante famiglie. Il suo unico dispiacere è di non aver fatto ancora più morti. “Ho pianificato l’attacco per mesi secondo le istruzioni dell’Isis, in nome del quale ho agito”. Che altro deve accadere prima che noi occidentali comprendiamo che non si tratta di squilibrati qualunque ma di lucidi e spietati assassini che ci massacrano ottemperando letteralmente ed integralmente a quanto prescritto nel Corano? Le nostre città sono blindate, viviamo costantemente nella paura di nuovi attentati e nonostante questo non reagiamo, non combattiamo. Quando avremo l’onestà intellettuale ed il coraggio di ammettere che Oriana Fallaci aveva ragione, che non si può separare il terrorismo islamico dalla religione che lo genera, che l’islam è incompatibile con la nostra civiltà?

ANCORA TERRORE IN FRANCIA E CANADA

Nella giornata di ieri sono stati perpetrati due vili attentati terroristici di matrice islamica in Francia e in Canada. All’interno della stazione ferroviaria Saint Charles di Marsiglia un terrorista ha accoltellato due donne al grido di “Allah akbar”. A Edmonton un altro terrorista ha prima accoltellato un poliziotto e poi, a bordo di un camion sventolante la bandiera dell’Isis, si è lanciato contro la folla ferendo quattro persone. Notizie che sono passate in sordina su giornali e televisioni. Guai abbassare la guardia, guai sottovalutare, guai voltare le spalle al nemico! Dobbiamo reagire, combattere, difenderci da chi vuole annientarci con la strategia del terrore. Un nemico che è in casa ed ha come complice il buonismo ed il politicamente (islamicamente) corretto di certa parte politica, cieca e sorda di fronte ad un pericolo reale.

Le nostre proposte per contrastare il terrorismo islamico non cambiamo. Per approfondire clicca qui. 

INTEGRAZIONE AL CONTRARIO

Nell’unica prima classe della scuola elementare Rosmini all’Arcella, tutti i 24 alunni sono stranieri. Non c’è un italiano. Tra di loro cinesi, bengalesi, pachistani, nigeriani, moldavi e rumeni. Alla materna Joan Mirò, in via Bramante, a San Bellino, la situazione non è migliore: su 34 nuovi iscritti solo 2 sono italiani. Situazione preoccupante, per non dire drammatica, che mi ricorda che negli asili e nelle scuole non si allestisce più il Presepe per Natale, che nelle aule si toglie il Crocifisso dal muro, che nelle mense è stata bandita la carne di maiale. Allora una domanda sorge spontanea: chi deve integrarsi? Noi o loro?

BARCELLONA, SANGUE INNOCENTE SULLE RAMBLAS

Torna il terrore in Spagna e stavolta colpisce uno dei luoghi simbolo di Barcellona, le Ramblas. 13 morti e decine di feriti. Un’intera città paralizzata per ore. Di fronte all’ennesimo vile attentato del terrorismo islamico dobbiamo consolidare la consapevolezza che siamo in guerra e che alla guerra bisogna combattere, come direbbe Oriana Fallaci. Una preghiera per le vittime è d’obbligo in queste circostanze ma non basta. Dobbiamo reagire, contrattaccare, stanare questi mostri e annientarli ovunque si trovino. Non dobbiamo essere noi ad avere paura, a temerli, ma loro. Difendiamo con fierezza le nostre radici giudaico-cristiane, la nostra identità, la nostra storia, i valori di libertà e democrazia che abbiamo conquistato nei secoli. Negli ultimi anni ci siamo appellati inutilmente a questo governo abusivo, cieco, autoreferenziale, guidato da una banda di incapaci, privo di autorevolezza in Europa. Non lo faremo più. La prossima primavera abbiamo la possibilità di mandarli a casa e cambiare finalmente rotta su temi caldi quali immigrazione e terrorismo. E non solo. Dopo la sconfitta di Padova, non perdiamo anche questa occasione. Il voto di ognuno di noi è prezioso e determinante. Non dimentichiamolo mai.

La nostra posizione e le nostre proposte contro il terrorismo islamico non cambiano.

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