CHE IMPRESA FARE IMPRESA!

Un commerciante con reddito lordo di 50mila euro versa allo Stato oltre 33mila euro tra tasse e contributi, oltre il 60% dei propri profitti. Una vera e propria RAPINA DI STATO che ci colloca al primo posto in Europa per carico fiscale sulle imprese rispetto ad una media del 41%. Negli ultimi 3 anni nel nostro Paese hanno chiuso oltre 3 milioni di Partite IVA e il 25% dei lavoratori autonomi ancora in attività vive al di sotto della soglia di povertà calcolata dall’Istat. Di fronte a questi numeri i palliativi messi in atto dal governo non servono a nulla. L’Italia ha bisogno di uno shock fiscale e burocratico senza precedenti. La tanto discussa FLAT TAX al 15% per famiglie e imprese va proprio in questa direzione: semplificazione, efficienza, progressività garantita da un sistema di detrazioni/deduzioni fiscali e no tax area per i redditi più bassi, meno evasione ed elusione fiscale, aumento del gettito. Ripartiamo da qui!

L’IMPRESA DI FARE IMPRESA IN ITALIA

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Nel 2015 hanno chiuso in media 390 imprese al giorno. Un vera e propria strage! Le riforme del governo si sono rivelate inefficaci e hanno favorito per lo più la grande impresa a scapito delle piccole realtà, che tuttavia sono l’asse portante della nostra economia. Le ragioni di questo stallo sono molteplici: dall’elevato debito pubblico, alla lentezza della giustizia civile, dalla burocrazia alla tassazione, passando per l’evasione fiscale. Ed è su questi temi che è necessario interrogarsi, cercando le soluzioni, per uscire dalla crisi. Innovazione, internazionalizzazione, rilancio del made in Italy, green economy e accesso al credito sono le leve su cui occorre accentuare gli sforzi per favorire le Pmi. È necessario disegnare un sistema di incentivi per le aziende che investono nel nostro Paese, ridurre drasticamente la tassazione (Ires, Irap, Imu, Iva, ecc…) e proseguire sulla strada delle liberalizzazioni, un passaggio obbligato per rilanciare crescita e sviluppo. Infine occorre intervenire sulle norme che regolano il mercato del lavoro, garantendo più flessibilità in ingresso e nell’età di pensionamento, per facilitare il ricambio generazionale. Il Comune sta facendo la sua parte, ora il governo faccia la sua o vada a casa!

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