NALIN, GALLANI E RUFFINI: VERGOGNA!

È gravissimo che a distanza di oltre settant’anni ci siano ancora esponenti delle Istituzioni che rifiutano di accettare una verità storica acclarata come i massacri delle foibe, mettendo addirittura in discussione per ragioni meramente ideologiche l’intitolazione di una via in memoria di Norma Cossetto, torturata, violentata e gettata probabilmente ancora viva in una foiba dai partigiani jugoslavi di Tito. Noi non dimentichiamo e pretendiamo rispetto per le vittime, i sopravvissuti e le loro famiglie. Nalin, Gallani e Ruffini si vergognino! Bene Giordani che ha tirato dritto.

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ONORE A NORMA COSSETTO E A TUTTI I MARTIRI DELLE FOIBE

«Ancora adesso la notte ho gli incubi, al ricordo di come l’abbiamo trovata: mani legate dietro alla schiena, tutto aperto sul seno il golfino di lana tirolese comperatoci da papà la volta che ci aveva portate sulle Dolomiti, tutti i vestiti tirati sopra all’addome […] Solo il viso mi sembrava abbastanza sereno. Ho cercato di guardare se aveva dei colpi di arma da fuoco, ma non aveva niente; sono convinta che l’abbiano gettata giù ancora viva. Mentre stavo lì, cercando di ricomporla, una signora si è avvicinata e mi ha detto: “Signorina non le dico il mio nome, ma io quel pomeriggio, dalla mia casa che era vicina alla scuola, dalle imposte socchiuse, ho visto sua sorella legata ad un tavolo e delle belve abusare di lei; alla sera poi ho sentito anche i suoi lamenti: invocava la mamma e chiedeva acqua, ma non ho potuto fare niente, perché avevo paura anch’io”»

(Dal racconto di Licia Cossetto, sorella di Norma, vittima innocente dei massacri delle foibe compiuti dai partigiani jugoslavi di Tito tra il 1943 e il 1945)

#giornodelricordo #noinondimentichiamo

NEGAZIONISMO VERGOGNOSO

Non bastava il vergognoso parallelo migranti-shoah del sindaco di Padova alla vigilia della Giornata della Memoria, ora anche l’ANPI di Rovigo la spara grossa arrivando addirittura a negare i massacri delle foibe compiuti dai partigiani jugoslavi di Tito. È incredibile che a distanza di oltre settant’anni ci sia ancora chi rifiuta di accettare una verità storica acclarata e distingua le vittime di guerra in serie A e serie B. Oltre 11mila donne, uomini e bambini torturati e poi infoibati, vivi o morti, senza pietà, in nome di un fanatismo ideologico di matrice comunista che aveva l’obiettivo di annientare la presenza italiana in Istria e Dalmazia. Una vera e propria pulizia etnica. Noi non dimentichiamo e pretendiamo rispetto per le vittime, i sopravvissuti e le loro famiglie.

UN PARAGONE IMPROPRIO E OFFENSIVO

Parole gravissime. Paragonare i migranti di oggi agli ebrei del secolo scorso, perseguitati e sterminati dai nazisti, è vergognoso e indegno di un rappresentante delle Istituzioni. I centri di accoglienza non sono campi di concentramento! Strumentalizzare una tragedia immane come la Shoah per fini meramente politici è inaccettabile. Giordani corregga il tiro e chieda scusa, in primis alla comunità ebraica, per la sua mancanza di sensibilità e di rispetto a pochi giorni dal 27 gennaio.

IMMIGRAZIONE, LA STORIA INSEGNA

Secondo gli storici le principali cause della caduta dell’Impero Romano d’Occidente furono la scarsa natalità, l’immigrazione incontrollata, la crisi dei commerci, l’aumento delle tasse e la decadenza del mos maiorum (valori, costumi, tradizioni). In particolare, la sempre più massiccia presenza di stranieri non integrati fu decisiva. Un contesto socio-economico che, con i dovuti distinguo, ricorda molto quello attuale. Oggi, ci troviamo di fronte ad una scelta: accogliere tutti indiscriminatamente in nome di un multiculturalismo buonista e poco lungimirante oppure difendere i nostri confini e la nostra identità, governando i flussi migratori. E se è vero che “historia magistra vitae”, abbiamo già visto molti secoli fa dove porta la prima via.

SALVIAMO IL MAAAP!

Ci uniamo all’appello dei volontari dell’associazione “La Crose Onlus” e dei Consiglieri Comunali Eleonora Mosco e Ubaldo Lonardi: il MAAAP (Museo Archeologico Ambientale delle Acque del Padovano), ospitato nella splendida chiesetta di Sant’Eufemia ad Altichiero, sia riscoperto e valorizzato! #salviamoilmaaap

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

Nella Scuola del Santo, a pochi passi dalla Basilica, c’è un affresco di Tiziano, databile intorno al 1511, conosciuto come “Il miracolo del marito geloso”. Il dipinto ritrae un uomo con un lungo pugnale nell’atto di accoltellare la moglie. La donna è riversa a terra, già ferita, si dimena e protende il braccio per cercare disperatamente di sventare il colpo fatale che l’uomo, in piedi, sta sferrando contro di lei. Lui l’accusa di tradimento e per questo la uccide ma quando scopre la sua innocenza chiede perdono a Sant’Antonio che resuscita la donna. Se togliamo i costumi dell’epoca e il miracolo riparatore, sembra una scena dei nostri giorni. Il Movimento del Buonsenso, per la giornata dell’8 marzo, vuole ricordare le donne vittime di violenza: femminicidio, maltrattamenti, stalking. La vita e la sicurezza di ogni donna per noi sono inviolabili. Occorre mettere in atto una vera e propria rivoluzione culturale per sradicare stereotipi e pregiudizi di genere.

FOIBE, LA SINISTRA CONTINUA AD INFANGARE I MARTIRI

Quando si tratta delle foibe, la sinistra perde il pelo ma non il vizio: reticenze e silenzi imbarazzanti quando va bene, negazionismo aperto, insulti e violenze nei casi più clamorosi, come quello avvenuto ieri sera in piazza dei Signori. Al grido “Fascisti, canaglie, tornate nelle foibe”, una ventina di sbandati dei centri sociali, ha cercato di impedire la conferenza in ricordo dell’esodo giuliano-dalmata, organizzata da Fratelli d’Italia in sala caduti di Nassirya. Vergognoso che a distanza di oltre settant’anni ci sia ancora chi rinnega una verità storica acclarata e distingua le vittime di guerra in serie A e serie B. Oltre 10mila donne, uomini e bambini massacrati e poi infoibati vivi o morti, in nome di un fanatismo ideologico di matrice comunista che aveva l’obiettivo di annientare la presenza italiana in Istria e Dalmazia. Una vera e propria pulizia etnica condotta dal maresciallo Tito e dai suoi partigiani. Noi non dimentichiamo e chiediamo che questi facinorosi vengano identificati e puniti.

BARCELLONA, SANGUE INNOCENTE SULLE RAMBLAS

Torna il terrore in Spagna e stavolta colpisce uno dei luoghi simbolo di Barcellona, le Ramblas. 13 morti e decine di feriti. Un’intera città paralizzata per ore. Di fronte all’ennesimo vile attentato del terrorismo islamico dobbiamo consolidare la consapevolezza che siamo in guerra e che alla guerra bisogna combattere, come direbbe Oriana Fallaci. Una preghiera per le vittime è d’obbligo in queste circostanze ma non basta. Dobbiamo reagire, contrattaccare, stanare questi mostri e annientarli ovunque si trovino. Non dobbiamo essere noi ad avere paura, a temerli, ma loro. Difendiamo con fierezza le nostre radici giudaico-cristiane, la nostra identità, la nostra storia, i valori di libertà e democrazia che abbiamo conquistato nei secoli. Negli ultimi anni ci siamo appellati inutilmente a questo governo abusivo, cieco, autoreferenziale, guidato da una banda di incapaci, privo di autorevolezza in Europa. Non lo faremo più. La prossima primavera abbiamo la possibilità di mandarli a casa e cambiare finalmente rotta su temi caldi quali immigrazione e terrorismo. E non solo. Dopo la sconfitta di Padova, non perdiamo anche questa occasione. Il voto di ognuno di noi è prezioso e determinante. Non dimentichiamolo mai.

La nostra posizione e le nostre proposte contro il terrorismo islamico non cambiano.

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