GIUSTIZIA ALL’ITALIANA

Clandestino di origini tunisine arrestato 10 volte in 13 anni per spaccio di droga, l’ultima proprio ieri in via Filiasi a Padova. Tra qualche giorno probabilmente sarà rilasciato per l’ennesima volta e tornerà a vendere morte nelle nostre strade e nei nostri parchi. Vi sembra normale? Chiediamo al Prefetto e all’Autorità giudiziaria provvedimenti urgenti. Questo criminale recidivo deve essere rispedito immediatamente nel suo Paese d’origine e se mai dovesse rimettere piede in Italia, sbattuto in galera a vita! È finito il tempo del buonismo e della tolleranza!

RISPETTO PER LA DIVISA!

Chi non ha i requisiti in regola per soggiornare in Italia NON può girare liberamente per le nostre strade, piazze e giardini ma va IMMEDIATAMENTE ESPULSO! Basta con questa assurda ed irresponsabile accoglienza indiscriminata che ha portato e continua a portare nel nostro Paese avanzi di galera della peggior specie. Altri “fantasmi” che si sommano agli oltre 10mila già presenti in Veneto. Un plauso alle Forze dell’Ordine per il duro lavoro che quotidianamente svolgono pur avendo le mani legate da leggi ingiuste e mezzi insufficienti. #rispettoperladivisa #noclandestini

SULLE ONG AVEVAMO RAGIONE NOI!

Il sequestro della nave Iuventa, di proprietà della ong tedesca Jugend Rettet, a Lampedusa e l’avvio delle indagini per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a carico dell’equipaggio, confermano quanto noi ribadiamo da sempre ossia il legame tra queste organizzazioni e i trafficanti libici. Se le accuse saranno confermate, auspichiamo pene severissime e controlli a tappeto. Questa gente deve andare in galera! Fuori dai nostri porti! Via dal Mediterraneo! Serve un radicale cambio di rotta: più manette, meno sbarchi!

PRESO! E ORA?

Arrestato il rapinatore seriale che tra fine giugno ed inizio luglio ha rapinato una decina di anziane nella nostra città. Strano caso si tratta di un CLANDESTINO di 23 anni di origini tunisine con precedenti penali per fatti analoghi e spaccio di droga. Un plauso alle Forze dell’Ordine per l’ottimo lavoro svolto. Ora spetta alla giustizia e ancor più alla politica intervenire affinché certi fatti non si ripetano più. La clandestinità è un reato. Punto. Chi non ha i requisiti in regola per soggiornare nel nostro Paese non può girare liberamente per le nostre strade, piazze, giardini ma va immediatamente espulso, rimpatriato. Basta con questa assurda accoglienza indiscriminata che porta dentro gentaglia della peggior specie, magari evasa dalle galere dei Paesi di provenienza. Altri “fantasmi” che si sommano agli oltre 10mila già presenti in Veneto. Lo ribadiamo, BASTA! E avvisiamo il sindaco (scritto volutamente in minuscolo) di pensarci bene prima di spalmare tra i residenti nuovi arrivi, nuove “risorse” perché la città non dorme.

SBARCHI SENZA FINE: I NUMERI CHE SMENTISCONO IL GOVERNO E I BUONISTI

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Nuovo record di sbarchi in Italia, solo negli ultimi 5 giorni sono arrivate oltre 14mila persone. Dall’inizio dell’anno sono sbarcati 105mila immigrati che se sommati ai 153mila del 2015 e ai 170mila del 2014 sono oltre il doppio degli abitanti di Padova. I dati ufficiali del Viminale, riportati oggi sui principali quotidiani nazionali, rivelano quanto noi denunciamo da sempre: in primo luogo che per la stragrande maggioranza (90%) si tratta di giovani maschi sotto i 35 anni senza mogli né figli al seguito; in secondo luogo che quasi il 60% è originario di Paesi africani non in guerra; in terzo luogo che solo un richiedente asilo su 20 (5%) ottiene lo status di rifugiato. In altre parole, le favole che il duo Renzi-Alfano ci hanno propinato in questi anni si sono rivelate false e infondate. Esattamente come le accuse di razzismo di certi buonisti. È ormai innegabile che questi sono i numeri di una vera e propria invasione. Un’invasione di cosiddetti “migranti economici” o più semplicemente, clandestini! Un’invasione senza precedenti nell’indifferenza, anzi, con la complicità di un governo abusivo che non è stato scelto né voluto dal popolo. Un governo, lo scrivo volutamente con la “g” minuscola, che ha di fatto deciso, non solo di non controllare le frontiere ma addirittura di trasformare le navi della nostra Marina Militare in comodi taxi per clandestini senz’arte né parte. Cosa fare? Innanzitutto rivedere i trattati eurobei (come direbbe Oriana Fallaci) tra cui Schengen; difendere i confini esterni e controllare quelli interni all’UE; realizzare un blocco navale al largo della Libia per impedire la partenza di ulteriori barconi; reintrodurre il reato di clandestinità e rimpatriare immediatamente, senza se e senza ma, tutti coloro che non hanno diritto di restare in Italia; stabilire il limite quantitativo oltre il quale l’identità nazionale sarebbe snaturata. In altre parole rispondere alla drammatica quanto inevitabile domanda: quanti ne possiamo accogliere? Il problema dell’immigrazione sta togliendo energie e risorse preziose per poter rilanciare l’Italia, per concentrare gli sforzi affinché riparta l’economia, affinché si torni a crescere. Abbiamo bisogno di lavorare, di certezze, di una politica della concretezza che permetta ai giovani di proiettarsi nel futuro, che riaccenda la speranza. Il governo si svegli e si metta finalmente al servizio degli italiani! È tempo di agire. Oggi, non domani!

IMMIGRAZIONE, EMERGENZA SENZA FINE: IN ARRIVO 300MILA CLANDESTINI

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Da gennaio ad oggi, sono sbarcati 18.234 migranti sulle nostre coste, ben 8mila persone in più rispetto allo stesso periodo del 2015. Se questa tendenza dovesse confermarsi col medesimo ritmo nei mesi a venire, quest’anno potrebbero essere fino a 300mila le persone che giungeranno nel nostro Paese attraverso la cosiddetta rotta mediterranea, cioè il triplo dello scorso anno. Numeri semplicemente catastrofici, sia per l’impossibilità di collocare queste persone sul territorio senza destabilizzare il tessuto sociale già fortemente compromesso, sia per l’altissimo costo a carico dello Stato italiano per il loro mantenimento, che supererebbe i 500 milioni di euro al mese. Cifre assurde e assolutamente insostenibili. L’Europa era convinta di aver superato la crisi migratoria grazie al controverso accordo con la Turchia, ma ancora una volta ha fatto male i conti. I profughi che arrivano in Grecia sono per la stragrande maggioranza siriani, iracheni ed afgani che fuggono da zone di guerra, mentre coloro che arrivano in Italia sono invece migranti economici / clandestini: il 15% dei nuovi arrivi proviene dalla Nigeria, il 12% dal Gambia; l’8% dal Senegal, dalla Costa d’Avorio, dal Mali e dalla Guinea, il 5% dalla Somalia, il 3% dall’Eritrea e dal Marocco. Tutte nazioni che non sono in guerra né tanto meno colpite da catastrofi naturali, quindi nessuno dei loro cittadini ha diritto d’asilo nell’Unione Europea. Non sarebbe forse meglio, nei limiti delle nostre possibilità, pensare ad aiutarli nei loro Paesi d’origine? Nel frattempo il Ministro degli Esteri austriaco minaccia: “chiuderemo le frontiere se l’Italia non smetterà di accogliere indiscriminatamente chi profugo non è”. Come dargli torto. È da mesi, anzi da anni ormai che ribadiamo il nostro “no” secco ad ogni forma di immigrazione clandestina e che chiediamo, a chi disgraziatamente ci governa, di difendere i confini e pensare in primis alla sicurezza e al benessere dei cittadini italiani. Condividi il nostro pensiero?

L’AMMISSIONE TARDIVA DELL’INADEGUATO ALFANO

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Dopo mesi, anni di smentite, finalmente Alfano ammette che l’allarme terrorismo nel nostro Paese è altissimo, al pari degli altri paesi che hanno già subito attentati. Dalla guerra in Siria e dalla instabilità in Libia continuano a provenire pericoli per tutta l’Europa. La nostra posizione a riguardo non cambia: occorre proteggere i confini esterni e monitorare quelli interni con una sospensione, per lo meno temporanea, del trattato di Schengen. Non solo: più prevenzione e più controlli su tutto il territorio nazionale. E ancora: maggiori risorse alle Forze dell’Ordine, tempi più rapidi per il riconoscimento dei rifugiati, ossia di chi ha realmente diritto di asilo, ed espulsioni immediate per chi è clandestino. Una domanda però sorge spontanea: dove ha vissuto finora l’inadeguato Ministro dell’Interno? Vorremmo ricordagli le parole di Oriana Fallaci che oltre dieci anni fa gridava: “Sveglia, Occidente, sveglia!”.

SVEZIA E FINLANDIA, OLTRE 100.000 ESPULSIONI. E L’ITALIA?

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Non è più una questione di destra o di sinistra. È una questione di buon senso o di scelleratezza. Comprendere che questo fenomeno migratorio ci sta sfuggendo di mano è imperativo. Serve che la sorda Europa si assuma delle serie responsabilità, che si faccia carico di impegni concreti, che capisca il vero significato di “Unione”. Paure, egoismi e pressioni, sono la dimostrazione che la politica europea sull’immigrazione è fallita e che serve correre ai ripari. In Veneto siamo al collasso e il traffico dalla Libia è inarrestabile. Cosa ci aspetta? La Svezia e la Finlandia hanno battuto i pugni, la Germania ha fatto un passo indietro, mentre l’Italia si interroga sulla bontà o meno del reato di clandestinità. Il Mediterraneo è ormai una bara. Qualcuno si metta una mano sulla coscienza, per favore. Schengen ha prodotto un grande caos e ha reso i paesi europei più vulnerabili. Una sospensione, quanto meno temporanea, è indispensabile. Difendere i confini esterni e controllare quelli interni è un dovere a cui non ci si può sottrarre. Prima che sia troppo tardi, prima che possano ripetersi i fatti di Colonia, prima che sia versato altro sangue, prima che si sia costretti ad agire sull’onda di una nuova spinta emotiva. E non mi si dica che è inutile chiudere le frontiere poiché i terroristi li abbiamo già in casa! Perché se anche così fosse, troverei folle il solo pensiero che possano crescere anche di una sola unità o scorrazzare liberi da uno Stato all’altro d’Europa. Il problema dell’immigrazione sta togliendo energie per poter rilanciare l’Italia, per concentrare gli sforzi affinché riparta l’economia, affinché si torni a crescere. Abbiamo bisogno di lavorare, di certezze, di una politica della concretezza che permetta ai giovani di proiettarsi nel futuro, che riaccenda la speranza. Il governo si svegli e si metta al servizio degli italiani e non dei poteri forti, ai quali è perennemente inchinato. È tempo di agire. Oggi, non domani!

Elisabetta Beggio

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