DIFENDIAMO LE NOSTRE TRADIZIONI!

Tra le lettere del Gazzettino di oggi, la replica del nostro Presidente a don Luca Favarin. #difendiamolenostretradizioni

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DIFENDIAMO LE NOSTRE TRADIZIONI! 

Il Natale si avvicina e come ogni anno scoppia la polemica sul presepe che sempre più presidi scelgono di abolire dalle scuole in nome della laicità dello Stato e del rispetto delle altre religioni. Rispettare gli studenti immigrati non cristiani, tuttavia, non può e non deve significare discriminare quelli cristiani. Rispettare le diversità non significa negare le differenze ma imparare a farle convivere in modo civile ed armonioso. Essere laici non significa essere anticristiani! La vera laicità include, non esclude, apre al confronto, non cancella culture, religioni, tradizioni ma ne valorizza il meglio. Il Natale è la festa che ricorda la nascita di Gesù Cristo, un evento storico che sta alla base della nostra civiltà, tant’è che contiamo gli anni a partire da esso. Fare il presepe in classe non impone a nessun bambino di convertirsi al cristianesimo. Il presepe è un simbolo di amore, di pace, di fratellanza che non solo non offende nessuno ma rappresenta le basi stesse della vera integrazione fondata sul rispetto reciproco. Chi arriva qui da Paesi lontani ha il diritto di preservare i propri usi e costumi, purché non contrastino con le nostre leggi, ma è anche tenuto a conoscere e a rispettare le tradizioni del Paese che lo ospita. Se non gli sta bene, può sempre tornare da dove è venuto! #difendiamolenostretradizioni

INTEGRAZIONE AL CONTRARIO

Nell’unica prima classe della scuola elementare Rosmini all’Arcella, tutti i 24 alunni sono stranieri. Non c’è un italiano. Tra di loro cinesi, bengalesi, pachistani, nigeriani, moldavi e rumeni. Alla materna Joan Mirò, in via Bramante, a San Bellino, la situazione non è migliore: su 34 nuovi iscritti solo 2 sono italiani. Situazione preoccupante, per non dire drammatica, che mi ricorda che negli asili e nelle scuole non si allestisce più il Presepe per Natale, che nelle aule si toglie il Crocifisso dal muro, che nelle mense è stata bandita la carne di maiale. Allora una domanda sorge spontanea: chi deve integrarsi? Noi o loro?

AL VESCOVO RISPONDO: È IL TEMPO DEL CORAGGIO, NON DELLA PAURA

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Dispiace davvero molto che il nostro Vescovo si sia rivolto alla cittadinanza, ai suoi fedeli, mostrando paura. La paura potrà anche essere un sentimento nobile ma in questo caso è un chiaro segno di debolezza. Parla di fare un passo indietro in virtù della pace. Non voglio entrare nel merito delle diverse religioni e di come esse si contrappongono, mi limito solo a porre l’accento su ciò che nei secoli è divenuto simbolo di cristianità e tradizione. Il presepe, infatti, è di per sé un simbolo di pace, un richiamo alla fratellanza, un messaggio di speranza. Oscurarlo sarebbe da codardi, significherebbe cedere il passo a chi vuole imporci altro. Qui non si tratta di porgere l’altra guancia ma di tenere fede a ciò che siamo, alla nostra identità, anche attraverso l’allestimento di un presepe, all’intonazione dei nostri amati canti natalizi, all’addobbo dell’albero. Come il crocifisso, che animatamente difendiamo, anche questi elementi della nostra cultura sono la rappresentazione del nostro credo. Può un bambino crescere senza conoscere la magia del presepe? Senza aver mai cantato “Tu scendi dalle stelle”? Il vescovo avrebbe fatto bene ad infondere forza e coraggio, a trasmettere fermezza rispetto alla nostra Festa più grande e significativa, anziché svendere il concetto di pace. Che pace potrebbe mai essere quella imposta da una minoranza che grida, pretende e impone, in nome di Allah?

Elisabetta Beggio 
Presidente Movimento del Buonsenso – Padova
Consigliera Comunale – Lista Bitonci Sindaco

DIFENDIAMO IL NATALE!

presepe-fareAssurda e pretestuosa la decisione del Preside dell’Istituto Garofani di Rozzano, nell’hinterland milanese, di non celebrare il Natale in nome della laicità dello Stato e del rispetto delle altre religioni. Rispettare gli studenti immigrati non cristiani non può e non deve significare discriminare quelli cristiani. Rispettare le diversità non significa negare le differenze ma imparare a farle convivere in modo civile ed armonioso. Essere laici non significa essere anticristiani. La vera laicità include, non esclude, apre al confronto, non cancella culture, religioni, tradizioni ma ne valorizza il meglio. Il Natale è la festa che ricorda la nascita di Gesù Cristo, un evento storico che sta alla base della nostra civiltà, tant’è che che contiamo gli anni a partire da esso. Fare il presepe in classe non impone a nessun bambino di convertirsi al cristianesimo. Il presepe è un simbolo di amore, di pace, di fratellanza, di accoglienza che non solo non offende nessuno ma rappresenta le basi stesse della vera integrazione fondata sul rispetto reciproco. Chi arriva qui da Paesi lontani ha il diritto di preservare i propri usi e costumi, purché non contrastino con le nostre leggi, ma è anche tenuto a conoscere e a rispettare le tradizioni del Paese che lo ospita. Se non gli sta bene, può sempre tornare da dove è venuto! Dunque basta polemiche, basta sparate dei Presidi! Il Governo, il Ministro dell’Istruzione intervengano e prendano una posizione chiara sul tema. Il Sindaco Bitonci lo ha fatto e da lunedì inizieranno i controlli nelle scuole per verificare i programmi. #‎difendiamoilnatale‬

Alberto Casagrande 
Vice Presidente Movimento del Buonsenso – Padova

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