MORETTI SENZA VERGOGNA

Davvero indecente la proposta di coprire i simboli religiosi nei cimiteri per non urtare la sensibilità di chi professa altre religioni o è ateo. Un progetto che offende e mortifica la nostra identità culturale, fondata sulla tradizione classica e giudaico-cristiana. Il rispetto per le altre culture non può e non deve in alcun modo corrispondere alla negazione della nostra altrimenti rischia di trasformarsi in sottomissione. Essere laici non significa essere anticristiani! La presenza di un crocifisso non offende nessuno, né tanto meno viola la libertà di culto. Si tratta semplicemente di un’importante testimonianza della nostra storia millenaria.

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ABBATTIAMO I MURI. SÌ, QUELLI DEL BUONISMO E DELL’IPOCRISIA.

Dov’erano i perbenisti che ora si scandalizzano tanto per i provvedimenti di Trump sull’immigrazione quando ben 16 Paesi mussulmani (Algeria, Arabia Saudita, Bangladesh, Brunei, Emirati Arabi Uniti, Gibuti, Iran, Kuwait, Libano, Libia, Malesia, Pakistan, Siria, Somalia, Sudan e Yemen) vietavano (e continuano a vietare) l’ingresso nel proprio Paese a tutti i cittadini israeliani? Perché non hanno protestato con marce e fiaccolate? Perché etichettano come “razzista” il neo eletto Presidente degli USA e ignorano spudoratamente il razzismo islamico verso gli ebrei? Nel mondo occidentale bisogna abbattere i muri, sono d’accordo. Cominciamo da quelli del buonismo e dell’ipocrisia eretti dalla sinistra e dai soliti radical chic dei salotti buoni che hanno ormai perso ogni contatto con la realtà. Trump ha messo al primo posto la sicurezza del suo popolo e la lotta all’estremismo islamico. Ha dimostrato di non aver dimenticato la lezione dell’11 settembre e di voler cambiare radicalmente la fallimentare politica estera del duo Obama-Clinton. Lo aveva promesso in campagna elettorale e lo sta mantenendo. Se in Italia e in Europa chi ci governa avesse lo stesso coraggio e lo stesso amore per la propria gente, forse non ci troveremmo in queste precarie condizioni e non subiremmo ogni giorno in silenzio la più grande opera di invasione e sottomissione mai vista.

FESTE ISLAMICHE NELLE SCUOLE? NO GRAZIE.

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In Veneto gli studenti stranieri ammontavano nel 2013, ultimi dati disponibili, a ben 96mila unità. Ecco che il Cardinale Angelo Scola propone, sulla scia del modello inclusivo, la celebrazione di feste islamiche all’interno degli istituti scolastici. Il Patriarca vede nella mescolanza di razze, e quindi di religioni, una contaminazione positiva. Predica inoltre l’apertura verso le moschee. Francamente mi rattrista molto che un esponente della Chiesa italiana si esprima in questi termini. In un momento storico in cui la crisi della nostra religione è tangibile (crollo delle vocazioni e allontanamento dei giovani) non è accettabile che si auspichino aperture verso altri culti. Al contrario mi sarei aspettata un affondo atto rendere appetibile il cristianesimo, atto a promuoverlo con dovizia nei confronti di chi vive una crisi di appartenenza, di chi non trova più nel proprio credo una fonte di salvezza. Invece di riempire i minareti, Scola dovrebbe preoccuparsi di riempire le nostre chiese! Oltretutto non capisco perché questa presa di posizione soltanto nei confronti dell’Islam. Le feste ebraiche, buddiste, induiste forse sono meno importanti? Sono per la salvaguardia della croce, del presepe, delle nostre tradizioni millenarie e, seppur nel rispetto di altri culti, sono persuasa che oggi più che mai la nostra religione andrebbe protetta, cullata e preservata da coloro che hanno in animo di soppiantarla. La maggior parte dei giovani diserta l’ora di religione, non frequenta i patronati, non vive la complessità della Chiesa come accadeva un tempo. È a loro che ci si dovrebbe rivolgere, non a persone che credono in un dio guerriero che imbraccia la spada e che proclama la morte degli infedeli.

Elisabetta Beggio

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