ORA BASTA!

Ricordate Emmanuel Njoku, lo stesso spacciatore clandestino che lo scorso giugno aveva aggredito e mandato all’ospedale 2 poliziotti durante un controllo al parco Europa e solo una settimana dopo era stato scoperto mentre cercava di entrare abusivamente nel complesso Serenissima di via Anelli forzando il cancello? Ebbene è stato arrestato per la SESTA volta e finalmente trattenuto in carcere…ma per quanto? Probabilmente per qualche giorno, qualche settimana al massimo e poi tornerà a delinquere come nulla fosse. Chiediamo al Sindaco (con delega alla Sicurezza) Sergio Giordani, al Prefetto, al Questore e al Ministro dell’Interno Matteo Salvini che altro deve fare questo criminale recidivo prima di essere espulso e sbattuto in galera a vita nel suo Paese d’origine?!

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ONORE A NORMA COSSETTO E A TUTTI I MARTIRI DELLE FOIBE

«Ancora adesso la notte ho gli incubi, al ricordo di come l’abbiamo trovata: mani legate dietro alla schiena, tutto aperto sul seno il golfino di lana tirolese comperatoci da papà la volta che ci aveva portate sulle Dolomiti, tutti i vestiti tirati sopra all’addome […] Solo il viso mi sembrava abbastanza sereno. Ho cercato di guardare se aveva dei colpi di arma da fuoco, ma non aveva niente; sono convinta che l’abbiano gettata giù ancora viva. Mentre stavo lì, cercando di ricomporla, una signora si è avvicinata e mi ha detto: “Signorina non le dico il mio nome, ma io quel pomeriggio, dalla mia casa che era vicina alla scuola, dalle imposte socchiuse, ho visto sua sorella legata ad un tavolo e delle belve abusare di lei; alla sera poi ho sentito anche i suoi lamenti: invocava la mamma e chiedeva acqua, ma non ho potuto fare niente, perché avevo paura anch’io”»

(Dal racconto di Licia Cossetto, sorella di Norma, vittima innocente dei massacri delle foibe compiuti dai partigiani jugoslavi di Tito tra il 1943 e il 1945)

#giornodelricordo #noinondimentichiamo

PAROLE E SIMBOLI INACCETTABILI

Sui muri di via Folloppio, a pochi passi dall’Istituto di Anatomia e dall’ospedale, è apparsa questa scritta vergognosa su cui ora indaga la Digos. Auspichiamo che gli autori di questo ignobile gesto vengano individuati e puniti severamente. Inneggiare ad un terrorista pluriomicida, rimasto impunito per ben 36 anni, utilizzando anche simboli che rievocano anni bui della storia del nostro Paese, è un fatto gravissimo. Il nostro pensiero ai familiari delle vittime di questo assassino che merita di trascorre quel che resta della sua miserabile vita in galera insieme ai compagni ancora latitanti in giro per il mondo.

SENZA VERGOGNA!

Ogni giorno leggiamo sui giornali o assistiamo personalmente a episodi di spaccio, aggressioni, spaccate, furti, rapine. Interi rioni sono costretti ad arrangiarsi, ad assumere vigilantes privati o ad organizzare ronde per poter vivere più serenamente. E nonostante l’evidenza, il sindaco continua ad affermare senza vergogna che si tratti solo di percezione di insicurezza” dovuta a fattori psicologici. Parole che certificano la sua inadeguatezza e il fallimento dell’amministrazione sul fronte sicurezza. I padovani, che ogni anno versano al Comune milioni di euro di tasse, non vanno lasciati soli ma sostenuti e tutelati. Giordani rilegga il suo programma elettorale su questo tema e passi finalmente dalle parole ai fatti oppure rimetta la delega alla sicurezza e la affidi ad un esperto.

MALEDUCATO SÌ, RAZZISTA NO

Maleducato sì, razzista no. La procura archivia il caso dell’autista di BusItalia ripreso mentre inveiva con insulti e bestemmie contro una passeggera rumena che lo aveva palesemente provocato. Uno sfogo senza dubbio esagerato e volgare, frutto dell’esasperazione. Ora per il dipendente scatterà un provvedimento disciplinare, probabilmente una sospensione di qualche giorno e non il licenziamento tanto agognato dal sindaco. Per noi è giusto così, soprattutto tenendo conto del contesto e delle condizioni in cui autisti e controllori sono costretti a lavorare tutti i giorni, tra “portoghesie passeggeri maleducati e sempre più spesso violenti. E voi che ne pensate?

CONDIVIDI, AFFINCHÉ DI VIOLENZA SULLE DONNE NON SI PARLI SOLO IL 25 NOVEMBRE E L’8 MARZO

Sono state ben 907 le donne che si sono rivolte al “Centro Veneto Progetti Donna” di Padova nei primi 10 mesi dello scorso anno, oltre un migliaio a fine dicembre. Un incremento di circa il 15% rispetto al 2017 che però non significa necessariamente che il fenomeno sia in crescita bensì che sempre più donne trovano il coraggio di uscire dal silenzio e chiedere aiuto. Donne, nella maggior parte dei casi mamme, che vivono insieme ai propri figli un vero e proprio incubo, in particolare tra le mura domestiche laddove dovrebbero essere più protette. Per contrastare questa drammatica piaga sociale occorre innanzitutto sensibilizzare e incoraggiare tutte coloro che ne sono vittima, facendo arrivare il messaggio chiaro e forte che non sono sole, che ci sono strutture appositamente studiate per il supporto psicologico e legale, l’accoglienza e l’ascolto. Strutture con cui è possibile mettersi in contatto attraverso il numero verde gratuito 800 81 46 81. Non bisogna esitare, occorre invece intervenire tempestivamente per scongiurare che certi drammi sfocino in femminicidio. La violenza non è mai un atto d’amore. #chitipicchianontiama #noallaviolenzasulledonne

NEGAZIONISMO VERGOGNOSO

Non bastava il vergognoso parallelo migranti-shoah del sindaco di Padova alla vigilia della Giornata della Memoria, ora anche l’ANPI di Rovigo la spara grossa arrivando addirittura a negare i massacri delle foibe compiuti dai partigiani jugoslavi di Tito. È incredibile che a distanza di oltre settant’anni ci sia ancora chi rifiuta di accettare una verità storica acclarata e distingua le vittime di guerra in serie A e serie B. Oltre 11mila donne, uomini e bambini torturati e poi infoibati, vivi o morti, senza pietà, in nome di un fanatismo ideologico di matrice comunista che aveva l’obiettivo di annientare la presenza italiana in Istria e Dalmazia. Una vera e propria pulizia etnica. Noi non dimentichiamo e pretendiamo rispetto per le vittime, i sopravvissuti e le loro famiglie.

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