UNO STATO CHE “SFRATTA” GLI ITALIANI PER FARE POSTO AGLI IMMIGRATI È GIÀ FALLITO

Oggi sono stata ospite della trasmissione “Rosso&Nero” su Telenuovo. Si è discusso di immigrazione a seguito della proposta del ministro Minniti che di fatto creerebbe una disparità ancor maggiore tra i presunti profughi e gli italiani in difficoltà. L’ANCI, che di certo non è un’associazione di destra, ha espresso molte perplessità in merito. Da un lato ci sono i sempre più numerosi connazionali che vengono sfrattati o che subiscono pignoramenti dopo aver perso il lavoro e si ritrovano magari a vivere con la famiglia in macchina; dall’altro ci sono i richiedenti asilo che invece avrebbero dei trattamenti ben diversi: dall’assegnazione abitativa (case popolari, appartamenti privati, hotel, ecc…) all’inserimento nel mondo del lavoro, “qualora lo volessero”. Già, perché pare che ai profughi non sia esplicitamente richiesto di lavorare, quando a noi italiani anche solo per avere un prestito ci chiedono garanzie su garanzie. Bene che imparino la lingua, che si adeguino ai nostri usi e costumi e che rispettino le nostre leggi, come prevede il progetto, ma ben sappiamo che la maggior parte di queste persone non vuole integrarsi o simula l’integrazione, come nel caso degli immigrati di religione islamica che restano fedeli unicamente alla sharia, la legge coranica. Si è parlato anche del Papa che, in barba alla separazione tra Stato e Chiesa, è impegnato a fare una politica palesemente di sinistra continuando ad incitare all’accoglienza indiscriminata. Pensate che in questi giorni ha convocato in vaticano i sindaci italiani per parlare proprio di questo argomento. Nel mio intervento ho sottolineato che per ciascun presunto profugo lo Stato spende ben 35 euro al giorno, più di 1.000 euro al mese, mentre molti (troppi) pensionati italiani ricevono appena 500 / 700 euro e faticano ad arrivare alla fine del mese. Citando il Procuratore Nordio, c’è da chiedersi qual è il limite prima che questa vera e propria invasione distrugga il nostro tessuto sociale già fortemente compromesso. La misura è colma ormai da molto tempo, quando lo capirà anche il PD?

LA BADANTE PIÙ CARA D’ITALIA (PARTE 2)

Ma palazzo Moroni non era la “casa dei padovani”? Non doveva essere sempre aperto a tutta la cittadinanza? Ebbene, udite, udite. Lunedì prossimo è convocato il Consiglio Comunale che tra i vari punti all’ordine del giorno ha anche il controverso emolumento corrisposto al signor Bettin, portavoce (badante) del sindaco, già segnalato dall’opposizione alla Corte dei Conti per iniquità in quanto spropositato rispetto ai titoli di studio e alle esperienze lavorative (pressoché inesistenti) possedute. Oltre 6mila euro al mese di soldi NOSTRI, non di Giordani, per “mantenere” un signor nessuno! Fin qui nulla di nuovo, se non che ieri è stato comunicato che quel punto sarà discusso in seduta SEGRETA, ossia senza la presenza del pubblico in aula. Alla faccia della trasparenza! Ormai al PD di democratico è rimasto solo il nome! Perché non si assumono pubblicamente la responsabilità delle proprie scelte sconsiderate? Temono forse che i cittadini inferociti gli lancino i pomodori? Vergogna! #dimissionisubito

NUOVO RECORD PER PADOVA: LA BADANTE PIÙ CARA D’ITALIA

Mentre faticosamente il Parlamento approva l’abolizione dei vitalizi, a palazzo Moroni si pensa bene, con una delibera di Giunta, di aumentare da 2.670 a 6.653 euro lo stipendio di Massimo Bettin, ex segretario provinciale del PD, ora portavoce del sindaco “civico” Sergio Giordani. Alla faccia della riduzione dell’indennità di carica annunciata in pompa magna lo scorso 19 luglio! Dopo neanche una settimana di lavoro, busta paga quasi triplicata e addirittura più alta di quella del sindaco stesso pari a 6.212 euro! Con questa abbiamo proprio toccato il fondo! #senzavergogna

BETTIN (PD) PORTAVOCE DEL “CIVICO” GIORDANI

Il segretario provinciale del PD portavoce del “civico” Giordani? Incredibile! Con una sola mossa hanno sbugiardato un’intera campagna elettorale! Ora non dovrà più scrivergli i discorsi da leggere, li farà lui direttamente! A questo punto ci chiediamo che cosa ci stia ancora a fare Giordani a Palazzo Moroni! La marionetta?

PESSIMO ESORDIO!

Che dire del discorso di insediamento del neo sindaco Sergio Giordani ieri sera a palazzo Moroni? Tono pacato, quasi soporifero. Un discorso letto dalla prima all’ultima riga. Nessun entusiasmo, nessun picco nella voce per enfatizzare un passaggio chiave, un concetto. Noioso insomma. Tanta retorica. “Sarò il sindaco di tutti” e via di ovvietà. Parla di inclusività, di apertura, di accoglienza. Si preoccupa dei 31mila immigrati che vivono in città ma non una parola per i padovani in seria difficoltà. Giordani prova a fare il “civico” ma quel prolisso e patetico discorso non incanta di certo. Parla di sicurezza e ricalca il programma di Massimo Bitonci, maestro indiscusso. Poi una colata di qualunquismo, tanto fumo insomma ma il programma non si delinea nettamente. Cita il buon senso che deve essere predominante e ribadisce “io amo Padova”. Noi più di lei, infatti non l’abbiamo votata! Non augureremo buon lavoro né a lei né ai suoi assessori, perché da quanto si sta già delineando non sarà certamente un buon lavoro il vostro! Aspettiamo di conoscere le sue decisioni in merito all’ospedale, vero scoglio sulla linea di partenza.

TENDOPOLI ABUSIVA IN VIA UGO BASSI: BASTA DEGRADO!

Mentre il cosiddetto “civico”, Sergio Giordani, interviene sul “caso Padova” al forum nazionale del PD a Milano, nella nostra città esplode un altro caso gravissimo che segnaliamo, quello di via Ugo Bassi, dove da alcune settimane una quindicina di migranti, ex ospiti della famigerata Casa Don Gallo a cui è stata negata la richiesta d’asilo, ha allestito una tendopoli abusiva. Una situazione di degrado materiale e morale inaccettabile a pochi passi dalla fiera, dagli istituti universitari e dal centro storico, aggravata dalla mancanza di servizi igienici. Una vergogna per l’intera città! I residenti e i commercianti della zona sono esasperati, in particolare il proprietario dell’albergo-trattoria adiacente. Pretendiamo dalla nuova amministrazione comunale un immediato intervento per ridare decoro e dignità a questa via cittadina che ha già sopportato fin troppo! Il neo eletto sindaco, anziché pensare a cancellare le ordinanze per la sicurezza emesse da Bitonci o a distribuire poltrone e favori agli amici degli amici, pensi al bene della città! Chi non ha diritto di restare sia rispedito al proprio Paese! Basta buonismo!

IL PUNTO ELETTORALE DI GIORDANI DIVENTA UN NUOVO DESPAR

Iniziamo a fare opposizione informando i cittadini sulle prime mosse della nuova amministrazione comunale: un nuovo supermercato del gruppo Despar (di cui Giordani è stato consigliere delegato dal 1995 al 2000 e che ha finanziato la sua campagna elettorale) nel punto G in Piazza dei Frutti. Cominciano già ad emergere le prime verità, i primi scambi di favori, gli accordi segreti. Saranno contenti i commercianti del Salone e del centro storico, presi in giro per mesi con nuove proposte di rilancio. E questo è solo l’inizio…

QUESTA È UNA PROMESSA: FAREMO OPPOSIZIONE DURISSIMA, SENZA PIETÀ.

Noi no, noi non ci congratuleremo ipocritamente con l’accoppiata Giordani-Lorenzoni come hanno fatto tanti esponenti e candidati del centrodestra in queste ore. Noi non ci piegheremo a chi ha vinto grazie ad una grande ammucchiata che va da destra a sinistra, comprendendo traditori, radical chic, comunisti, centri sociali, uniti non dai programmi ma soltanto dagli interessi e dall’odio per Bitonci. Con un accordo scellerato hanno unito i voti di tante facce incompatibili fra loro, come le tessere di un puzzle che non si comporrà mai. Massimo Bitonci, solo contro tutti, ha conquistato il 40% al primo turno e ben 44.488 voti al ballottaggio. Purtroppo questi numeri non sono bastati perché tanti, tantissimi padovani, con esattezza il 43%, non si sono recati alle urne, forse sottovalutando il pericolo all’orizzonte. Proviamo sdegno per Giordani, una marionetta nelle mani di Zanonato e del PD, portato alla vittoria grazie a menzogne, disinformazione, promesse irrealizzabili (come l’ospedale nuovo su vecchio), giornali compiacenti e bassa affluenza. In questi mesi abbiamo lottato duramente al fianco di Elisabetta Beggio, nostra Presidente. Abbiamo dedicato tempo, fatica e sudore per una causa nobile in cui continuiamo a credere fermamente. I nostri ideali, i nostri valori, la nostra visione di Padova non cambiano. Noi non ci arrendiamo! Continueremo a lottare con l’entusiasmo e la determinazione che ci hanno sempre contraddistinti, saremo la spina nel fianco di questa insensata amministrazione, torneremo ad essere Movimento di opposizione (dura opposizione!) come nel 2012 contro Zanonato. Unitevi a noi in questa battaglia di libertà, entrate nella squadra del Buonsenso!

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