CHE IMPRESA FARE IMPRESA!

Un commerciante con reddito lordo di 50mila euro versa allo Stato oltre 33mila euro tra tasse e contributi, oltre il 60% dei propri profitti. Una vera e propria RAPINA DI STATO che ci colloca al primo posto in Europa per carico fiscale sulle imprese rispetto ad una media del 41%. Negli ultimi 3 anni nel nostro Paese hanno chiuso oltre 3 milioni di Partite IVA e il 25% dei lavoratori autonomi ancora in attività vive al di sotto della soglia di povertà calcolata dall’Istat. Di fronte a questi numeri i palliativi messi in atto dal governo non servono a nulla. L’Italia ha bisogno di uno shock fiscale e burocratico senza precedenti. La tanto discussa FLAT TAX al 15% per famiglie e imprese va proprio in questa direzione: semplificazione, efficienza, progressività garantita da un sistema di detrazioni/deduzioni fiscali e no tax area per i redditi più bassi, meno evasione ed elusione fiscale, aumento del gettito. Ripartiamo da qui!

TASSA DI SOGGIORNO: PER TUTTI O PER NESSUNO!

La tassa di soggiorno sia applicata a TUTTE le strutture ricettive di Padova oppure a nessuna, altrimenti rischia di generare fenomeni di concorrenza sleale. A tal proposito confidiamo che l’Assessore Bressa trovi al più presto un’intesa con la società Airbnb che, tramite la propria piattaforma online, permette ai privati di affittare camere per brevi periodi, a scapito delle strutture alberghiere certificate, già strangolate dal fisco e della burocrazia. Si tratta di una questione di correttezza nei confronti di tutti gli albergatori padovani costretti di fatto a fare gli “esattori” con i propri clienti per conto dell’Amministrazione comunale. Auspichiamo inoltre che gli introiti, stimati per quest’anno in un milione e 900mila euro, vengano INTERAMENTE utilizzati per sostenere il comparto turistico e non per tappare buchi amministrativi: dal restauro dei monumenti storici alla realizzazione di grandi mostre ed eventi, fino al rifacimento della segnaletica turistica. Non solo: chiediamo all’Assessore di unificare la tassa di soggiorno rendendola EQUA e uguale per tutti, senza distinzione in base alle stelle come invece avviene attualmente. Infine, riteniamo doveroso che ai turisti che si trattengono più notti per visitare la città, pagando decine di euro di tassa di soggiorno, vengano date delle gratificazioni come un ingresso omaggio ad un museo o ad una mostra temporanea, un carnet di biglietti BusItalia, il buono per una degustazione in un locale del centro e così via. La pubblicità più funzionale e d’impatto per la città, infatti, è il passa parola dei turisti, che ritornati nei rispettivi Paesi di residenza raccontano l’esperienza vissuta. La tassa di soggiorno si trasformi quindi da un problema ad una opportunità o sia cancellata.

QUESTIONI DI BILANCIO

Al contrario del bilancio nazionale (gestione Letta-Renzi-Gentiloni-Padoan), che ogni anno chiude con un ulteriore aumento del debito pubblico (oltre 300 miliardi di euro solo tra il 2011 e il 2016), il Bilancio Consuntivo 2016 del Comune di Padova (gestione Bitonci) chiude con un avanzo di 6 milioni di euro. Altro che i 30 milioni di buco tanto sbandierati nelle scorse settimane dal PD e pubblicizzati dal solito quotidiano locale che ormai ha perso totalmente il contatto con la realtà. Noi abbiamo abbassato le tasse locali lasciando i conti in ordine, il Governo invece ha aumentato la pressione fiscale continuando a generare deficit. Qual è il modello che funziona?

CONTINUA IL TAGLIO DELLE TASSE: SECONDA RATA TARI CON SCONTO DEL 5%

11742992_785318281581137_6350944874432077654_nScade giovedì la seconda rata della TARI, la tassa sui rifiuti che si stima porterà 13,3 milioni di euro nelle casse di Palazzo Moroni. Bollette più leggere del 5-6% rispetto all’anno precedente, grazie al ritocco delle aliquote voluto dalla Giunta. Una famiglia risparmierà in media 15 euro, mentre è decisamente più considerevole il risparmio per alberghi, agriturismi e ristoranti, circa 1000 euro, e per bar, gelaterie ed enoteche, circa 600 euro. Inoltre, l’Assessore all’Ambiente Cavatton, che si è occupato direttamente del piano, ha garantito ulteriori riduzioni per il 2016. Una scelta coraggiosa ma ponderata, che si somma alle precedenti sforbiciate ad IRPEF, IMU E TASI. Il risparmio che ne deriva per famiglie e imprese padovane, libera risorse per i consumi e per la crescita economica, dopo una lunga fase di crisi e in un momento in cui i timidi segnali di ripresa vanno adeguatamente sostenuti con provvedimenti di riduzione della pressione fiscale che rilancino la domanda interna. Avanti così!

Elisabetta Beggio
Presidente Movimento del Buonsenso – Padova
Consigliera Comunale – Lista Bitonci Sindaco

CHE IMPRESA FARE IMPRESA: CONFRONTO CON UN GIOVANE IMPRENDITORE

CHE IMPRESAQuesta mattina ho incontrato un giovane imprenditore di 24 anni che da pochi mesi ha aperto un’attività nel settore arredamento. Insieme abbiamo parlato di giovani, lavoro, occupazione, meritocrazia ma soprattutto della difficoltà di fare impresa nel nostro Paese. Burocrazia, tempi della giustizia, debiti della pubblica amministrazione, accesso al credito e cuneo fiscale, ci collocano agli ultimi posti rispetto ai paesi in cui è più facile fare affari e concorrono oltremodo a frenare il rilancio della nostra economia. Renzi nel frattempo continua imperterrito con la strategia degli annunci, degli slogan, delle slide, degli out out. Fa una promessa e al momento di verificare se questa è stata mantenuta, ne fa un’altra ancora più clamorosa per distogliere l’attenzione e guadagnare tempo. Ogni mese cambia le priorità. Quali sono stati i risultati delle sue riforme? A giudicare dai numeri nessuno. La disoccupazione resta elevatissima: 13,4% e 43,9% quella giovanile. Il total tax rate (pressione fiscale totale sulle imprese) per l’anno 2014 si è attestato al 65,4%. In altre parole, per ogni 10 euro guadagnati dalle imprese italiane, 6,5 euro vanno allo Stato. Una pressione fiscale maggiore si ritrova solo in Francia (66,6%), mentre ben più basso risulta il prelievo complessivo in Germania (48,8%), Spagna (58,2%) e Regno Unito (33,7%). Senza considerare ordinamenti di particolare favore verso le imprese come quello della Croazia (18,8%) e dell’Irlanda (25,9%). Tra Ires, Irap, tasse sugli immobili, versamenti Iva e contributi sociali, in Italia un imprenditore medio effettua in un anno 15 versamenti al fisco, sei in più rispetto ad un collega tedesco, sette in più rispetto ad un inglese, ad uno spagnolo o ad un francese e nove in più ad uno svedese. Lo rivela un’elaborazione del Centro studi “ImpresaLavoro” sui nuovi dati riferiti al 2014 contenuti nel rapporto Doing Business 2015. Nello stesso periodo sono state circa 150 al mese le imprese venete che hanno aperto una procedura di crisi aziendale, di queste 661 sono andate in fallimento, altre hanno chiuso prima, altre ancora sono sull’orlo del baratro. Per quanto ancora potremo continuare così? È finito il tempo della retorica. Servono riforme vere, misure choc per rilanciare i consumi a partire da una drastica riduzione della tasse. La politica ha il compito di combattere il dramma sociale che stanno vivendo numerosi imprenditori veneti, le loro famiglie e i loro dipendenti, sostenendoli e trovando insieme soluzioni per lo sviluppo e la crescita. La tanto discussa Flat Tax (aliquota unica al 20%) va proprio in questa direzione: semplificazione, efficienza, progressività garantita (deduzione personale e no tax area), meno evasione ed elusione fiscale, aumento del gettito. A Padova la nuova giunta ha operato una riduzione dello 0,1% dell’addizionale comunale sull’Irpef che, ricordo, era la più cara del Veneto. La Tasi è stata fissata al 2,7×1000 (2,5 aliquota di base + 0,2 per sostenere le detrazioni a favore di chi è più in difficoltà). L’aliquota Imu è stata ancorata allo 0,46%, il minimo possibile. A questo si aggiunge il taglio delle spese della macchina comunale di oltre 5 milioni di euro. Il Comune sta facendo la sua parte, ora il governo faccia la sua.

Elisabetta Beggio
Presidente Movimento del Buonsenso – Padova
Consigliera Comunale – Lista Bitonci Sindaco

PROGETTO AURORA: Aggiornamento

AuroraCome promesso alcuni giorni fa eccomi ad aggiornarvi sui progressi del Progetto Aurora. La prima fiera espositiva si terrà ad Abano Terme sabato 18 maggio. L’amministrazione metterà a disposizione, gratuitamente, viale delle Terme, via Montirone e via Jappelli a tutti coloro che vorranno esporre il proprio talento.
Sarà una giornata di grande festa, con sfilate, laboratori, musica e tante novità che vi stupiranno!

Il Sindaco Luca Claudio ha sposato in pieno l’iniziativa del Movimento del Buonsenso e si farà promotore, assieme al Presedente dell’UPA, della nostra istanza presso le Associazioni di categoria locali, la Regione e il Ministero delle Attività Produttive. Il voucher artigianale/imprenditoriale è uno strumento che può ridare dignità a molte persone, che può offrire opportunità di lavoro a coloro che sono in grado di “creare” e che decidono di mettersi in gioco.
Ricordo che allo Stato non costerebbe nulla e che Aurora è in grado di rilanciare il Made in Italy. Vi aspettiamo numerosi per questa giornata inaugurale, come espositori (inviate mail di adesione con oggetto Progetto Aurora a elisabettab.cuoriparalleli@gmail.com o sante.sadocco@alice.it) ma anche come visitatori, per scoprire quanto talento aspetta solo di emergere.

Il Progetto, si completerà con un risvolto assolutamente innovativo che potrà davvero risultare un trampolino di lancio per coloro che vi parteciperanno.
Grazie per l’attenzione e… al prossimo aggiornamento.

Elisabetta

PROGETTO AURORA – L’ALBA DI UN LAVORO POSSIBILE

AuroraÈ con infinito piacere che Vi comunico la nascita del nostro progetto dopo mesi e mesi di incontri, confronti e scambi di esperienze e idee, come testimoniano già i primi articoli di giornale usciti l’anno scorso.

Convinti da sempre che la semplicità sia il mezzo più efficace per affrontare e risolvere i problemi, siamo giunti alla conclusione che per contrastare la drammatica situazione economica che impedisce di proiettarsi con fiducia nel futuro, potrebbe essere utile l’estensione d’utilizzo di uno strumento che già esiste: il voucher.

Il 40% di disoccupazione giovanile, l’instabilità che sta contagiando sempre più famiglie e la paralisi dei consumi che sta impedendo alle imprese di crescere (oltre alla pressione fiscale senza precedenti) sono un fenomeno che sta conducendo il Paese in una situazione di stallo pericolosissima.

Il mio gruppo di lavoro ed io siamo oramai strutturati per muoverci tra le istituzioni al fine di chiedere l’estensione del voucher alla piccola e media impresa artigianale.
Con tale strumento, chiunque sia in grado di “creare” può diventare imprenditore di se stesso per un certo periodo di tempo, vendendo quanto produce in fiere organizzate nei centri cittadini, risultando in regola con i contributi e senza sobbarcarsi le spese relative all’apertura di una partita IVA (vedi dettagli nel link).

Abbiamo già stabilito con un Comune la data della prima fiera, durante la quale gli espositori potranno esibire talento e prodotti.

Offrire opportunità di lavoro per i giovani, e non solo, è il nostro principio cardine e siamo persuasi che l’Italia sia ricca di persone creative, capaci di realizzare articoli innovativi che potrebbero rivoluzione il mercato.

Esiste un sottobosco incredibile, inascoltato e potenzialmente esplosivo che cerca solo un canale per entrare nella rete produttiva. Il voucher potrebbe aiutare questi talenti ad emergere e un volano virtuoso ridarebbe speranza e prospettive per il futuro.

Seguite gli sviluppi, poiché dettaglierò un risvolto che potenzia ulteriormente quanto esposto. A breve comunicherò data e Comune in cui allestiremo la fiera, alla quale vi invito a partecipare inviando una mail a movimentodelbuonsenso@gmail.com segnalando Progetto Aurora come oggetto. Indicate ciò che sapete fare, lasciate recapito e vi daremo visibilità.

Continuate a condividere la nostra iniziativa e grazie infinite per l’attenzione.
Spetta a noi e a Voi, persone di Buonsenso, cambiare le cose!
Elisabetta

Qui il progetto Aurora spiegato nei dettagli.

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