INTEGRAZIONE AL CONTRARIO?

A proposito delle proteste di alcune famiglie islamiche di Mestre che PRETENDONO l’abominevole carne halal nelle mense scolastiche…

“Quando sei in casa altrui devi accettare le regole di chi ti ospita, scoprire in quale misura ti vuole o non ti vuole, prevenirne le ostilità, scendere a patti con esse.” Oriana Fallaci

Siete d’accordo anche voi?

BUONA FESTA DELL’EPIFANIA!

I RE MAGI
Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia e miglia e miglia.
O nova meraviglia!
O fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra s’ingiglia.
Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre
Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso e oro.

(Gabriele D’Annunzio)

DIFENDIAMO LE NOSTRE TRADIZIONI! 

Il Natale si avvicina e come ogni anno scoppia la polemica sul presepe che sempre più presidi scelgono di abolire dalle scuole in nome della laicità dello Stato e del rispetto delle altre religioni. Rispettare gli studenti immigrati non cristiani, tuttavia, non può e non deve significare discriminare quelli cristiani. Rispettare le diversità non significa negare le differenze ma imparare a farle convivere in modo civile ed armonioso. Essere laici non significa essere anticristiani! La vera laicità include, non esclude, apre al confronto, non cancella culture, religioni, tradizioni ma ne valorizza il meglio. Il Natale è la festa che ricorda la nascita di Gesù Cristo, un evento storico che sta alla base della nostra civiltà, tant’è che contiamo gli anni a partire da esso. Fare il presepe in classe non impone a nessun bambino di convertirsi al cristianesimo. Il presepe è un simbolo di amore, di pace, di fratellanza che non solo non offende nessuno ma rappresenta le basi stesse della vera integrazione fondata sul rispetto reciproco. Chi arriva qui da Paesi lontani ha il diritto di preservare i propri usi e costumi, purché non contrastino con le nostre leggi, ma è anche tenuto a conoscere e a rispettare le tradizioni del Paese che lo ospita. Se non gli sta bene, può sempre tornare da dove è venuto! #difendiamolenostretradizioni

NASCE IL PREMIO “UOMO DI BUONSENSO DELL’ANNO”

Ieri sera nel corso della conferenza “La verità sull’Islam: Maometto racconta se stesso” abbiamo consegnato a Magdi Cristiano Allam il premio “UOMO DI BUONSENSO DELL’ANNO” per l’impegno ed il coraggio nel denunciare la verità sull’Islam e nel difendere le nostre radici giudaico-cristiane e i valori di libertà e democrazia, fondamento stesso della nostra civiltà. Un riconoscimento davvero sentito e meritato.

GRAZIE A TUTTI!

Nonostante gli inconvenienti tecnici che non ci hanno permesso di proiettare i video e le immagini che avevamo preparato per voi, la serata è stata comunque un grande successo. Grazie di cuore a tutti coloro che hanno partecipato, al fantastico trio di relatori che ha animato il dibattito e ai volontari del Movimento che si sono occupati dell’organizzazione con impegno ed entusiasmo. Grazie anche a Marco Lincetto per gli splendidi scatti. Nel corso della conferenza abbiamo parlato di Islam, di terrorismo, di immigrazione, di ius soli, di difesa della nostra identità, della nostra cultura e delle nostre tradizioni. L’Europa, se mai è esistita, sta progressivamente diventando l’Eurabia profetizzata da Oriana Fallaci nei suoi libri ma la vostra numerosa presenza ha dimostrato che non siamo ancora piegati. Con coraggio e buonsenso ce la faremo!

NO IUS SOLI, NÉ ORA NÉ MAI.

Lo ius soli ha distrutto l’identità nazionale di molti Stati europei, primo fra tutti la Francia, con le conseguenze che tutti noi conosciamo. La cittadinanza va meritata, conquistata, non può essere regalata o peggio svenduta per meri fini elettorali. Non si può diventare italiani per legge. Essere italiani significa appartenere a un popolo con cultura, storia, usi, costumi e tradizioni comuni. La sinistra ha una visione distorta dell’integrazione secondo la quale non sono gli immigrati a doversi adeguare alle leggi e alle usanze italiane, ma gli italiani a dover tollerare le usanze degli stranieri. In un momento storico caratterizzato da un’immigrazione fuori controllo, approvare una legge di questo tipo significa condannare a morte il nostro Paese. La storia è piena di esempi di antichi popoli e culture scomparsi a causa dell’invasione incontrollata di altri e ciò deve esserci di insegnamento. Un conto è accogliere chi fugge dalla guerra (5%), un altro spalancare le porte a tutta l’Africa e riconoscergli diritti prima ancora che doveri. Per queste ragioni il Movimento del Buonsenso dice NO allo ius soli e, qualora fosse approvato dalla maggioranza abusiva che occupa il Parlamento italiano, sosterrà qualunque raccolta firme per chiedere un referendum abrogativo.

FESTE ISLAMICHE NELLE SCUOLE? NO GRAZIE.

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In Veneto gli studenti stranieri ammontavano nel 2013, ultimi dati disponibili, a ben 96mila unità. Ecco che il Cardinale Angelo Scola propone, sulla scia del modello inclusivo, la celebrazione di feste islamiche all’interno degli istituti scolastici. Il Patriarca vede nella mescolanza di razze, e quindi di religioni, una contaminazione positiva. Predica inoltre l’apertura verso le moschee. Francamente mi rattrista molto che un esponente della Chiesa italiana si esprima in questi termini. In un momento storico in cui la crisi della nostra religione è tangibile (crollo delle vocazioni e allontanamento dei giovani) non è accettabile che si auspichino aperture verso altri culti. Al contrario mi sarei aspettata un affondo atto rendere appetibile il cristianesimo, atto a promuoverlo con dovizia nei confronti di chi vive una crisi di appartenenza, di chi non trova più nel proprio credo una fonte di salvezza. Invece di riempire i minareti, Scola dovrebbe preoccuparsi di riempire le nostre chiese! Oltretutto non capisco perché questa presa di posizione soltanto nei confronti dell’Islam. Le feste ebraiche, buddiste, induiste forse sono meno importanti? Sono per la salvaguardia della croce, del presepe, delle nostre tradizioni millenarie e, seppur nel rispetto di altri culti, sono persuasa che oggi più che mai la nostra religione andrebbe protetta, cullata e preservata da coloro che hanno in animo di soppiantarla. La maggior parte dei giovani diserta l’ora di religione, non frequenta i patronati, non vive la complessità della Chiesa come accadeva un tempo. È a loro che ci si dovrebbe rivolgere, non a persone che credono in un dio guerriero che imbraccia la spada e che proclama la morte degli infedeli.

Elisabetta Beggio

AL VESCOVO RISPONDO: È IL TEMPO DEL CORAGGIO, NON DELLA PAURA

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Dispiace davvero molto che il nostro Vescovo si sia rivolto alla cittadinanza, ai suoi fedeli, mostrando paura. La paura potrà anche essere un sentimento nobile ma in questo caso è un chiaro segno di debolezza. Parla di fare un passo indietro in virtù della pace. Non voglio entrare nel merito delle diverse religioni e di come esse si contrappongono, mi limito solo a porre l’accento su ciò che nei secoli è divenuto simbolo di cristianità e tradizione. Il presepe, infatti, è di per sé un simbolo di pace, un richiamo alla fratellanza, un messaggio di speranza. Oscurarlo sarebbe da codardi, significherebbe cedere il passo a chi vuole imporci altro. Qui non si tratta di porgere l’altra guancia ma di tenere fede a ciò che siamo, alla nostra identità, anche attraverso l’allestimento di un presepe, all’intonazione dei nostri amati canti natalizi, all’addobbo dell’albero. Come il crocifisso, che animatamente difendiamo, anche questi elementi della nostra cultura sono la rappresentazione del nostro credo. Può un bambino crescere senza conoscere la magia del presepe? Senza aver mai cantato “Tu scendi dalle stelle”? Il vescovo avrebbe fatto bene ad infondere forza e coraggio, a trasmettere fermezza rispetto alla nostra Festa più grande e significativa, anziché svendere il concetto di pace. Che pace potrebbe mai essere quella imposta da una minoranza che grida, pretende e impone, in nome di Allah?

Elisabetta Beggio 
Presidente Movimento del Buonsenso – Padova
Consigliera Comunale – Lista Bitonci Sindaco

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