CORSO MILANO, IL MEA CULPA DI GIORDANI

Clamoroso mea culpa del Sindaco sulla nuova viabilità di corso Milano. Giordani sconfessa de facto le scelte ideologiche del suo vice. Ora, auspichiamo che la Giunta ritrovi il Buonsenso e faccia marcia indietro. Ci chiediamo però chi risarcirà i padovani dei soldi spesi per un progetto sbagliato in partenza. La nostra posizione per quella zona invece non cambia:
NO alle modifiche della viabilità di corso Milano e via Dante.
NO al passaggio della nuova linea del tram.
al parcheggio da 1000 posti auto alla Prandina.
ad autobus e navette elettriche.

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ALLA PRANDINA SERVE UN PARCHEGGIO DA 1000 POSTI AUTO!

Da sempre siamo favorevoli alla conversione in parco di piazzale Boschetti, magari intitolandolo ad Oriana Fallaci, così come alla valorizzazione di piazza Insurrezione, eliminando il costosissimo parcheggio presente, tuttavia, riteniamo IMPRESCINDIBILE che sia garantita un’alternativa VALIDA per chi si reca in centro. In quest’ottica, una struttura da 1000 posti auto alla Prandina risulta l’unica soluzione possibile. Le proposte da 67 e 211 posti che leggiamo in questo articolo del Mattino di oggi sono irricevibili, quella da 492 già meglio ma comunque insufficiente, soprattutto considerando che la nuova viabilità di corso Milano e i nuovi orari della ztl hanno ulteriormente ridotto l’accessibilità al centro, danneggiando il piccolo commercio di vicinato e favorendo i grandi centri commerciali di periferia che godono di ampi parcheggi gratuiti. Voi cosa ne pensate?

BUSINESS ED ILLEGALITÀ NELLA TENDOPOLI ALLA PRANDINA

Sono trascorsi più di 3 anni da quel 19 settembre in cui abbiamo manifestato, coinvolgendo centinaia di cittadini, contro la vergognosa tendopoli alla Prandina che è arrivata a superare i 500 presunti profughi. Oggi, un po’ alla volta e solo grazie ad un’inchiesta, il business e gli illeciti di quel periodo stanno finalmente venendo alla luce. Auspichiamo che venga fatta al più presto chiarezza e che chi ha sbagliato, mentito e truffato riceva la pena che merita.

I RISULTATI DEL NOSTRO SONDAGGIO SULLA PRANDINA

96% FAVOREVOLI,
4% CONTRARI.
Chi ci segue ha le idee chiare sul futuro dell’ex caserma Prandina e su quell’area vuole un grande parcheggio al servizio del centro. Ora attendiamo le 8mila firme (in una settimana) di chi si oppone, annunciate da Lorenzoni e subito dopo la consultazione popolare promessa in campagna elettorale dal sindaco. Basta prese in giro! La Prandina appartiene ai padovani!

PRANDINA, LA NOSTRA SFIDA A LORENZONI E GIORDANI

Sul futuro dell’ex caserma Prandina l’amministrazione comunale è ostaggio della cecità ideologica di Lorenzoni. Nemmeno le oltre 1400 firme raccolte in questi giorni dai commercianti sono bastate a farlo quanto meno riflettere sulla necessità di un grande parcheggio per ridurre il traffico e favorire l’accesso al centro storico. Peggio, con estrema arroganza ha denigrato i firmatari e dichiarato di poterne raccogliere 8mila in una settimana tra chi la pensa in maniera opposta. Noi lo sfidiamo a farlo, a passare finalmente dalle parole ai fatti, ma soprattutto sfidiamo il sindaco a rispettare le promesse elettorali e ad avviare quanto prima una consultazione popolare sul tema. La Prandina appartiene ai padovani e una decisione così importante non può essere presa unicamente dagli elettori di Coalizione “Civica” e da qualche associazione pseudo ambientalista. E voi che ne pensate? Rispondete al nostro sondaggio cliccando qui.

LE BUGIE DEL PREFETTO: NUOVI ARRIVI ALLA PRANDINA

 

Prandina degrado

Altri 100 presunti profughi sono arrivati all’ex caserma Prandina negli ultimi 15 giorni. Adesso gli ospiti sono complessivamente 180 e, visti i continui sbarchi, nei prossimi giorni potrebbero anche aumentare. Una domanda, dunque, sorge spontanea: quanto valgono le promesse del Prefetto? Lo scorso anno ha preso in giro la cittadinanza rinviando lo sgombero per ben 3 volte per poi rendere il campo stanziale. Quest’anno, invece, ha garantito che la struttura non avrebbe accolto più di 100 migranti. Tutte balle! Davvero pensa che i padovani siano così stupidi? Risse tra etnie diverse, mercatini abusivi, schiamazzi notturni, sporcizia, donne importunate per strada e probabile attività prostitutiva all’interno del campo stesso. Sono solo alcune delle spiacevoli situazioni che si sono susseguite in questi mesi. Per non parlare dei “fantasmi” ossia delle decine di persone che si sono allontanate volontariamente. Chi sono? Dove sono andate? Qual è il loro stato di salute? Di cosa vivono? Quali sono le loro intenzioni? I commercianti e i residenti di Corso Milano e zone limitrofe non ne possono più. E nemmeno noi. Per l’ex caserma sono previsti altri progetti. La città non si arrende. ‪#‎PrandinaLibera‬

CARTE FALSE PER IL BUSINESS DEI PROFUGHI

 

Profughi Prandina.JPG

Un’altra pagina nera nella gestione dell’accoglienza dei migranti a Padova e provincia. Da quanto si apprende dai principali quotidiani locali e nazionali, Simone Borile e Gaetano Battocchio, ai vertici di Ecofficina, la cooperativa che gestisce, tra le altre, la Prandina e Bagnoli, sono indagati dalla Procura di Padova per truffa aggravata e falso in atto pubblico. Avrebbero infatti modificato ad arte la data relativa all’inizio dell‘accoglienza dei profughi in provincia di Padova pur di vincere il bando Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) emesso dal Comune di Due Carrare lo scorso 27 gennaio. L’ennesima tegola che piomba sulla cooperativa pigliatutto. Ad inizio aprile l’apertura di un’altra inchiesta nei confronti della presidente, Sara Felpati, e del suo vice per truffa aggravata ai danni dello Stato e maltrattamenti, sempre nell’ambito dell’accoglienza dei migranti. Qualora questi gravi fatti venissero accertati, saremmo di fronte all’ennesima dimostrazione del fallimento delle attuali politiche migratorie e di accoglienza targate Renzi-Alfano, sulle quali i soliti noti lucrano spudoratamente. Una vera porcata!

PREFETTO: BASTA PRESE IN GIRO!

20140122_impresaApprendo con indignazione dal sito della Prefettura che la Dott.ssa Impresa ha firmato in data odierna un’ordinanza che proroga “fino a cessate esigenze” la presenza dei “profughi” all’interno dell’ex Caserma Prandina. Ecco spiegato perché in questi giorni la cooperativa che gestisce la tendopoli sta potenziando le pompe di calore. Nemmeno l’inverno dunque ha messo la parola fine a questa situazione indecorosa. Da mesi il Prefetto prende in giro senza alcun ritegno i padovani con promesse puntualmente non mantenute. Quante altre ordinanze dovrà firmare prima di capire che i cittadini sono stanchi di questa scelleratezza, che non è umanamente tollerabile tenere delle persone in un sito palesemente non idoneo e che, con pace di chi parla di ospitalità, questa è solo mercificazione? Servono azioni coraggiose, serve puntare i piedi e dire “basta!” a questo governo incapace che sta riempiendo i comuni italiani di clandestini, uomini e donne di cui non si sa nulla. È scandaloso che a ridosso delle mura cittadine, in pieno centro storico persista una tale situazione di degrado. Risse, mercatini abusivi, schiamazzi notturni, sporcizia, donne importunate e forse anche attività prostitutiva. I commercianti e i residenti di Corso Milano e zone limitrofe non ne possono più. La città non si arrende. ‪#‎PrandinaLibera‬

Elisabetta Beggio 
Presidente Movimento del Buonsenso – Padova
Consigliera Comunale – Lista Bitonci Sindaco‬

PROFUGHI O MIGRANTI ECONOMICI?

27 nuovi arrivi alla Prandina nella notte di mercoledì. Tutti uomini di origine africana che dopo neanche 24 ore sono scomparsi nel nulla. Dove siano, cosa facciano, di cosa vivano non è dato saperlo. Esattamente come non è dato sapere il loro passato, la loro fedina penale nello Stato di provenienza. Insomma, potrebbero essere avanzi di galera o bravissime persone ma nessuno lo sa. Altri 27 fantasmi che si sommano agli oltre 10.000 già presenti in Veneto. Su 18.113 arrivati al primo ottobre, infatti, solo 6.875 sono ospitati nelle strutture di accoglienza a fronte di 11.238 che si sono allontanati. 10.867 è invece la cifra esorbitante dei potenziali clandestini. In altre parole, dai primi accertamenti della Commissione territoriale della Prefettura di Padova, solo 4 presunti profughi su 10 hanno i requisiti per restare. La maggioranza non proviene da guerre, carestie o persecuzioni ma è formata dai cosiddetti “migranti economici” che andrebbero immediatamente rimpatriati. Questa situazione è paradossale e inaccettabile: non solo per la nostra sicurezza, ma anche per i diritti dei veri profughi. Quando lo capiranno i nostri governanti?

Alberto Casagrande 
Vice Presidente Movimento del Buonsenso – Padova

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