MORETTI SENZA VERGOGNA

Davvero indecente la proposta di coprire i simboli religiosi nei cimiteri per non urtare la sensibilità di chi professa altre religioni o è ateo. Un progetto che offende e mortifica la nostra identità culturale, fondata sulla tradizione classica e giudaico-cristiana. Il rispetto per le altre culture non può e non deve in alcun modo corrispondere alla negazione della nostra altrimenti rischia di trasformarsi in sottomissione. Essere laici non significa essere anticristiani! La presenza di un crocifisso non offende nessuno, né tanto meno viola la libertà di culto. Si tratta semplicemente di un’importante testimonianza della nostra storia millenaria.

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GENITORI SENZA BUONSENSO

Ormai anche fare l’insegnante in Italia sta diventando un mestiere pericoloso, sempre più alla mercé di ragazzi e genitori violenti. L’ennesima aggressione è avvenuta ieri in un istituto tecnico di Roma. Quale futuro per una società che non rispetta più i ruoli e le Istituzioni? Dov’è il Buonsenso?! #riflettiamo

DOV’È IL BUONSENSO?

In un sistema educativo che funziona dovrebbe essere l’alunno che ha preso 4 a temere la reazione, ovviamente non violenta, dei genitori e non l’insegnante! Esprimiamo la nostra solidarietà a questa coraggiosa professoressa di Selvazzano, pestata unicamente per aver fatto il suo lavoro.

NEANCHE LA MIMETICA LI FERMA. RIVOLTA DI IMMIGRATI A NAPOLI.

Quanto accaduto ieri in via Firenze nel centro di Napoli è gravissimo. Una pattuglia di militari impegnati nell’operazione “Strade sicure”, dopo aver fermato un giovane straniero per un controllo, è stata accerchiata e aggredita da decine di cosiddette “risorse”. Momenti di tensione e paura documentati da un video che ha fatto il giro del web. Una scena da Far West che i residenti e i commercianti del quartiere Vasto, riuniti nell’omonimo comitato, hanno dichiarato essere ormai all’ordine del giorno. La verità, come ci testimonia l’amico Magdi Cristiano Allam, è che i soldati sono stati costretti a subire l’aggressione perché il regolamento non consente loro di usare le armi in dotazione, che sono armi da guerra e quindi inadeguate all’attività di repressione dei tumulti o di arresto di singoli criminali. Secondo il regolamento i soldati dovrebbero fermare il sospettato e poi chiamare la polizia o i carabinieri ed affidarlo a loro. Tutto ciò ovviamente non è stato possibile nei pochi minuti in cui si è consumata la rivolta di ieri. L’aggressione ai soldati è l’aggressione ad uno Stato che ha scelto di non difendersi e di subire. Bisogna chiudere le frontiere, lo ribadiamo da sempre, e attribuire alle forze armate, alle forze dell’ordine e ai sindaci più risorse e più poteri per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico. Soprattutto però serve una rivoluzione culturale. Basta buonismo! È tempo di usare il pugno di ferro! All’Arcella, il quartiere più multietnico di Padova, i casi di violenza sono ormai all’ordine del giorno. Ci sono rioni, come il Borgomagno, in cui gli immigrati sono quasi più degli italiani e il “nostro” nuovo sindaco (con delega alla sicurezza) che fa? Apre la nuova sede del vigili di quartiere due mezze giornate alla settimana! Incredibile! Ribelliamoci, mobilitiamoci a livello nazionale. Non permettiamo che anche a Padova o in altre città finisca come a Napoli!

IL VOLTO DELLA “DEMOCRAZIA”

Quanto avvenuto ieri sera a palazzo Moroni è VERGOGNOSO. Il “civico” e “pluralista” Lorenzoni con una mail ha invitato una cinquantina di esponenti di coalizione civica ad occupare preventivamente i posti disponibili in sala consiliare, lasciando fuori circa 70 sostenitori di Massimo Bitonci. Un fatto ancor più grave se consideriamo che uno dei primi provvedimenti della nuova giunta è stato la “riapertura” della casa dei padovani (solo propaganda visto che non è mai stata chiusa ma semplicemente veniva richiesto un documento di riconoscimento per ragioni di sicurezza). Come se non bastasse il professore ha anche insultato la minoranza, votata da 44.488 concittadini, definendola “minorata”. Quale modo migliore per dividere ulteriormente la città? Il sindaco? Non pervenuto. Anzi, imbarazzante! Non risponde alle domande e appare spaesato, confuso, in balia degli eventi. Quanto ancora durerà questa indecente armata Brancaleone?

NO IUS SOLI, NÉ ORA NÉ MAI.

Lo ius soli ha distrutto l’identità nazionale di molti Stati europei, primo fra tutti la Francia, con le conseguenze che tutti noi conosciamo. La cittadinanza va meritata, conquistata, non può essere regalata o peggio svenduta per meri fini elettorali. Non si può diventare italiani per legge. Essere italiani significa appartenere a un popolo con cultura, storia, usi, costumi e tradizioni comuni. La sinistra ha una visione distorta dell’integrazione secondo la quale non sono gli immigrati a doversi adeguare alle leggi e alle usanze italiane, ma gli italiani a dover tollerare le usanze degli stranieri. In un momento storico caratterizzato da un’immigrazione fuori controllo, approvare una legge di questo tipo significa condannare a morte il nostro Paese. La storia è piena di esempi di antichi popoli e culture scomparsi a causa dell’invasione incontrollata di altri e ciò deve esserci di insegnamento. Un conto è accogliere chi fugge dalla guerra (5%), un altro spalancare le porte a tutta l’Africa e riconoscergli diritti prima ancora che doveri. Per queste ragioni il Movimento del Buonsenso dice NO allo ius soli e, qualora fosse approvato dalla maggioranza abusiva che occupa il Parlamento italiano, sosterrà qualunque raccolta firme per chiedere un referendum abrogativo.

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