IMMIGRAZIONE, LA STORIA INSEGNA

Secondo gli storici le principali cause della caduta dell’Impero Romano d’Occidente furono la scarsa natalità, l’immigrazione incontrollata, la crisi dei commerci, l’aumento delle tasse e la decadenza del mos maiorum (valori, costumi, tradizioni). In particolare, la sempre più massiccia presenza di stranieri non integrati fu decisiva. Un contesto socio-economico che, con i dovuti distinguo, ricorda molto quello attuale. Oggi, ci troviamo di fronte ad una scelta: accogliere tutti indiscriminatamente in nome di un multiculturalismo buonista e poco lungimirante oppure difendere i nostri confini e la nostra identità, governando i flussi migratori. E se è vero che “historia magistra vitae”, abbiamo già visto molti secoli fa dove porta la prima via.

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CARO BOERI, L’ITALIA RIPARTA DAI LAVORATORI ITALIANI, NON DAI CLANDESTINI!

Boeri persevera con la manfrina degli immigrati che ci pagano le pensioni e invoca più arrivi per salvaguardare il sistema. La nostra soluzione è ben diversa: RIDURRE LE TASSE a famiglie e imprese, frenando così le delocalizzazioni, attirando nuovi investimenti, rimettendo in moto i consumi e portando finalmente l’occupazione ai livelli europei. Un’ottima base di partenza anche per il rilancio della natalità. #ripartiamodagliitaliani!

FESTA DEL LAVORO

La festa di oggi non sia solo l’occasione per fare la solita retorica sull’importanza del lavoro e sui diritti dei lavoratori, ma un’opportunità per riflettere sulle azioni indispensabili per rilanciare l’occupazione. Incentivi alle imprese che investono nel nostro Paese, drastica riduzione delle tasse, ‪Flat Tax‬, snellimento della burocrazia, accesso al credito, liberalizzazioni. Questi alcuni punti chiave per ripartire, per fare del primo maggio un giorno di speranza e non il funerale del lavoro. Un pensiero commosso a tutti quegli imprenditori che, schiacciati dalla crisi e abbandonati dallo Stato, non ci sono più e a quelli che nonostante tutto non delocalizzano. Un pensiero anche a tutti i giovani che non si arrendono al precariato, a chi combatte ogni giorno per vivere dignitosamente, a tutti i padovani, i veneti, gli italiani che non perdono la speranza di trovare lavoro.

VIA LE TASSE COMUNALI A CHI RIAPRE UN NEGOZIO CHIUSO DA PIÙ DI UN ANNO

Via le tasse comunali a chi scommette sulla riapertura di un negozio sfitto da più un anno. È quanto prevede il progetto “Riapriamo con te!” presentato dall’assessore al commercio e ai tributi Antonio Bressa assieme ai rappresentanti delle categorie economiche della città e approvato ieri dalla Giunta. Il nostro plauso a questa ottima iniziativa per rivitalizzare il piccolo commercio cittadino e contrastare il fenomeno dei vuoti commerciali, soprattutto in quelle aree che hanno risentito maggiormente della crisi. Ora, auspichiamo che venga definitivamente abbandonato il progetto ztl del vice sindaco Lorenzoni che prevede varchi attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e il pagamento di un pedaggio tra i 5 e i 10 euro per l’accesso al centro storico. Una follia che non risolverebbe i problemi legati all’inquinamento e danneggerebbe soprattutto i bar e i ristoranti. In un contesto competitivo dove i negozi di vicinato sono messi a dura prova dall’e-commerce da un lato e dalla grande distribuzione dall’altro, occorre garantire maggiore accessibilità e risolvere i problemi legati alla mancanza di posti auto, magari con la realizzazione di un maxi parcheggio sull’area dell’ex caserma Prandina com’era nelle intenzioni della precedente amministrazione.

UNITI SI VINCE!

Il centrodestra si presenterà unito alle prossime elezioni con molti volti nuovi e un programma comune che va dall’abolizione della famigerata legge Fornero alla flat tax, dalla lotta all’immigrazione incontrollata alla difesa del Made in Italy, dal sostegno alla natalità all’adeguamento delle pensioni minime a 1.000 euro al mese, passando per un’importante revisione del sistema istituzionale in senso federale e presidenzialista. Proposte di BUONSENSO che condividiamo pienamente e che rientrano in un progetto molto più ampio ed articolato per rilanciare il Paese e liberarlo dall’oppressione fiscale, burocratica, giudiziaria e dagli ingiusti vincoli imposti dall’Unione Europea. #elezionipolitiche #4marzo #unitisivince

BASTA TASSE SULLA CASA! 

Dal 2011 ad oggi la tassazione sul possesso di immobili è più che raddoppiata passando da 9,9 a 21,2 miliardi di euro. Questa gravosa imposizione, oltre ad aver impoverito imprese e famiglie, ha fortemente danneggiato il mercato immobiliare e tutto l’indotto che ne deriva, causando la perdita di migliaia di posti di lavoro e miliardi di euro di ricchezza nazionale. Assolutamente imparagonabile dunque la vecchia ICI, abolita dal centrodestra, con le attuali IMU e TASI, introdotte e gradualmente aumentate dai vari governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni. Un vero e proprio furto legalizzato! La nostra posizione sul tema è chiara: siamo per la totale intassabilità della prima casa e per una rigorosa riduzione del carico fiscale su capannoni e negozi. Accanirsi sui luoghi in cui si produce e si lavora non ha senso, se non quello di fare cassa, danneggiando però l’economia reale del Paese. #bastatassesullacasa

IL BUONSENSO DICE SÌ!

Si avvicina una data importante. Un’occasione davvero unica per far sentire la nostra voce. Tra un mese esatto, domenica 22 ottobre, siamo infatti chiamati a votare per il REFERENDUM SULL’AUTONOMIA DEL VENETO. L’obiettivo è superare ampiamente il quorum del 51% ed ottenere una schiacciante vittoria del SÌ. A quel punto, il Governatore Luca Zaia avrà il potere contrattuale necessario per ottenere dallo Stato centrale maggiori forme di autonomia sul modello della Provincia Autonoma di Bolzano. Oltre a maggiori competenze, ci riapproprieremmo anche del nostro residuo fiscale. Pensate che ogni anno versiamo oltre 71 miliardi di tasse allo Stato e ce ne tornano indietro soltanto 56. Una differenza di ben 15 miliardi. Incredibile! Insieme alla Lombardia, siamo la regione più produttiva, la locomotiva del Paese (da sempre)! TV e giornali minimizzano la cosa: tanto è un referendum consultivo, dicono. Noi diciamo invece che è la prima vera opportunità che abbiamo per iniziare un percorso che ci porterà ad offrire ai nostri giovani un futuro migliore, alle nostre imprese maggiori opportunità, alla nostra scuola maggior efficienza e qualità e alle persone bisognose una migliore assistenza. In altre parole una qualità della vita più alta per tutti i cittadini veneti! Senza “se” e senza “ma” è indispensabile andare alle urne e votare SÌ. Il futuro del Veneto è nelle nostre mani! #iovotoSÌ #ilbuonsensodiceSÌ

MENO SPRECHI, MENO TASSE

Nel 2014 Padova era tra le città più tassate d’Italia. Oggi, dopo due anni e mezzo di buona amministrazione, è ai primi posti tra le meno tassate, a conferma che la promessa “meno sprechi, meno tasse”, fatta da Massimo Bitonci durante la scorsa campagna elettorale, è stata mantenuta. Ben 11 milioni fatti risparmiare ai padovani e nel 2018 nuove sforbiciate a Irpef, Tasi, Tari e forse anche Imu.

QUESTIONI DI BILANCIO

Al contrario del bilancio nazionale (gestione Letta-Renzi-Gentiloni-Padoan), che ogni anno chiude con un ulteriore aumento del debito pubblico (oltre 300 miliardi di euro solo tra il 2011 e il 2016), il Bilancio Consuntivo 2016 del Comune di Padova (gestione Bitonci) chiude con un avanzo di 6 milioni di euro. Altro che i 30 milioni di buco tanto sbandierati nelle scorse settimane dal PD e pubblicizzati dal solito quotidiano locale che ormai ha perso totalmente il contatto con la realtà. Noi abbiamo abbassato le tasse locali lasciando i conti in ordine, il Governo invece ha aumentato la pressione fiscale continuando a generare deficit. Qual è il modello che funziona?

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